mercoledì 11 dicembre 2013

E l'uomo grida: "bruciate i libri!"



Incredibile, svegliarsi la mattina e prendere atto del fatto che ancora esistano esseri beoti, capaci di tirar fuori la voce dell'inciviltà più estrema. Siamo nell'era del progresso, in quella che dovrebbe rappresentare l'evoluzione della specie e delle leggi che ci governano. Ma dove? Come? Ovunque si guardi c'è un motivo per credere che la nostra sia una delle epoche più infelici e figlia del regresso, sotto ogni punto di vista.

A Savona, leggo, sono stati non pochi i disagi arrecati dai cosiddetti Forconi. Petardi e addirittura lacrimogeni lungo le vie e alcune piazze della città. Ma la vetta dello schifo si è raggiunta davanti la libreria Ubik. I manifestanti prendono di mira i lavoratori urlando: "bruciate i libri!", "chiudete la libreria!". Ma di quanti secoli stiamo tornando indietro?

Sulla pagina facebook Libreria Ubik Savona viene pubblicato ieri un estratto di cronaca in riferimento ai fatti vergognosi che hanno visto sotto minaccia la cultura e la sola possibilità che avremmo, di salvarci. Gli amministratori della pagina decidono, con grande intelligenza e civiltà, di regalare ai manifestanti questa poesia. Con la speranza (vana) che questi possano un giorno, prima o poi, riflettere.

Lode dell'imparare

Impara la cosa più semplice!
Per quelli il cui tempo è venuto
non è mai troppo tardi!
impara l'abc: non basta è vero,
ma imparalo! Non avvilirti!
Comincia! Devi sapere tutto!
Tocca a te prendere il potere.
Impara, uomo all'ospizio!
Impara, uomo in prigione!
Impara, donna in cucina!
Impara sessantenne!
Tocca a te prendere il potere!
Frequenta la scuola, senzatetto!
Procurati sapere tu che hai freddo!
Affamato, impugna il libro: è un'arma.
Tocca a te prendere il potere.
Compagno, non temere di chiedere!
Non dar credito a nulla,
Controlla tu stesso!
Quello che non sai di tua scienza
in realtà non lo sai.
Verifica il conto:
tocca a te pagarlo.
Poni il dito su ogni voce,
chiedi cosa significa
Tocca a te prendere il potere.

Di Bertolt Brecht



14 commenti:

  1. E' proprio di quello che certa "gente", anzi, diciamola tutta, certe merde, hanno paura: della cultura

    RispondiElimina
  2. La cultura permette di scegliere, di decidere, di pensare con la propria testa...e si, son d'accordo con Baol...a molte merde fa paura davvero.

    RispondiElimina
  3. @Baol purtroppo è così...e solo a pensare a questa cosa ne esce un'immagine terribile.

    RispondiElimina
  4. @Beatrix e poi ti senti dire che studiare non serve a nulla. Mi domando, cos'è che serve davvero? Questo? Boh.

    RispondiElimina
  5. sono anni che viene considerato un insulto, (legato al concetto radical chic,legato al concetto comunista, legato al concetto gente che non fatica e parla a vanvere ,legato al concetto: tutti possiamo dire e fare,chi se ne frega di imparare e ascoltare), leggere libri - che non siano di svago e modaioli- o voler farsi una cultura. Io sono figlio di operai e della classe proletaria, la cultura per me è fondamentale e leggere un dovere verso di me e la società. Non sai quanti che mi rompono i coglioni, (il lor massimo è divertiti, tromba di più! All'ennesimo gli ho chiesto come mai se sei tanto felice ,sei stressato e vai dal psicologo?),però me ne frego. Alla fine so di fare parte degli Uomini e non dei sottosviluppati. Che bello!

    RispondiElimina
  6. @Babordo ma io ti conosco...in fondo anche senza foto avrei potuto intuire. Che bello essere uomini!!! ;-)
    Rompono i coglioni anche a me, quando mi dicono che ancora penso che studiare possa servire a qualcosa. Quando mi ridono in faccia al suono della mia laurea in Lettere. Poi guardo queste cose, e mi sento fiera di tutto ciò che sono e ho fatto. (E nonostante tutto io voglio continuare...)

    RispondiElimina
  7. Sulla Rivolta dei Forconi ci sono molti punti che non mi sono chiari. Da una parte sembra organizzata da associazioni di estrema destra, dall'altra invece le suddette sembra che hanno preso parte in minima parte solo a Torino... insomma, non si sa verso cosa combattono e da dove sia nata.
    Io personalmente sono contrario alle manifestazioni in piazza [sono più per la rivoluzione violenta maoista agli organi di potere, per certi versi], possono degenerare per via dell'infiltrazione di certi pseudo blackblock e la manipolazione dalle forze mediatiche è maggiore. Quindi qui non incolpo i Forconi perché se ne sa troppo poco...
    Quella che tu citi però è semplice incultura. Ma cosa ci aspettiamo da un popolo che ha avuto tutto, in termini di arte e cultura, ma ha saputo svilirlo in nome dei cinepanetotni e delle donnine nude di canale 5. Alla fine ogni paese, è brutto da dire, ma ha il governo che si merita.
    E questo fatto ne è l'esempio.

    RispondiElimina
  8. Ho detto qui http://mezzipensieri.blogspot.it/2013/12/italia-e-argentina-storia-di-proteste.html cosa ne pensavo, parlo anche delle proteste in Argentina in linea con quella italiana purtroppo in Italia i telegiornali non ne parlano.

    RispondiElimina
  9. Sto preparando un post con lo stesso tuo titolo (ovviamente sarai citata) credo che alla cosa si debba dare risalto..

    RispondiElimina
  10. @Jean Sono d'accordo con te. Alla fine abbiamo ciò che meritiamo...nonostante io, te, e molti di noi non sono diretti colpevoli. Ma è così.

    RispondiElimina
  11. @Barbara vado a leggere anche il tuo post, così, tanto per rallegrarmi alla seconda. ;-)

    RispondiElimina
  12. @Beatrix per me è un onore. E credo anche sia importante parlarne. ;-)

    RispondiElimina
  13. Vabbè mo non esageriamo @cooksappe ;-)

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...