lunedì 4 novembre 2013

|Le vostre recensioni| Arancia meccanica




Arancia meccanica è un film del 1971 diretto da Stanley Kubrick e tratto dallomonimo romanzo scritto da Antony Burgess nel 1962.

E’ un film che merita di essere visto almeno una volta nella vita per sei, ovvie ragioni.

1. Se non lo guardi, potremmo obbligarti a farlo allo stesso modo in cui il Drugo Alex venne obbligato a guardare scene di violenza accompagnate dalla meravigliosa musica di Ludovico Van. Questo solo perché è un capolavoro a prescindere e, anche se non ti piace il genere, dovresti per lo meno avvicinartici solo per la fama che si porta appresso, dimostrando in questo modo la sua immensa, geniale grandezza.

2. Potrà anche farti schifo e sconvolgerti totalmente, ma sappi che se stai leggendo questo articolo   probabilmente non ti è apparso davanti per caso. Ma qualcosa come Arancia Meccanica devi pur averlo digitato.

3. Presentato alla Mostra del Cinema di Venezia nel 1971, fu attaccato duramente dalla peggiore censura democristiana che si occupava di Cinema e aveva il buon Andreotti (pace all'anima sua) come leader incontrastato. E questa mi pare un'ottima ragione per vederselo tutto.

4. Il film ti piacerà sicuramente, se non per le scene di violenza esasperata che possono sicuramente infastidire, almeno per il contrasto musicale che accompagna le brutalità di cui è cosparso il film. La stessa ragione dovrebbe portarti a guardare “Salò o le 120 giornate di Sodoma” di Pierpaolo Pasolini per provare il brivido del macabro e del disgustoso associato ad una produzione cinematografica di alto livello e da una musica vivace tutta da gustare. Mentre nelle stanze della residenza a Salò, però, la pianista si dilettava a suonare delle musiche dolci che accompagnavano i racconti delle ‘donne di vita’ e si accodavano alla straordinaria colonna sonora rivista dal celeberrimo Ennio Morricone, in Arancia Meccanica classici sono i riferimenti al buon Beethoven (per gli amici, Ludovico Van) e inebrianti le note de ‘La gazza ladra’ di Rossini capaci di trasportarti nel relativo piacere per la violenza rappresentata o di renderti, almeno, complice inerme delle angherie del Drugo Alex che sembrano assumere il sapore, davanti a tanta poesia musicale, di un piccolo digestivo dalle ipocrisie del mondo .


5. La tematica del sesso è rappresentata in modo esplicito, forse sicuramente fastidioso e disinibito, ma mai volgare. Talvolta, esibito con l’ironia adottata da Kubrick, può assumere la sfumatura di un atto talmente naturale da risultare – nelle sue molteplici perversioni - quasi artistico. Arte ribadita dai continui riferimenti iconografici che fanno da cornice a tutta la narrazione.

6. Se stai dando qualche esame di storia dell’arte contemporanea dal Neoclassicismo agli anni sessanta del Novecento, potresti restare sconvolto dal riconoscere ne “La ronda dei prigionieri” di Van Gogh la scena in cui il ministro seleziona il pentito prepotente Alex (Malcom McDowell) come vittima sacrificale per la cura Ludwig. Oltre ad un sacco di altri continui richiami artistici.

Davanti a questo film non ti puoi scandalizzare perché:


- Tratta tematiche più che mai attuali esponendo uno dei problemi più diffusi del mondo moderno circa al quale sarebbe bene riflettere e non chiudere gli occhi: la violenza giovanile, nata dal vizio di credere che tutto sia dovuto e da un abbandono quasi remissivo da parte dei genitori, troppo impegnati a lavorare e poco interessati al comprendere i disagi del proprio figlio.

- Nonostante sia un film degli anni Settanta, descrive il potere umano di pochi, oggi più che mai radicato nella società attuale, capace di portare il diverso all’omologazione forzata e rendendolo, talvolta, incapace di prendere delle posizioni attuando delle scelte nella piena consapevolezza di sé e delle proprie necessità.
- Capisci che la violenza è un problema universale che può  colpire tutti allo stesso modo indipendentemente dal ruolo sociale ricoperto.
- Chi si era schierato contro la violenza ha agito con la violenza. E non p forse quello che accade anche oggi?
- Capisci che, usciti dal carcere, reintegrarsi nella società  può non essere un problema da poco perché, anche se sei una persona nuova e turbata, la gente che ha vissuto le tue prepotenze non si sarà dimenticata né la tua faccia né la sua sofferenza. Se la tua famiglia ha preferito allontanarsi da te alla ricerca di una nuova con un figlio modello non genuino risultato dei suoi sforzi ma prodotto di prima scelta ‘impacchettato’ da altre persone, sarà solo per un fallimento personale anche se a te, il fallimento, sembrerà tuo.
- Non ti puoi scandalizzare perché scandalizzarsi è da perdenti. E se hai visto Arancia Meccanica non puoi essere un perdente. In arte lo scandalo non esiste e l’arte è indipendente dallo scandalo. L’arte è indipendente dalla morale, sennò sarebbe essa stessa morale.


In Comizi d’Amore di Pierpaolo Pasolini, Moravia diceva che lo scandalo è una sorta di conformismo: se ti scandalizzi sei pertanto conformista non accettando la diversità e sei tu stesso diverso dagli altri diventando pertanto uguale a chi dagli altri si distingue.

Perciò potrai anche restarne profondamente turbato dalle scene esagerate, non condividere la violenza e restare sveglio per dieci giorni pensando che, forse, quello è il peggiore film della cinematografia mondiale.
Ma se ti sconvolgi davanti ad un capolavoro come questo e dopo anche due anni di disappunto non ne hai ancora apprezzato messaggi e strutture, ti stai scandalizzando davanti alla vita in tutte le sue molteplici sfaccettature.

Scritto da Benedetta Franzin

13 commenti:

  1. Applausi scroscianti per chi ha scritto questa recensione.

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  2. Scandalizzarsi per un opera d'arte...
    solo una mente piccola può fare ciò :)

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  3. Vero Luca, la ragazza merita. Affronta tutto con una tranquillità che pare ti violenti, verbalmente. Ti mette all'angolino con assoluta nonchalance. ;-)

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  4. @Marco E diceva bene Pasolini: Chi si scandalizza è sempre banale: ma, aggiungo, è anche sempre male informato. ;-)

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  5. Ottima recensione per un Capolavoro indiscusso. :)

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  6. Vero Ford, complimenti alla nostra Benedetta! =)

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  7. La censura non colpì il film solo in Italia ma andò peggio in Inghilterra dove Kubrick viveva. Cominciò a ricevere minacce di morte così preoccupanti che egli stesso (molto amareggiato) chiese alla produzione di non distribuirlo. Gli inglesi lo videro solo dopo la sua morte. L'errore di fondo è che il film fu percepito come un inno alla violenza.

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  8. Infatti Ornella, il problema è che di fronte al genio si fa prima a dire che conviene "bannarlo", perché le conseguenze potrebbero essere devastanti. Ed ecco che il film in questione poi finisce nei manuali di storia e tecniche del cinema...=)

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  9. Ciao! Questo messaggio è una prova. Grazie a tutti!!! :-)

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  10. Un indiscusso capolavoro del cinema, dove lo stile inconfondibile di Kubrick porta alle riflessioni più profonde. Questa recensione mi ha fatto venire voglia di rivederlo.
    Ciao Valentina, a presto!

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  11. @Cuore di sedano, che bello averti qui. Assolutamente d'accordo con te e sono felice che ti sia tornata, leggendo, la voglia di rivederlo. Brava la nostra critica Benedetta =) Un abbraccio e a presto. ;-)

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  12. Ma che brava! Bellissima recensione, che ho visto con colpevole ritardo :)

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  13. Un film di sinistra. Disapprovo un po tutto. Sporca di merda tutto. L effetto permette di porre sullo stesso piano ogni debolezza umana e ogni forza. Banalità retorica melassa. Non è un mondo perfetto, ne quello che c era allora nel 71, ne oggi. 45 anni dopo. Non ci sarà forse mai un mondo perfetto. Non per questo è meno fantastico. Pensate con la vosta testa.

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