venerdì 9 gennaio 2015

I predatori dell'arca perduta

 
 
Riscoprire le gioie cinematografiche che hanno fatto grandi i nostri cuori bambini, ingenui, sognanti. Farlo senza corre alcun rischio, esigendo quelle certezze che un tempo certo non pretendevamo, ma oggi sì. Nella preziosissima varietà di ricordi e titoli che ci hanno fatto grandi, uomini e donne critici per professione o passione, certo non può mancare il Professor Jones.
 
Giubbino di pelle e cappello d'avventuriero spavaldo, professore in aula e temerario esploratore nel mondo, sempre alla ricerca di nuovi tesori da scovare. Ad ogni costo.
Tornano le immagini  di come eravamo noi negli anni '80, piccoli e curiosi, inconsapevolmente bramosi d'avventura. E alla fine è sempre la stessa storia, non ci resta che il cinema per compiere le nostre più grandi imprese.
E il pregio più inestimabile di questi film, è la loro immortalità. Riuscire a mantenere intatto il sapore del mito, e stuzzicare in noi, non più bambini, quella voglia di partire per il mondo e scoprirlo tutto, fino all'ultimo pezzetto di terra. I predatori dell'arca perduta è il primo capitolo della tetralogia che ha come protagonista l'archeologo più affascinante e mordace che il mondo ricordi, Indiana Jones.
Da George Lucas alla regia di Steven Spielberg, passando per i volti di un Harrison Ford in splendida forma, una donna cazzuta (finalmente!), intelligente e bella come Karen Allen, fino ad arrivare alle spettacolari musiche di uno dei più grandi compositori del globo terrestre/e non alias John Williams.
 
A proposito di garanzia...
Eppure, a rivederlo oggi, sorprende quanto funzioni alla perfezione, nonostante il tempo e il cinema stesso siano notevolmente cambiati. Di Indiana Jones io ricordo soprattutto le battute semplici (adios imbecille!), l'ironia tagliente e una genuina complessità. Ricordo di come la storia sapeva dipanarsi in maniera naturale, puntando tutto sul fascino del mito, del mistero. Grande intelligenza poi nella scelta di ambientare il film negli anni della Seconda Guerra Mondiale, dove i cattivi - i cattivi per eccellenza - non potevano che essere i Nazisti. Hitler e la Gestapo ostacolano in tutti i modi, i tentativi di recuperare l'Arca dell'Alleanza da parte del dottor Jones. La mappa sullo schermo segna gli spostamenti dell'esploratore, dal Perù al Cairo, toccando per poco il New Jersey, dove si trova l'Università di Princeton.
 
 
Tolti i serpenti* e tutto ciò che striscia, è davvero impossibile distruggere un mito come quello di Indiana Jones.
Molti credono che le esigenze del pubblico col tempo cambino, eppure alcuni film dimostrano esattamente il contrario.
L'avventura, il sogno, la scoperta.
Cambiano tante cose, alcune restano così com'erano trent'anni fa.
 
*E tolto Pino Insegno!
 

7 commenti:

  1. Concordo in pieno.
    Un personaggio - e una saga - stupendi oggi come allora.

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  2. Indescrivibili emozioni mi pervadono ogni volta che riguardo questo film, questa tetralogia... Certo, pino insegno non si puó sentire... Ma per fortuna i miei dvd l'hanno scampata...

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  3. Vero Ford, intramontabile Indiana. =)

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  4. Luca, mi piace troppo che tu abbia ribadito il termine "tetralogia". XD

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  5. Sì Marco, quelle di cui spesso abbiamo veramente bisogno. ;-)

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  6. Oddio, quanti ricordi che mi hai portato alla mente...

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