lunedì 3 novembre 2014

Di Peppa Pig e altre storie #3



All'asilo di Peppa, si festeggia qualcosa di davvero speciale: "la giornata del talento".
E siccome Madame Gazzella è una tipa tosta, cazzuta, gagliarda (suona la chitarra elettrica!), una che mette fin da subito le cose in chiaro, non manca nel dire ai piccoli allievi cosa sia, questa misteriosa cosa chiamata talento.

Hai talento quando ti piace fare una cosa e ti riesce bene.

Lo poteva spiegare meglio di così?
Io credo di no.

Be', sono passati tanti giorni e di episodi di Peppa ne ho visti... 
Mi devo tenere aggiornata, cosa credete? Insieme ai bambini, soprattutto con il piccolo, cerco di capire ogni volta, quale particolare dettaglio riesca a rapire la loro attenzione. E ogni volta mi dico la stessa cosa: la verità delle cose semplici.

Io sostengo che la semplicità, nel disegno delle cose e nel loro naturale evolversi, sia la prima "responsabile" di un così grande successo. Non dimentichiamoci mai, poi, che Peppa Pig non è stato pensato per "te", che in questo momento starai promettendo a te stesso di non passare più da queste parti, poiché la tipa che vi scrive è, con buonissime probabilità, una sciroccata, critica solo per le condizioni psichiche delle quali certo non si giova. Peppa Pig vince proprio per questo, se ne fotte del parere dei grandi, e dedica anima e corpo ai piccoli spettatori, soli ed unici destinatari. 
La verità poi, è sempre diversa. Prendete me a conferma di una simile affermazione.

Mentre scrivo rivedo nel dettaglio l'episodio di Peppa dedicato al talento. Non è normale, lo so. Ma d'altronde qualcuno il lavoro sporco dovrà pur farlo, no?

Esistono infinite verità dietro le galosce di Peppa e George, credetemi!
E questa del talento è, tra tutte le verità divulgate dalla nostra maialina rosa, la più bella. La più vera.
Felice e amara insieme, come le storie che amiamo di più sul grande schermo. Quelle che infondono speranza e preparano al peggio. Con esse scopri l'amore, ma al tempo stesso capisci che può far male. E scopri il talento, e sai che non è sempre un gioco in cui si vince e basta.

Chi si batte per difenderlo sa, che il mondo è una giungla, niente affatto benevola. Piuttosto spietata, piena di uomini e donne pronte a pugnalarti, non appena ti distrai. E la piccola Peppa, la quale spesso si fa detestare poiché un po' viziata, un po' rompiballe, un po' stronza, dovrà imparare a sue spese, la terribile legge della giungla.

Ogni alunno, l'indomani a scuola, avrebbe raccontato a tutta la classe il proprio talento. 
Danny cane suona il tamburo. Pedro pony fa il piccolo prestigiatore. Emily elefante suona il flauto. Rebecca coniglio fa un verso particolare. La piccola Peppa, non volendo, appena arrivata a scuola commette un grossissimo errore: confida a (quella str. di) Susy pecora i suoi tre talenti, ovvero saltare la corda, cantare e ballare. Susy confida a Peppa che guardare la televisione è il suo grande talento, ma Peppa non condivide appieno la scelta della migliore amica. Così, mentre il resto della classe si esibisce, arriva il gatto che salta la corda (meno uno), poi la zebra che canta (meno due), e poi...quella str. di Susy che, indovinate un po'?

"Io sono Susy pecora, e so Ballare".


Di Susy pecore, ne è pieno il mondo.


7 commenti:

  1. Adesso però mi devi dire come finisce. Spero che quella zozza di Pecora venga gambizzata o peggio. E che la povera Peppa riesca a comprendere che il suo talento è quello di fornire ottime salsicce! (lo so, sono inqualificabile...)

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  2. Ahahahah Bolla sei oVViBBile! XD
    Finisce che Peppa si ritrova a fare la sola cosa per cui sembra essere stata disegnata: saltare nelle pozzanghere di fango!!!
    =D

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  3. mmm spero di non essere brutta e cattiva, ma ho sentito dire che Peppa Pig in Italia va a gonfie vele perchè rappresenta un modello di famiglia nucleare unita (mamma e papà spesso a casa con i figli) in cui i bambini piccoli si identificano, mentre altri cartoni, come Charlie e Lola (che non ho mai visto), dove i genitori sono spesso assenti, non sono riusciti ad attecchire nel Bel Paese. Poi ovviamente anche la pubblicità martellante fa il suo dovere ed ecco che il cartone diventa mainstream (non mi piace usare anglicismi, ma non avrei saputo dire di meglio).
    Però da come finisce l'episodio sembra che Peppa Pig non riesca ad uscire dalla sua monodimensionalità :(
    P.S.: scusa se ti rompo, registreresti un episodio qualsiasi di callie sceriffa del west in italiano per me? Avrei bisogno dell'elenco dei doppiatori nostrani!!! Grazie mille

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  4. No, non sei cattiva. Figurati. In fondo non ti è arrivato il messaggio sbagliato. Ma ancora non capisco come possa disturbare questo cartone proprio nel suo essere banale e convenzionale nella rappresentazione della famiglia. Forse perché molti credono che, così facendo, si escludano a priori tutti gli altri termini con cui potremmo immaginare o pensare l'idea della famiglia. Si pensa di scivolare nel bigottismo, nella discriminazione? Io mi pongo queste domande. Te lo dice una che con i suoi figli ha visto e apprezzato anche un Charlie e Lola, per dire. Poi sono numerosi gli esempi di cartoon nei quali i bambini, fratello sorella, si ritrovino da soli, magari con amici inventati o con una nonna, con un troll o con tutto ciò che può essere immaginato. Io guardo e apprezzo le cose per quello che danno, e non pongo limiti a ciò che vedo, così come non mi chiudo in conclusioni drastiche. Peppa Pig è l'esempio più eclatante, ma non siamo ai livelli dello spot Barilla, che vuole la famiglia tradizionale e schiaffa sullo schermo madre - padre- figli. Trovo piuttosto facile (e paraculo) fare il contrario, piuttosto. Ma questa è una storia complessa, ce ne sarebbe da dire e magari ne scriverò, prima o poi. Qui, parlando di Peppa Pig e basta, dico che in fondo noi italiani ci complichiamo la vita e finiamo per leggere messaggi discriminatori e fuorvianti ovunque. Mi piace leggere oltre le righe, e cavare fuori dal nulla apparente qualcosa di utile. Che io grande possa ancora imparare e, insieme a me, i miei figli. =)
    Per quanto riguarda Callie, lo faccio volentieri. Presto ti aggiornerò sulla lista dei doppiatori italiani. Un abbraccio. ;-)

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  5. Nono, io non intendevo quello su Peppa Pig. Certo, sarebbe giusto rappresentare anche famiglie omosessuali, con un solo genitore oppure allargate, ma io dicevo che Peppa ha avuto maggior presa in Italia proprio perchè rappresenta una famiglia molto riscontrabile nella nostra realtà. Il cartone in realtà mi fa storcere il naso perchè è troppo banale, piatto e con trame proprio troppo terra-terra, potrebbero sforzarsi e mettere un po' di immaginazione e inoltre la narratrice è ridondante. Era questo che forse non ero riuscita ad esprimere bene, non capisco perchè un cartone con trame così piatte abbia così successo...dove sono finiti il Re Leone e compagnia bella? E dire che i cartoni buoni esistono oggigiorno. Almeno Callie Sceriffa del West è guardabile da un adulto senza troppi problemi -premettendo che ovviamente non è una serie prioritaria e ci sono un mondo di altre serie animate più meritevoli- (anche se ci sono degli episodi con delle morali un po' opinabili, come quello di Peck che spedisce tutti in prigione)...caspita, e dire che i creatori di Callie avevano creato anni prima un cartone piuttosto scarso chiamato Higglytown (l'ho recensito in maniera piuttosto infame sul mio blog, lo trovi lì). Ti ringrazio tantissimo per l'elenco dei doppiatori!!! Lo attendo ;)

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  6. Lo ricordo l'episodio di Peck che manda tutti in prigione!!! XD
    Sì, piattezza o disarmante semplicità, dipende da come uno la recepisce. ;-)
    Anche Higglytown ho visto, anche Lazy Town =D Apprezzati entrambi. Ma sì, io ne guardo molti, merito dell'essere mamma. Un cartone scoperto da poco, ma molto curioso e stimolante, è Zack & Quack. Fatto tutto di Pop-up, a noi piace molto. =)

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  7. io di cartoni prescolari dopo il 2006, a parte Peppa Pig e Callie, non ne conosco altri. Peppa l'ho visto come credo tutti, sia per curiosità (era impossibile che non venisse, se si è appassionati di fumetti) sia nelle parodie online (in catanese xD), poi ho visto Callie perchè mi interessava vedere cosa riuscissero a combinare con l'atmosfera western e perchè la protagonista era una gatta. Non penso però di volerne vedere altri cartoni prescolari moderni, dato che ci sono un sacco di altre serie animate molto più urgenti.

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