venerdì 2 agosto 2013

Pain & Gain - "No. Non è una cagata pazzesca!!!".



Doverosa premessa giusto per iniziare: non ho mai amato Michael Bay, se dovessi contare le volte in cui io lo abbia visto simile ad un regista, ne ricorderei due, massimo tre. 

Detto questo, aggiungo che se non fosse stato per un curioso consiglio giunto da un fidato amico cinefilo, io, 'sto film qui, non lo avrei minimamente preso in considerazione. Insomma non sarei andata in sala neanche sotto minaccia...e invece...
Come spesso accade, minori sono le aspettative maggiore la possibilità di rimanere sorpresi. In maniera positiva ovviamente. Fu così che una comune spettatrice profondamente schifata da quel cinema che esibisce muscoli, soldi, sesso, droga e altro non fa che pompare tutto pur di nascondere il vuoto significativo che vi è dietro, vede Pain & Gain e non rimane stecchita in sala, no. 

Bay torna a un budget abbastanza modesto, se così si può dire. Certo qualsiasi somma sembrerebbe modesta se paragonata ai miliardi inutili spesi per far muovere un ammasso di robottoni...però. Riconosciamo questo, finché possiamo e proviamo a capire perché stavolta Bay, in fin dei conti, abbia fatto qualcosa degno almeno di una visione. Pain & Gain è una storia vera.
Siamo in Florida, Miami  ed è il 1995. Daniel Lugo/Mark Whalberg è un personal trainer presso la Sun Gym. Lugo è il classico invasato che vive per il fisico, che si scola litri di assurdi frullati dai colori improponibili e spera di sfondare, in qualche modo, nella vita. Convinto che un grande fisico debba essere accompagnato da un altrettanto grande conto in banca, decide di organizzare un sequestro ai danni di un suo ricco cliente. Per farlo, si serve di due compagni più o meno "svegli" e con le sue stesse ambizioni. Paul/Dwayne Johnson e Adrian/Anthony Mackie saranno i compagni di sventura e dell'impresa più folle e idiota che vi capiterà di vedere in sala. 


Vedete, c'è sempre qualcosa che in un film sembra attirare la nostra attenzione. Almeno qualcosa che ci faccia credere in lui, che non ci faccia soprattutto pentire di un biglietto sbagliato e non rimborsabile. Io credo che al di là dell'idea generale che uno ha di un regista, non si deve mai escludere la possibilità di apprezzare un film, fosse anche per la prima ed unica volta. Non credo ancora che Bay sia un grande regista, però devo ammettere che Pain & Gain è uno dei migliori titoli che io ricordi, dai tempi di "Bad boy bad boy what you gonna do". Sì perché stavolta Miami si presta ad ospitare un fatto di cronaca realmente accaduto e Bay, con un lungo flash back e qualche ripresa amatoriale, altro non fa che riportare gli assurdi fatti.

Non si vieta di metterci del suo, ovvio. Quale regista non lo farebbe? Nel senso che tutto il film sembra quasi una sorta di disperato messaggio ai giovani. A tutti quelli che magari non hanno fatto il college e si ritrovano a trent'anni senza ambizioni, senza un valido motivo per alzarsi la mattina. Un urlo assordante che preannuncia la tragica fine di tre poveri idioti che rincorrono il sogno americano. E credetemi, parentesi fondamentale per me, io non ho mai considerato Johnson un attore, eppure il tossicomane fatto di coca e di "Cristo" è stato per la prima volta in grado di trasmettere qualcosa che vada al di là di un corpo pompato. Whalberg  secondo me può fare ciò che vuole, addirittura torturare un povero colombiano e suscitare compassione, pena con quel pizzico di simpatia inverosimile. In realtà, la cosa che più sconvolge di questo film, è pensare che lo spettacolo cui stiamo assistendo altro non è che una storia folle quanto reale. Degli arti cotti alla brace davanti casa, tentativi di sequestro con tute da ninja o alieni verdi...

Il sangue e il sudore che "fuoriescono" dallo schermo, così come i dialoghi assurdi, riportano senza dubbio alle trovate del genio in vestaglia che si ritrova un cadavere in casa e deve ripulire prima che torni la moglie dal lavoro. Una situazione identica che Bay ripropone, certo non è la stessa cosa. Se non altro, per far fronte alle critiche che parlano dell'ennesima "cagata" di Bay, io ho visto in questo film qualcosa per cui vale la pena andare in sala. 


Una violenza che si esibisce sullo sfondo di un siparietto tanto stupido e pompato, che non lascia scampo. La storia di un povero coglione che non ha fatto il college e vive per il fitness; vittima della sua stessa malata voglia di essere, "migliore di". Una storia assurda quanto reale. Violenza, droga, sesso e un Cristo che mette in difficoltà i suoi stessi fedeli. Occhio perché Johnson potrebbe stuzzicare la mente di Quentin... 
Da vedere. Sì. 



25 commenti:

  1. Valentina, gran bella recensione.
    Credo di essere una delle poche che aspettava da mesi l'uscita di questo film, ma mi fa piacere vedere che tutte ke persone che hanno affrontaro la visione partendo prevenute alla fine si sono ricredute. :)
    Non conoscevo i fatti reali e sono rimasta parecchio colpita.
    Il mito del sogno americano smembrato a colpi di motosega.
    Della bravura di Dwayne Johnson non dico più nulla se no rischio di diventare noiosa! :)

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  2. Penso che non c'erano dubbi!
    Bella recensione

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  3. michael bay e the rock che non fanno una cagata?
    non ci credo :D

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  4. Recensione che mi lascia quantomeno perplesso. Come si fa a recensire un film così e non menzionare gli errori basilari di linguaggio, gli scavalcamenti di campo sbagliati, i campo-controcampo a cazzo, il montaggio da crisi epilettica, la fotografia da spot BMW. Molto perplesso. Aldilà dei gusti cinematografici che puoi avere questi sono errori oggettivi, riconducibili a qualsiasi libro di tecnica registica, e andrebbero almeno segnalati in una recensione che si consideri tale. Con che coraggio dici che ti è piaciuto? Mah.

    Tu dirai: "Sì ma nonostante tutto mi ha lasciato qualcosa". Non metto in dubbio il fatto che il film ha un messaggio e che venga attaccato il sogno americano eccetera eccetera, ma se un regista non ha la minima nozione di messa in scena e continuità cinematografica il film farà cagare. E Pain & Gain fa cagare, come la media dei film di Bay.

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  5. Gran bella rece, io stesso non amo Bay (nemmeno lo odio però) e trovo che questo Pain & Gain sia veramente un film geniale, divertente, ma anche sconvolgente, se si pensa appunto che sia una storia vera.
    Sul cast beh Whalberg è uno dei miei attori preferiti e il mitico Dwayne Johnson (attenti non chiamatelo The Rock che si incazza XD) è uno spettacolo, decisamente la sua performance migliore.
    Leggo in rete che il film è mediamente piaciuto, anche se l'esercito degli anti-Bay ha dovuto trovare tutti i difetti possibili per poterlo smontare, la critica più comune che sento è "ci sono gli scavalcamenti di campo" e che due palle con sta storia, cioè che Bay non è un Kubrick penso sia chiaro, che ha uno stile un po troppo schizzato e disordinato anche, ma non credo che lo scavalcamento di campo sia un crimine contro l'umanità, nei Soliti idioti o Natale sul nilo non ci sono gli scavalcamenti di campo, questo fa di quelle cagate dei buoni films????

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  6. myers82

    "Geniale"... ma certe parole sprecale per qualcos'altro. L'esercito Anti-Bay, come la metti tu, non è una fazione di haters che odia a prescindere da tutto, è semplicemente gente che apprezza il buon cinema, e quindi odia Bay. Easy.
    Riguardo la storia dell' "e che palle la storia degli scavalcamenti", queste sono regole che hanno 100 anni, quindi mi pare ovvio che esistano per una ragione precisa, la comprensione delle immagini che ti passano davanti. Ah, ma tanto i film di Bay non vanno capiti. Lo scavalcamento, che faceva anche Kubrick, Ozu o Tati, se viene fatto deve avere un senso (come nella scena del bagno in Shining, dove l'errore voluto di Kubrick aumenta la tensione tra Grady e Torrance), altrimenti è ignoranza del regista. Ne consegue che chi apprezza l'ignoranza di Bay è anch'esso un ignorante di cinema, e non dovrebbe parlare. Grazie.

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  7. io sarò ignorante, e cmq non apprezzo Bay ha fatto dei film che reputo orrendi, e AMO Kubrick, quindi dai non sono così idiota come pensi ;-) che bay ha uno stile incasinato è innegabile, ma il film in questione ha cmq una storia, personaggi, dialoghi e situazioni ben più interessanti di un Pear Harbor o Transformers, quindi con tutte le sue pecche che ne ha sia chiaro, lo reputo nel complesso un film interessante.

    Ultimo, ma non ultimo uno "non deve parlare"??? Cioè io parlo quanto mi pare che siamo sotto dittatura??? oddio visto i nostri politici si direi che lo siamo, quindi almeno nel mondo del web cerchiamo di rispettarci un po di più

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  8. Andiamo per ordine...
    Grazie Poison! ;) Si, è stata una sorpresa per me, una di quelle volte in cui mi sono ricreduta su un film che avrei bruciato in partenza.

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  9. @Marco per me dubbi ce n'erano. Ma è bello pure ricredersi ogni tanto. Grazie! ;)

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  10. @Cannibal Ahahahah eppure è così. :D

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  11. @Vincenzo Allora, la questione è, a mio avviso, piuttosto complessa. Per quanto mi riguarda una recensione che si rispetti non deve esporre nozioni di regia. Tu non puoi scrivere dando per scontato che il lettore abbia studiato regia cinematografica oppure che sia un nuovo Kubrick. La cosa più sbagliata che un critico possa fare, sempre secondo il mio modestissimo punto di vista, è mettere il lettore a disagio, in difficoltà durante la lettura di una recensione che non lo aiuterebbe affatto a farsi un'idea del film. O comunque a dargli la possibilità di potersi esprimere e dire la propria secondo uno scambio ad "armi" pari per poter discutere insieme. Il critico non è al di sopra del lettore, chi scrive con questa presunzione è, a mio avviso, un pessimo critico o peggio ancora un critico autoreferenziale. Li detesto!!! C'è chi vede il cinema e ama guardare un film senza badare agli scavalcamenti di campo, eppure anche questo spettatore ha tutto il diritto di dire la sua. Così come quello che ha studiato, che conosce a memoria tutti i movimenti della MdP o può vantare una conoscenza cinematografica al di sopra della media. Il cinema non ci dà posizioni differenti o privilegi. Anzi, il privilegio ê uno soltanto: il cinema è di tutti. Nessuno escluso. Quindi, lo chiedo con la massima cortesia e con il massimo rispetto e stima che ho di te, evitiamo (almeno su questo spazio che in un certo senso sento mio) di assumere atteggiamenti dittatoriali (si fa per dire, lo so che non sei un dittatore). La parola è di tutti. Continuiamo a discutere come abbiamo sempre fatto, magari scannandoci verbalmente, ma rimanendo sempre all'insegna dello scambio intelligente e paritario. Per me è importante. Grazie. ;)

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  12. bravissima, concordo con tutti quello che hai appena scritto

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  13. @Myers82 Grazie per i complimenti, spero tu abbia capito che su questo blog ognuno è liberissimo di dire ciò che vuole, ovviamente nel rispetto di tutti. Detto questo, parliamo del film. Io non direi geniale, però come ho scritto anche nella recensione, era dai tempi di Bad Boys che non mi convinceva affatto questo regista. Ribadisco, non lo amo e non lo annovero tra i grandi, però mi piace dire ciò che penso anche fosse solamente un caso singolare. Pain and gain si lascia guardare per diverse ragioni,non certo per una maestria registica, è chiaro. Ma credo ci siamo capìti. ;) Mi raccomando, passa quando vuoi. Qui siete tutti miei graditissimi e preziosi ospiti. :)

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  14. Perdoniamolo Vincenzo, in fondo lo so che non è così "cattivo" come vuole far sembrare. ;)

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  15. Non solo passerò spesso nel tuo blog, ma lo metto subito tra i blog amici e se vuoi vieni pure nel mio blog e lascia i tuoi commenti, a me fa piacere ;-)

    Su Bay concordo al 100% regista cazzone come pochi che ha diretto abominii come Armageddon, Pearl Harbor e Transformer, ma anche pellicole gustose come questa appunto, il primo Bad Boys e The Rock.

    Su Vincenzo, non lo conosco, quindi non posso giudicarlo, ma i messaggi che ha lasciato mi son sembrati piuttosto arroganti e privi di rispetto per le opinioni altrui, se ho inteso male io allora chiedo venia.

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  16. Non lo conosco di persona, ma ormai conosco il suo modo di porsi. Un po' brusco e presuntuoso a volte, ma è sempre stato interessante e costruttivo discutere con lui. Non siamo mai d'accordo, quasi su nulla. Però è l'aspetto più curioso e stimolante per continuare a discutere di cinema. Almeno per quanto mi riguarda. Certo che vengo a trovarti, con piacere. E aggiungo anch'io il tuo blog ai miei preferiti. ;-)

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  17. si si ma avere opinioni diverse su un film e discuterne è ottimo, però il rispetto ci deve sempre essere anche se le opinioni sono diverssissime fra loro.

    Ok ti aspetto sul mio blog ;-)

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  18. Il rispetto prima di tutto. SEMPRE!!! ;-)

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  19. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  20. Sei solo un cafone e mi pare che offendi VOLONTARIAMENTE gli altri.

    cmq per risponderti, io di film ne vedo una marea AMO i classici e degli scavalcamenti di campo in questo film me ne ero accorto molto prima che tu ne avessi parlato. E Nolan mi piace ma non lo considero il miglior regista in circolazione.

    Se ce uno che spara giudizi sei tu che OFFENDI gli altri e dire "non me ne frega nulla dell'opionione altrui" è una cosa schifosa e patetica, magari noi poveri esseri inferiori non abbiamo la tua immensa cultura cinematografica, ma almeno sappiamo stare al mondo è molto più grave mancare di rispetto e insultare gente che manco conosci piuttosto che non riconoscere uno scavalcamento di campo.

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  21. e la cosa triste caro vincenzo sai qual'è?? che se non avevi sto carattere di merda (sindrome di asperger sta minchia) si poteva tranquillamente discutere e la discussione poteva anche diventare interessante, anche perchè non ci crederai, dato che ti sei già fatto un idea sbagliata di me, di cose in comune ne avremmo parecchie per quanto riguarda il cinema, io ADORO Kubrick e se non erro quello nel tuo avatar è Nicholson giusto? uno dei miei attori preferiti, quindi hai visto?? io fatto che ho trovato carino (perchè lo trovo carino e divertente e nulla più) Pain & Gain non fa di me un ignorante o un imbecille.

    Tra l'altro credimi se ce uno che vede il cinema come una ragione di vita quello sono io, ora che lavoro ho meno tempo ma prima mi guardavo anche 2 o 3 films al giorno, ci sono pellicole che ho visto circa 50 volte e stai pur certo che non sono quelle di Bay, quando sono al cinema non ridacchio e non sgranocchio i pop corn, odio quando al cinema ci sono i ragazzini che schiamazzano, quindi come vedi anche io come te reputo il cinema una passione e non una cosa frivola x passare il tempo.
    Il fatto che tu abbia una tua opinione è dici ciò che pensi è un bene la rispetto sta cosa, ma insultare e denigrare gli altri NO non è questione di dire cio che pensi è un modo sbagliato di porsi.

    QUindi spero che ritorni a scrivere, magari un po meno adirato perchè si vede che di cinema ne sai a pacchi e parlare con gente che ne sa a me da gusto e parecchio.

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  22. 1- Scusami Myers ma il commento non era rivolto a te.
    2- Purtroppo la questione sindrome è vera e non "sta minchia". So che ultimamente avere una sindrome fa figo tra i radical chic ma io ho avuto la diagnosi molto tempo fa, e quegli idioti che la ostentano nelle conversazioni non hanno idea del senso di isolamento che provoca. Perciò scusatemi ancora se sembro polemico o aggressivo. Chiedi a Valentina e ti risponderà che ogni mio commento è sempre polemico. Per questo motivo non commenterò più su questo blog. Non mi va più di essere frainteso nei miei atteggiamenti che ammetto, sono discutibili.

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  23. Ok ti chiedo scusa se ho ironizzato su questo tuo problema, se il commento non era rivolto a me ho inteso male io e chiedo venia ;-)

    Cmq su una cosa siamo d'accordo

    KUBRICK IS THE MAN ;-)

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  24. Mi riaffaccio solamente ora, purtroppo ultimamente non riesco a ad essere presente come vorrei. Vedo Vincenzo che hai cancellato il tuo commento. Non credo tu lo abbia fatto perché non credi ciò che avevi scritto. È vero, non ti conosco. Ma da quel poco che ho capito, mi sembra che tu ormai abbia una chiara opinione di me della quale non posso nemmeno più di tanto sentirmi responsabile o almeno, se anche così fosse, non posso fare mea colpa fino a sfinirmi. Ciò che pensi di me e della mia cultura cinematografica rimane lì, insieme a te. Insieme a tutto ciò che hai sempre espresso in maniera chiara e talvolta poco simpatica, concedimelo. Non ho mai avuto problemi di alcun tipo, con nessuno dei lettori o lettrici passati da queste parti.devo ammettere che stavolta abbiamo toccato un fondo che mai avrei voluto toccare. Mettendo da parte problemi personali, di cui non discuto ci mancherebbe, a me interessa che qui tutti, nessuno escluso, mantenga un briciolo di rispetto e si svesta dei panni da superuomo colto e conoscitore onnipotente della settima arte. Perché caro Vincenzo tu potresti chiamarti pure Mereghetti, se la tua opinione su un film è diversa dalla mia, non mi faccio certo dare dell'ignorante. Non ê una gara questa, semplicemente un luogo per poter condividere una passione, qualcosa che in teoria dovrebbe legarci, seppur con pareri contrastanti, ma mai nessuno si è messo sul trono dell'onnipotente. Non ho intenzione di proseguire ancora lungo questa scia snervante e infelice che purtroppo è stata inaugurata a seguito di questa recensione. Continuerò a vedere i miei film, ad amarli o detestarli secondo ciò che dicono i miei sensi e vedo o i miei occhi. Ciò che pensi di questo e altri miliardi di film, e ciò che pensi di me, non avrà alcuna conseguenza su tutto ciò. Se ritieni opportuno non seguire più questo blog, non ti trattengo, figurati. Magari se puoi, ricorda sempre di me che il tuo modo di esprimerti e il tuo modo di giudicare anche chi scrive, non ê mai stato condannato. Ho sempre accolto i tuoi pensieri, nonostante mai una volta somigliassero ai miei. Ti saluto, non saprei cos'altro aggiungere.

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  25. Perdonate gli errori e il terribile aspetto di questo commento, il tablet non è d'aiuto. ;)

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