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Visualizzazione dei post con l'etichetta Julianne Moore

The English Teacher

  Immaginate un'insegnante di letteratura inglese, una donna affascinante, rossa fiammante e...soprattutto zitella! Ma per un pezzo di donna come Julianne Moore è davvero difficile sembrare goffa e impacciata, la zitella per antonomasia, quella che nel corso dei suoi quarantacinque anni non ha fatto che sviluppare anticorpi contro gli uomini. Be' capita. Chiamiamolo istinto di sopravvivenza... Eppure la Moore nei panni della professoressa Linda Sinclair è tutto fuorché improbabile. Questo ovviamente perché parliamo di un'attrice straordinaria.   La commedia attinge al drama per poi staccarsi e diventare commedia. Di base è quasi un dramma studentesco, perché la storia ruota attorno alla difficoltà di venir fuori per ciò che si è e si ama davvero. Non c'entra il sesso, ma le passioni. Le scelte legate al nostro futuro, del tipo "prendo giurisprudenza per far felice mio padre, ma io volevo fare il drammaturgo".   Se nel complesso il film ris...

The Hours

    No, non sto recensendo The Hours perché passo gran parte delle mie mattine chiusa in casa a scrivere, e sogno di vedere pubblicato il mio racconto. Giuro! Non ho visto The Hours per immedesimarmi in lei, Virginia Woolf . No. Non l'ho visto per piangere e sprofondare nell'acqua più torbida, tantomeno l'ho fatto per dimenticare come si respira per bel oltre 100'.   E ci scommetto che sia capitato anche a voi, almeno una volta, anzi cento o infinite altre. Perché ci sono storie destinate a manifestarsi in momenti ben precisi della nostra vita, oppure semplicemente, ci sono storie che aspettano te. Che tu le guardi, senza necessariamente giudicare, fare critica. Che tu le guardi e basta. Che tu possa ricordarti della bellezza devastante della poesia, dell'arte e della vita stessa. Che tu possa vivere la vita di una donna a te completamente estranea nell'arco di un giorno, e viverla per davvero. Fino a sentire il bisogno di scavare a fondo, an...

Il Grande Lebowski

Quei "geniacci" dei Coen , canaglie di autori straordinari e cineasti sempre pronti a ribadire la loro grande, inconfondibile, "autorialità".  Dal lontano 1984, quando al Sundance Film Festival si aggiudicano il Premio della Giuria per l'esordio di Blood Simple - Sangue facile , ne abbiam visti di film(oni) firmati Coen. Pubblico e critica quasi sempre in sintonia nel promuovere la brillante filmografia di questi due registi, sceneggiatori, produttori e montatori statunitensi, come una delle più originali e sofisticate del cinema contemporaneo. Senza badare a ristrettezze di genere i fratelli Coen vantano la straordinaria dote di barcamenarsi, senza vacillare, tra cinema d'autore e commedia nera ( Ladykillers 2004), per passare poi tra i più classici thriller drammatici ( Non è un paese per vecchi 2007), al western ( Il Grinta 2010) fino ad esplodere in prove ineccepibili dal sapore "nichilista", e a tratti surreale. Il Gran...

Benny & Joon

Benny vive la propria vita badando a Joon , sua sorella più piccola. Una ragazza "speciale", dalla verve artistica e una personalità instabile. Dopo la morte dei genitori, avvenuta troppo presto, Benny farà il possibile per evitare che la sorella vada a finire in un ospedale "per matti", anche se a volte gli equilibri tra loro sembrano vacillare. Quando in casa arriva Sam però, la giovane troverà un motivo in più per prendere in mano la propria vita e iniziare a guardare al futuro. Il regista canadese  Jeremiah S. Chechik  dirige nel 1993 questa deliziosa commedia dal retrogusto "dolceamaro" incentrata sui problemi di una ragazza speciale e del suo complicato rapporto con il fratello. Benny è un uomo che ha deciso di estraniarsi da una vita sociale e sentimentale. Non ha rapporti, se non quello con gli amici e colleghi della sua officina e, quando si ritrova al primo appuntamento con  Ruthie , una giovanissima  Julianne Moore , entra in crisi...