martedì 12 maggio 2015

Devil's Knot - Fino a prova contraria

 
 
Fino a prova contraria è la traduzione italiana del film Devil's Knot, diretto da Atom Egoyan e uscito nelle sale nel 2013. Con questo stesso titolo ricordiamo il film diretto da Clint Eastwood, nel 1999, tratto dal romanzo Prima di mezzanotte, di Andrew Clavan. In effetti in quel film, tutta la vicenda correva destinata a concludersi entro quel termine stabilito, il quale combaciava con l'esecuzione di un condannato a morte, Frank Beechum.
 
Non un film memorabile, che io ricordi. Tuttavia migliore, dell'ennesimo tentativo, stavolta non documentaristico, di portare sullo schermo la storia terribile dell'uccisione di tre bambini, raccontata nel libro di Mara Leveritt, Devil's Knot, per l'appunto.
I tre di West Memphis, così vengono chiamati i presunti colpevoli di quel brutale omicidio avvenuto nella cittadina di Arkansas. Tipicamente di stampo religioso, piccola più mentalmente che geograficamente, al punto di non capire un fatto inspiegabile, come tutte le morti avvenute per mano altrui, in circostanze misteriose, brutali. Ecco perché si parla del diavolo, ecco perché la gente di West Memphis, polizia compresa, fa prima a sbrigare la faccenda trovando tre colpevoli abbastanza plausibili. Tre ragazzi fissati con il demonio e le sette, stregoneria e simili. Ragazzi complicati dal passato difficile. Strani, vestiti di nero, autolesionisti. Tre killer perfetti, più che credibili.
 
I genitori dei bambini uccisi, sembrano prendere per buona la versione della polizia. Ma l'investigatore Ron Lax/Colin Firth non è per niente convinto. Tanto da aiutare la difesa nel tentativo di portare in aula prove convincenti. In realtà di prove ce ne sono ben poche, solamente una curiosa e spontanea testimonianza di un bambino, il quale dichiara in un video registrato dalla polizia, di aver assistito con i propri occhi ai terribili fatti.
Strano, moooolto strano.
Almeno, stando alla versione della storia raccontata da Egoyan, lo spettatore non ci mette molto a dubitare della colpevolezza reale dei giovani accusati. Sì, saranno pure tipi strani, ma fin dal principio nessuno crede davvero alle indagini svolte, né tantomeno alle testimonianze di una madre e di un figlio fin troppo improponibili.


Improponibile è, del resto, anche tutta la messa in scena. A partire dall'omicidio, fino ad arrivare alla conclusione del film. Due pezzi da novanta come la Whiterspoon e Colin Firth, condannati a ruoli svuotati e forzati, incapaci di comunicare alcunché, né rabbia, né voglia di giustizia. Nulla.
E io non dubito delle loro capacità, piuttosto dubito del film nell'insieme. Era davvero necessario portare sullo schermo questa storia, dopo i vari documentari, tra i quali West of Memphis, prodotto da Peter Jackson e presentato nel 2012 al Sundance Film Festival?
Secondo me, NO.
 
Il film risente di una ragione d'essere davvero debole, quasi inesistente. Il povero Colin suscita quasi tenerezza, incastrato in un personaggio del tutto fiacco, insipido e trascurabile. E poi basta con la storia del detective/investigatore che va in giro con la pratica del divorzio da firmare. BASTA! Non se ne può davvero più.
Alla fine rimane l'ennesimo thriller giudiziario che si è visto con noia.
Potrei azzardare addirittura la risoluzione dell'enigma, dicendo che lei, la povera Pamela/Whiterspoon altro non è che l'ennesima vittima delle violenze domestiche non denunciate. E che quei due lì, quelle facce da pirla che dovrebbero essere padri...mmm, mica lo so!
 
Ok, posso fare l'investigatrice anch'io. Indovino sempre l'assassino, fino a prova contraria...
 
Tra parentesi, Terry Hobbs, che nel film è il padre di una delle vittime, in realtà è il patrigno e a quanto pare, la moglie (ora ex) ha chiesto di riaprire il caso accusandolo. E sembra ci sia pure una prova data dal DNA. E poi, c'è un momento nel film in cui lui - faccia di merda - dice alla moglie: "il tuo ruolo è quello della madre in lutto", come a dire, questo sei e questo devi essere. Zitta e soffri.
Oppure t'ammazzo(?).
 
P.S. Johnny Depp è diventato amico intimo di Damien Echols, uno dei tre accusati. Hanno anche lo stesso tatuaggio.
Dooolci.
Ok, basta.
Non sto bene.
Il caso è chiuso.
 

4 commenti:

  1. Avevo la possibilità di vederlo, ma alla fine ho lasciato.
    Devil's Knot non mi attira troppo eheh

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  2. Quando uscì in sala non ero troppo convinta dalla storia, visti i precedenti documentari. Mi attiravano solo i due attori protagonisti, per i quali nutro una profonda stima. E niente, non è bastato... ;-)

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  3. Che bello, ritorni a parlare di cinema!
    Il film però non l'ho ancora visto. Anche perché già la trama non mi interessava molto...

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  4. Ciao Jean, visto? Ogni tanto torno a fare la criticona da strapazzo ^_^
    Be' è comprensibile, se n'è parlato talmente tanto...
    A presto. ;-)

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