lunedì 28 aprile 2014

Oceano mare di Alessandro Baricco



Non è la storia di un naufragio, questa.
La prima sorpresa risiede esattamente qui, perché tu inizi a leggere Oceano mare e ti aspetti che tutto parta dal disordine e dalla perdita di ogni contatto con la terra. Una zattera, uomini che tentano di vincere il mare. E invece no.

"Sabbia a perdita d'occhio, tra le ultime colline e il mare - il mare - nell'aria fredda di un pomeriggio quasi passato, e benedetto dal vento che soffia sempre da nord.
La spiaggia. E il mare".

Sembra quasi di sentire il vento che soffia, la sabbia che si sposta e ti immagini tutto ciò che è destinato a mutare insieme al tempo, e poi ad un tratto vedi il mare. Effettivamente lui non cambia. Non ci è dato sapere né quando né come sia nato, eppure è lì, e non invecchia, e non muore. Il mare.

Scrivere di Oceano mare è piuttosto complicato, forse parlarne un po' meno. Ad alta voce, con le mani che disegnano strane forme nell'aria e di sicuro aiuterebbero gli occhi. Forse la verità di ogni storia è proprio lì. Negli occhi. E se io ora dovessi raccontarvi il modo in cui ho scoperto che, anche il mare ha gli occhi e che potrei dirvi esattamente dove sono e quanti sono? Mica è facile. Per questo non lo farò. Resterà il leggero accenno, a questa mia straordinaria scoperta.

Il mare e la verità. Due concetti indefinibili per loro stessa natura. Ma si parte da qui, e si procede lungo tre blocchi narrativi. Tre libri. Locanda Almayer - Il ventre del mare - I canti del ritorno.

Alessandro Baricco l'ho scoperto qui, tra queste pagine. Tornavo dalla libreria con due libri in mano, Oceano mare e Una certa idea di mondo. Ho pensato di iniziare così con Baricco, e mi pare che tutto vada come immaginavo. Di Baricco infatti mi incuriosiva soprattutto, la sua abilità linguistica. I suoi giochi di parole e il suo talento nel rendere tutto così surreale, sfuggevole e frastagliato. Emozioni, parole, luoghi. Tutto appare e scompare senza mai un ordine preciso. Senza ragioni se non quelle che dimorano e muovono gli impulsi, nell'anima e nel corpo di uno scrittore.

Oceano mare è questo. La storia di un luogo/non luogo. Di personaggi descritti talmente bene da rimanerne sedotti e pieni di domande. Uomini e donne innalzati a metafore esistenziali. La ragazzina affetta dal male di vivere, Elisewin. "Troppo fragile per vivere e troppo viva per morire" (Baricco dice più o meno questo).
Plasson, il personaggio più amato (da me) insieme al professor Bartleboom. Del primo resta una tela bianca, colorata dell'immenso tutto, o dell'immenso niente, del mare. Del secondo una scatola di mogano, piena di lettere e piena d'amore. Un amore solo immaginato, da tutta una vita e destinato a quella che sarebbe stata senza ombra di dubbio, la degna destinataria di così tanta adorazione. Plasson e Bartleboom, quelli che, "se montati insieme farebbero un matto unico e perfetto". 

La donna adultera Ann Deverià, Padre Pluche, Savigny, Adams e una settima stanza.
I bambini della locanda. La locanda Almayer, forse la protagonista assoluta di questa storia. Tutto è raccontato dall'autore secondo nessuna logica. Non ti è dato capire se la donna che si trascina in mare col suo mantello viola, sia realmente così. La ragazzina con il uso ombrellino, abituata a vivere in una stanza rivestita di solo velluto, e sogni appartenenti ad altri. Baricco sfoggia le sue abilità, seduce il lettore attraverso le immagini di una locanda collocata fuori dal mondo e animata dai suoi angeli e dai suoi clienti di passaggio. E poi li travolge senza pietà, portandoli nel ventre di quello stesso mare che un attimo prima è salvezza, è vita e, un attimo dopo diventa sangue e morte.


Non c'è "un" modo di interpretare Oceano mare. Come accennavo all'inizio, dipende tutto dagli occhi. Ogni cosa nasconde bellezza o terrore a seconda degli occhi che la osservano. Dire il mare è un po' come dire la vita stessa. La vita e il mondo intero. Baricco me lo immagino come un uomo intelligente, anzi, preferirei dire "paraculo". Uno che sfrutta per intero i suoi mezzi, senza risparmiare niente e nessuno. Ci riesce. Eccome se ci riesce. E questo fa di lui uno scrittore che non prevede vie di mezzo. O lo ami, o lo odi. (stop!)

Io l'ho amato, l'ho capito a volte, e l'ho persino odiato dal profondo. Sì insomma, è chiaro. 
Baricco sa come prendermi.

"Fanno delle cose, le donne, alle volte, che c'è da rimanerci secchi. Potresti passare una vita a provarci: ma non saresti capace di avere quella leggerezza che hanno loro, alle volte. Sono leggere dentro. Dentro".

Ecco, lui dice questo. Lo fa con assoluta padronanza poetica, quella di cui solo i grandi scrittori sono capaci. Poi però usa una "scopata" come metafora della scoperta e dell'iniziazione alla vita, e qualcosa s'incrina. 
Ma non potrei nemmeno biasimarlo, in fondo è nella natura dell'uomo e della donna, questo bisogno carnale di assaporare le cose, gli attimi.
E alla fine non puoi incazzarti con lui, con questo romanzo assurdo che tira fuori il meglio e il peggio per poi gettarlo su una tela indefinita. Bianca. Completamente bianca.
E ti chiedi dove finisca "tutto", cerchi le parole, provi ad afferrarle, a ricordarle, ma niente. Dietro quella montagna di fogli accatastati rimane solo un granello di sabbia, una piccola imperfezione. E dietro, dietro di te, solamente il mare.


10 commenti:

  1. Non ho ancora letto nulla di Baricco...l'ho rimandato, continuo a rimandarlo...uno di quegli autori che tengo a distanza e che mi tiene a distanza. Dopo aver letto te, Valentina, magari prendo coraggio e comincio con lui. Prima o poi, sicuramente dopo aver svuotato gli scaffali dei libri da leggere nei prossimi 2/3 mesi!

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  2. Guarda è quello che ho fatto anche io, fino a un paio di settimane fa. Mi sono detta: è ora!!
    E così è stato. Ho preso Oceano mare e Una certa idea di mondo. Sai quando senti che è giunto il momento di scoprire un determinato autore? Quando lo farai anche tu poi, sono curiosa di sapere com'è andata. =)

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  3. Anche io di solito faccio così. Mi dico "è il momento" e in pratica, se l'autore mi dà un pugno in faccia, non lo mollo finché non ho letto tutto ma proprio tutto quello che ha scritto. Arriverà pure per Baricco! :D

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  4. E' proprio così. E Baricco è un vero paraculo sotto questo punto di vista. Sa come convincerti a leggere tutto di lui. Vuoi capire fino in fondo cos'ha da dire con i suoi libri. =D

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  5. Baricco è uno dei miei autori preferiti e questo è stato il terzo suo romanzo che ho letto. Bellissimo! Difficile recensire un romanzo così, ma questa recensione mi farebbe venire voglia di leggerlo, se non lo avessi già letto :) Brava!
    Anche io recensisco libri, ma ho iniziato da poco. Passa da me se ti va :)
    http://illibroincantatodigiorgia.blogspot.it/

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  6. Ciao Giorgia e benvenuta! Vengo a trovarti con piacere.
    Grazie mille per aver apprezzato la mia recensione. =)

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  7. Nella mia libreria ho "Seta" e "Oceano Mare" ma da troppo tempo rimando la loro lettura. M' ero ripromesso di leggere Baricco anche ultimamente, dopo aver trovato su internet alcuni video di una trasmissione rai degli anni 90 dove lo stesso Baricco parlava di letteratura. Prima o poi arriverà anche il suo momento :)

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  8. Ciao Ale! Devo recuperare quei video. Così come Seta e gli altri romanzi di Baricco. Spero arrivi presto anche per te il "momento". Poi mi dici com'è andata. Sono curiosissima di sapere. =)

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  9. Ho il libro e non l'ho ancora letto. L'ho comprato su consiglio di una amica che l'ha amato... Mi aspetto tantissimo da Baricco.

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  10. Kate vedo che abbiamo tutti un po' la stessa storia con Baricco. E spero saprà sorprendere anche te. =)

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