Valeria Golino esordisce alla regia con l'adattamento di un romanzo per niente facile, " A nome tuo " di Mauro Covacich . Il film assume nel titolo un aspetto diverso, quasi a dire subito allo spettatore che, nonostante di morte si parli, ciò che rimane ha un sapore che non fa male. Dolce, come il Miele . Sarà davvero così? Be', no. Jasmine Trinca è Irene, una donna cinematograficamente vittima dei cliché italiani. Sola, apparentemente senza una fissa dimora, una casa che dà sul mare e nessuno con cui condividerla. Viaggi in Messico non alla ricerca di souvenir ma di un preciso prodotto farmaceutico, il Nembutal, un barbiturico veterinario ad azione rapida. Un amante, un migliore amico nonché ex ragazzo, un padre che esiste, ma così, tanto per dire di averne uno e una madre morta dieci anni fa. La vita di Irene va avanti così, entra e esce dalle case di tutti quegli uomini o donne, decisi a mettere fine a tutto. Irene segue rigorosamente la prassi, spie...
Storia di un avverbio ostinato