martedì 5 marzo 2013

Una giornata particolare


Di alcuni film si potrebbe parlare senza nemmeno stare ad elencare i riconoscimenti, gli elogi di tutto il mondo e le più grandi critiche apparse sui più grandi quotidiani. E dico questo per dare il giusto valore a un tipo di cinema dal sapore ormai svanito, dissipato nell'aria come se nulla fosse. Eppure, al di là di questa visione negativa (forse troppo), sono sicura di una cosa: nessuno può nascondersi e sottrarsi alla grandezza di un film grande, come quello che ho scelto questa mattina, quello con cui mi sono data il buongiorno e ho iniziato la giornata.


Allora oggi potrei credere che si tratti davvero di Una giornata particolare, certo con una serie di significati che vanno ben oltre quelli racchiusi nel film di Ettore Scola. Forse quello che voleva raccontare il regista agli italiani, a distanza di quarant'anni (il film esce nel 1977), era un pezzo drammatico della loro storia. L'idea di immortalare un momento in cui il paese credeva che fosse fin troppo impensabile ritagliarsi delle opportunità. La libertà di pensiero, di contestare scelte non condivisibili e assurde, e ritrovare in un rapporto umano la propria esistenza. I due personaggi, nati dalla collaborazione in fase di sceneggiatura tra Scola, Ruggero Maccari e Maurizio Costanzo, rendono con naturalezza e drammaticità tutte queste sequenze che ritraggono l'Italia di allora. Sophia Loren e Marcello Mastroianni, Antonietta e Gabriele, sono due individui che si ritrovano a condividere la non appartenenza al resto del paese, del regime. E' infatti la giornata storica del 6 maggio 1938, quella della visita di Hitler a Roma. Antonietta è madre di sei figli e moglie di un fascista convinto che la donna, sia solo la custode del focolare, costretta  a subire solamente ordini e disprezzo. Gabriele è invece un annunciatore radiofonico, licenziato per via della propria omosessualità. Importante vedere come nel corso del film si giochi molto per rendere la mentalità dell'epoca, Gabriele viene infatti descritto più volte dalla portiera, come un dissertore, un antifascista, un soggetto pericoloso. Antonietta (e qui è straordinaria la Loren, in una delle interpretazioni che amo di più in assoluto), cerca di comprendere seppur nella sua ignoranza, cosa si celi dietro questo strano scapolo dall'aspetto intrigante e gentile. Nonostante la messa in guardia della portiera, a convincere Antonietta della buona fede di Gabriele è un po' tutto il suo essere, il suo modo di fare. Un uomo che incarna la perfetta contrapposizione del marito fascista, virile e padrone che in casa si sente il Re. Un uomo in grado di prestarsi al dialogo e, cosa ancor più importante, all'ascolto della donna che gli è davanti. 

Tutto questo è per Antonietta un evento stravolgente, che la mette a dura prova e fa esplodere in lei una serie di sensazioni mai provate prima per un altro uomo. La vita di una donna che si muove in casa come un soldato a servizio della famiglia, una donna privata di tutto e convinta dalla dottrina fascista, che il genio possa nascondersi solamente nell'uomo. E per la prima volta a farla riflettere sarà proprio Gabriele, quando con l'albo in mano prova a domandare ad Antonietta se lei è d'accordo con le assurde tesi del regime. Antonietta, all'inizio spaventata ma più che mai attratta da Gabriele, cerca di afferrare il senso delle parole di un uomo mai visto prima, uno che aiuta nelle faccende domestiche, che ti regala un libro, che cerca di strapparti un sorriso (pensa!!!). Un antifascista che contesta l'etichetta che porta addosso, "non può essere che il fascismo sia l'anti-inquilino del sesto piano"?


Una giornata particolare diventa con assoluta maestria, uno schiaffo in faccia alla realtà, un riflesso che gioca sfoggiando l'altra faccia della medaglia. Quella che ti fa riflettere sull'importanza di riservarti sempre una possibilità, di annegare il peso delle umiliazioni quotidiane in un'amicizia e in una risata tra le lenzuola stese in terrazza. Quella che ti fa sentire un essere umano e non uno schiavo di dottrine che non ti appartengono. 

*Per ricordare un grande compositore scomparso proprio in questi giorni, CriticissimaMente dedicherà oggi una puntata radiofonica/omaggio a Armando Trovajoli, autore della colonna sonora del film Una giornata particolare e firma di tante altre importanti pellicole italiane. Non perdete dunque l'appuntamento con CriticissimaMente Parlando, alle 18 e 30, su www.ryar.net
Potete ascoltare qui la puntata: CriticissimaMente parlando. Una giornata particolare.

4 commenti:

  1. un film che mi ha emozionato e continua ad emozionarmi moltissimo, un capolavoro! e considera che Sophia Loren non mi sta neanche simpatica( e uso un eufemismo!)

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    1. Penso di capire cosa vuoi dire, anche perché mi trovo in sintonia con te e con la tua poca simpatia per la Loren. Grande attrice, per carità, però non una delle mie donne cinematografiche del cuore. Come la grande Anna...per dirne una, la più grande!!! =)

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  2. è un film strepitoso perchè spiega come i regimi non siano solo pericolosi per la vita politica,ma anche quella intima delle persone, ( che poi tutto è politica, è una mia convinzione da vecchio bolscevico )

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  3. Vero Babordo, e lo spiega umanamente. Anzi, fa capire questa cosa anche a chi di politica capisce poco o nulla, come la sottoscritta. ;-)

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