venerdì 6 gennaio 2017

Deadpool, l'antieroe che non fa per me



Grazie ai film Marvel ho capito due cose: 
Il film è un sacco bello se fedele al fumetto.
Il film è bello se il supereroe è un sacco cazzuto.

Le tette di Scarlett Johansson. Le tette di Scarlett Johansson!
Ok. Facciamo tre.

Sapevo che Deadpool sarebbe stato un personaggio atipico, e che le parolacce e la violenza l'avrebbero fatta da padrone. Ma non sapevo che questa sua cifra stilistica e caratteriale mi avrebbe letteralmente urtato il sistema nervoso e anestetizzato il senso dell'umorismo e del bello.
Guardare questo film è stato complicato, colpa mia o dell'idea di voler fare a tutti i costi un film su Wade Wilson (?) Ché diciamoci la verità, il successo di un film dipende pure dai dettagli che ci fanno stare incollati allo schermo e quelli che ci spingono in sala. 
Nel mio caso né da uno né dall'altro. E poi ho visto Deadpool perché glielo dovevo alla Marvel, tutto qui.
(Anche perché mio marito era una trottola assillante "Hai visto Deadpool? Dai, dai. Lo hai visto? No ti prego, cioè. Lo devi vedere pefforza!")

E pefforza l'ho visto, e per altre forze di cose non mi è piaciuto.
Provo a spiegare questo giudizio freddo come una serpe intirizzita dal freddo.
Provo e non garantisco.


Ci stava che Wilson fosse il mercenario stronzo e cinico e che tutto sembrasse, fuorché un supereroe.
Ci stava e lo sapevo.
Ci stava che un tizio sbucasse all'improvviso e... "Ehi, tu? Se ti dicessi che posso guarirti e renderti immortale come quel figo di Wolverine?"
E io non mi aspettavo che lui fosse figo quanto Hugh Jackman, per carità. Però non mi aspettavo nemmeno una violenza fine a se stessa e dialoghi al limite del ridicolo. Anche Tony Stark fa il cazzone e non si prende mai sul serio, ma lui può permetterselo. No?
E poi se lui è Iron Man lo deve solo ed esclusivamente alla sua testa di genio.
Deadpool è il tizio sfigato che scopre di avere poco tempo. Un male incurabile e all'ultimo stadio infatti lo porteranno ad una scelta fin troppo facile.
"Ma se poi non muori più, mi diventi un coglione immortale e auto rigenerante?"
Affare fatto.
Wade Wilson diventa Deadpool e a detta di molti lo fa per amore, a detta mia per niente. Lo fa perché non vuole crepare, come è pure normale che sia.
Io ho capito che questo Deadpool è nato apposta per parodiare tutti, persino se stesso, ma a me non piace. Semplicemente.


Mi pongo alcune domande.
Era davvero necessario far vedere lui e lei che trombano ad ogni ricorrenza?
Era necessario insistere sul fatto che Deadpool sia un coglione con il senso dell'umorismo di un quindicenne?
Era necessario evidenziare ogni mezzo fotogramma che il protagonista sta violando la regola della quarta parete e che sì, ammazza com'è simpatico lui che parla allo spettatore?
Era necessario dire che la mia tuta rossa camuffa il sangue e che i pantaloni marroni... ?
Era necessario doppiare il film in italiano?
Era necessario colosso che parla come Ivan Drago?
Insomma, era necessario Deadpool?

Io comprendo pure che Ryan Reynolds ci stava dietro da una vita, a questa cosa di Deadpool, ma se con la tutina verde non gli è andata bene, perché, capoccione, ha voluto replicare a tutti i costi con il rosso?
Che vi devo dire, prendetela come una non recensione questa. E cercate di capire.
Ma questo è proprio l'antieroe che non fa per me.


11 commenti:

  1. A me alla fine ha divertito, ma sono il primo a dire che è davvero poca roba.

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  2. Ah ecco. Menomale! Mio marito e mio fratello ripetono le battute a memoria e ridono come scemi. Io li guardo e mi sento un po' turbata... XD

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    1. ...che poi nono è questione di battute specifiche.. ma di atteggiamento... ;)

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    2. Ma a me urta i nervi proprio l'atteggiamento. Tutto. XD

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  3. io non concordo minimamente...
    una delle cifre stilistiche più riuscite del cinema Marvel, è l'ironia prima di tutto... è per questo che, il super eroe che a me ha convinto meno, è probabilissimamente Doctor Strange... che si prende decisamente trooooooooppo sul serio!

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    1. Forse proprio questa cifra stilistica è il mio problema. Dunque il problema sta a monte, non trovo godibile una certa ironia, spietata, fine a se stessa. E ammetto di avere pure dei problemi con Ryan Reynolds, nel senso che lo trovo né carne né pesce. Mi pare indifferente la sua presenza scenica e ti dirò di più, se ci fosse stato qualcun altro magari avrei apprezzato pure qualcosa di questo Deadpool. =)

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  4. Io devo ancora vederlo e non so niente ma tengo in considerazione quello che hai scritto, anche se probabilmente mi piacerà ugualmente ;)

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    1. Attendo curiosa la tua. Ma intanto grazie per tenermi in considerazione. Un abbraccio. =)

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    2. Neanche sulla violenza che la fa da padrona mi trovi d'accordo.. pensa che io ho - purtroppo - tardato a vederlo, temendo l'ennesima demenzial carnevalata a riguardo, e forse proprio questa ritrosia iniziale mi ha permesso di godermi lo spettacolo inatteso.. come già sottolineato nella mia rece, forse solo con Hancock si era acceso qualche spiraglio di felice sdrammatizzazione di questi pomposi e barbosi supereroi. Deadpool somatizza tutto il filone finalmente, non abbatte semplicemente la quarta parete, apre le finestre e fa entrare aria, aria nuova ..(specialmente dopo ..be'.. avete capito spero...)

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    3. Ecco, Hancock è stato più godibile, nel suo essere comunque un po'cazzone. ;-)

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  5. "Insomma, era necessario Deadpool?"
    Sai, ho criticato molto il film. Lo riconosco come un film sui supereroi che ha sperimentato molto... Per meglio dire ha "osato" cambiare alcune regole. Ma lo considero troppo sopravalutato. Alla tua domanda rispondo con un: "No, per me non era necessario"

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