giovedì 20 agosto 2015

Ant-Man, piccolezza e dovizia

 
 
Di Peyton Reed ricordo con piacere la commedia diretta nel 2008, Yes Man, che aveva come protagonista Jim Carrey, nei panni di Carl Allen. Mi affascinò l'idea di portare sullo schermo la storia vera dell'umorista inglese Danny Wallace, e poi quella cosa del sì incondizionato...
 
E ricordo Barbara Novak, interpretata da Renée Zellweger in Abbasso l'amore. Molto femminista, o femminile, come film. Mi piacque!
Oggi parliamo di Peyton e della cosiddetta Fase Due dell'universo Marvel. Parliamo di Ant-Man.
 
Avevo pensato a questo titolo:"Ant-Man, piccolo ma grande", però mi sembrava banale. Tuttavia è ciò che penso, e provo a spiegarvi perché.
Se penso ai numerosi film Marvel visti negli ultimi anni, penso a qualcosa di "gigantesco". Tipo bomba atomica sullo schermo, un'esplosione di action e comicità, di battute pregne di un fare gigionesco mai fastidioso eppure imponente. Penso a New York invasa dai Chitauri, a Hulk incazzato e sempre più verde che tenta di spaccare un cacciabombardiere.
Per dire.
 
E invece, in questo capitolo che chiude la fase due, tutto è ridotto al dettaglio. Minuzioso e ironico, drammatico ma non troppo, tanto che i rapporti umani vengono appena accennati, fino a dileguarsi nel rispetto del più tipico degli stili Marvel. Il protagonista è Scott Lang, interpretato da Paul Rudd (che io adoro!!!), il quale ha messo mano nella riscrittura della sceneggiatura, e si vede.
Il risultato è quasi un Marvel anomalo, eppure apprezzabile, riuscito. Non cambia e non stravolge l'universo dei supereroi, solo lo guarda da un altro punto di vista. Dal basso verso l'alto.
 
L'effetto spettacolare della battaglia e delle piroette in volo, qui vola basso e porta lo spettatore ad apprezzare quella nuova prospettiva. Grande e piccolo si danno il cambio, finché l'occhio umano non consideri il tutto normale, come se diventare grande e poi di nuovo minuscolo, fosse davvero possibile. L'eroe per caso, qui è un mezzo criminale e un mezzo ingegnere, un papà "confuso" che all'improvviso si ritrova in una faccenda più grande (o piccola) di lui.
 
 
Tutto funziona, a mio avviso, dal punto di vista dell'intrattenimento e della resa scenografica. Mi piace che si parli di missioni portate a termine con un briciolo di strategia, piccolezza e dovizia. Mi piace che per una volta, si guardi al riscatto e ci si arrivi senza sporcarsi troppo le mani.
Non ci sono le scazzottate e gli sbatacchiamenti alla Hulk. Ecco.
Lasciano un po' a desiderare Hank Pym e Hope Van Dyne, per quel che mi riguarda. Soprattutto mi fa strano pensare al predecessore di Scott con le fattezze di Michael Douglas...
Concludo dicendo che, Interstellar e tutto ciò che Nolan abbia saputo scoperchiare, ormai, ha attecchito ovunque. Ovunque vince l'amore, ovunque l'amore trascende il tempo e lo spazio, è lui che tutto può e tutto muove. Lo spazio e il tempo e il ritorno alla vita, in un limbo che Nolan ha saputo raccontare, torna persino nell'universo Marvel e si apprezza.
(Padre - figlia - scaffale di una libreria).
 
Certo alla fine viene a galla una triste verità. Se mai dovesse finire il mondo, io chiamo le formiche...altro che vendicatori!

P.S. Dai che scherzo, Bruce, lo sai che tu sei il mio preferito...

10 commenti:

  1. Bella recensione. Film di genere affrontato da una prospettiva inusuale. Brava.

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  2. Grazie Massimiliano! Fanno sempre piacere i tuoi apprezzamenti. =)

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  3. Sono davvero contento per come stanno andando le cose alla Disney/Marvel

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  4. il film mi è piaciuto veramente tantissimo... e non me lo aspettavo quasi!

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  5. Anch'io Marco, davvero contenta di questo Eroe in miniatura. =)

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  6. Patalice anche io sono andata con meno attesa rispetto agli altri, e invece mi ha sorpreso. =)

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  7. Uhm, non avevo pensato a questo parallelismo con Nolan.. però quando lui si subatoma (o come si dice) per salvare la figlia... ecco, quel secondo prima di diventare troppo piccolo per il mondo una lacrimuccia mi è scesa.
    La consapevolezza di doverlo fare e non poterla mai più rivedere.
    E la lotta finale col treno è epica e divertente nello stesso momento xD

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  8. Ciao Matteo e grazie per essere passato. ;-)
    Trenino Thomas è strepitoso, e nonostante questo, il film mantiene un briciolo d'umanità e verosimiglianza che ci porta persino a strizzare gli occhi, sì.
    A presto.
    P.S. vabbè, io vedo Nolan ovunque eh? =D

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  9. Ne sto leggendo bene un pò ovunque, e l'hype cresce.
    Appena rientro a regime, sarà mio.

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  10. È un personaggio che non conosco e l'idea di guardare il film, più che dalla curiosità, era dettata dalla presenza dell' "elfa" :Q____
    Ora lo guarderò anche perchè è un bel film :D

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