giovedì 12 gennaio 2017

The Lobster - Un'aragosta, un border collie e un tostapane



Premetto che io ho lavorato da McDonald's, dunque The Lobster per me - ancor prima di essere il film di Yorgos Lanthimos - è il panino con l'aragosta.
Detto questo, passiamo alla prima domanda.
Che roba gira a Cannes?
Di sicuro roba buona.

Scherzi a parte, ma anche no, ci tengo a sottolineare che a volte è bello pure dire le cose esattamente come stanno. Senza mezzi termini.
The Lobster è un film terribile. Un film disturbato e disturbante, e una volta per tutte, vi prego, finiamola di dire che se il film disturba allora è un capolavoro.
Sta cippa!
No.

Non dico che il cinema debba fermarsi al ruolo di mero intrattenimento popolare, ma nemmeno turbare la psiche per mezzo di immagini raccapriccianti e fuori di testa.
The Lobster, a suo modo, è anche abbastanza paraculo, oltre che brutto - sì, lasciatemelo dire! 
Perché sfrutta una tematica che fa gola alle grandi giurie e alla critica di nicchia. Lo spettatore medio uscirebbe dalla sala frastornato, mentre i più sensibili andrebbero a prendere di petto il tizio, poverino, che gli ha venduto addirittura il biglietto e non ha avuto nemmeno l'accortezza di dire che quello era il film dell'aragosta, di un border collie e di un tostapane. Una roba orribile.
La scelta di ambientare una storia di e per squilibrati, in un futuro distopico, è una paraculata bella e grossa, un abile raggiro che frega una giuria, no di certo la massa.
E io in questo caso sono la massa, sono l'italiana media che tra l'aragosta e Zalone preferisce Zalone, perché magari in quel film, spicciolo, provincialotto, che parla di italiani e posto fisso, un po' ci si rispecchia, e nonostante tutto sorride.  
Pensate un po'.



Quelli che hanno idolatrato l'aragosta invece, vorrei sapere cosa - esattamente - hanno capito o amato davvero, di questo film. 
Lo vorrei sapere sinceramente, con tutto il cuore disgraziato e ignorante di popolana convinta.

Vorrei sapere, da un punto di vista prettamente cinematografico, cosa si intende per "bello", poi. E se esiste una sorta di form da compilare o una dichiarazione di intenti, ogni qualvolta si arrivi al cinema e ci si sceglie il film. Ché qui oramai abbiamo scombinato tutto, il brutto che diventa bello, il film psicolabile che diventa capolavoro, e se vai al cinema perché vuoi farti due risate - be' - allora muori!
The Lobster può magnificare la giuria molto accorta ed esigente, perché il regista è uno coraggioso, ha fatto un film in cui l'amore diventa il cattivo. Ha raccontato un futuro che terrorizza, in cui nessuno sarà più veramente libero di scegliere. E ok. Ma a me non incanti.
Se resti solo hai 45 giorni di tempo per trovarti una nuova compagna o un nuovo compagno. Se fallisci in questo, inizia pure a pensare a quale animale vorresti essere, oppure puoi sempre decidere di ammazzarti. Mica male come piano per il futuro, no?

Cos'è, vi piace davvero una donna spappolata a terra e alla quale non riesce nemmeno morire?
Vi piace un cane morto ammazzato? Il fermo immagine di tre quarti d'ora su un coniglio squartato?
Vi piacciono i film di propaganda, per caso?
No perché a me The Lobster, sembra molto, un film di propaganda.
Quale messaggio voglia veicolare, poi, ancora non l'ho capito.
Ma si sa, io sono il popolo, e il cinema quello bello bello, non riesco ancora a comprenderlo.


24 commenti:

  1. Porca miseria ce l'ho parcheggiato in MySky da un mese e devo decidermi a vederlo... e vedi il bello di MySky? Il fermo immagine di tre quarti d'ora su un coniglio squartato lo faccio diventare una veronica istantanea di Ronaldo sul difensore che resta a bocca aperta... ;)

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  2. Ho fatto lo stesso Franco. Parcheggiato lì per più di un mese e adesso che ti devo dire? Io lo lascerei lì, anche abusivo, ma lì. ;-)
    Ronaldo tutta la vita!!!

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  3. Anche io seguo on demand, ma questo film, a differenza di Franco, non ancora l'ho incontrato. Quindi nessun commento, solo un post su quello che penso dei film.

    Il Cinema ha delle potenzialità enormi.
    Una grande forza di convincimento.
    E' uno strumento con cui anche a scuola si può insegnare molto.
    Ai corsi per fidanzati molti parroci facevano vedere Casomai .
    A volte i ragazzi capiscono meglio certe cose con un film
    che con tanti discorsi.
    Ho in mente un momento preciso: una notte guardavo
    Sogni di Kurosawa e di fronte a quei quadri sconnessi,
    di cui non capivo sostanzialmente niente, ma che avevano
    una potenza estetica incredibile, per me si è aperto
    un nuovo mondo.
    Il mondo della bellezza.
    Si può restare fissi a contemplare un ciliegio in fiore
    anche un'ora.
    Ma il cinema può essere anche diseducativo: chi non è
    abituato a un certo uso della ragione può essere plagiato
    da una forma di comunicazione così diretta e forte.
    Il film è uno strumento comunicativo più forte degli altri
    perché contiene una storia nella quale identificarsi.
    Ma come tutta la comunicazione -letteraria, o televisiva o artistica
    contiene rischi e potenzialità legati esclusivamente a chi ci sta dietro.
    il cinema di Tarkowski o di Vanzina hanno fascino uguale e contrario.
    Intercettano gli occhi che vogliono essere affascinati:
    "Chi dal messaggio di impegno chi dal disimpegno".
    La fascinazione è identica perché il mezzo è potente.
    Ho pensato a un film di Miyazaki dove c'è
    una prolungata contemplazione di un grande albero.

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    1. Ciao Gus, ti ringrazio per questa meravigliosa riflessione. Amo Miyazaki, non so se tu stia parlando di Totoro, in ogni caso la natura e la bellezza si fondono e diventano indispensabili l'una per l'altra. Un saluto e a presto.

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  4. Recentemente il cinema, specialmente se desidera fare sensazionalismo, spreca idee geniali con soluzioni narrative pessime. Non conosco questo film, perché non l'ho visto, quindi non so se rientri nella categoria di cui parlo, ma recentemente mi sono imbattuta ne: "I figli degli uomini", anch'esso ambientato nel futuro (2027), in un mondo senza bambini. Se avessero fatto leva sulle dinamiche socio-psicologiche, non mi sarebbe dispiaciuto. Però c'erano così tanti spari che sembrava di guardare "Spy game". E a me, i film d'azione pura, non sono mai piaciuti.

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    1. Ciao Chiara, a me manca invece I figli degli uomini. Ma come dici tu, sprecare idee originali con soluzioni pessime o addirittura disturbanti, è davvero un peccato. ;-)

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  5. Come ho già detto da altre parti, per me è un film che non tiene botta fino alla fine e non lo considero un capolavoro. Per nulla.
    Film coraggioso, sì.
    Disturbante, pure.
    Ma "disturbante" non è sinonimo di capolavoro. Non sono cose che vanno a braccetto.
    Il bello, dove funziona (la parte iniziale) sta proprio non nel dire che l'amore è brutto, quello non lo dice in nessun caso, ma nel far vedere come l'amore viene inteso dalla società. Ormai le relazioni sono viste come un obbligo, è una cosa che ho sentito sulla mia pelle e che vedo in giro continuamente, la gente si fidanza più per paura di stare da sola che per un sentimento, chi è single viene preso per il culo. Non scopi? Anche peggio. Certo, tutto ambientato nel classico futuro distopico per dare parvenza di credibilità a un contesto troppo assurdo, ma per me riflette bene con i suoi estremi un certo modo di vivere moderno.
    Non condanna l'amore, è la classica "via di mezzo", che si contrappone alla seconda parte dove c'è un popolo che l'amore lo rifiuta a prescindere.
    Poi è proprio nella seconda parte che avvengono i casini, scelte narrative non proprio azzeccate e momenti davvero poco credibili - anche in quel contesto.
    Ma il discorso, personalmente, l'ho trovato molto lucido e spietato. Quella spietatezza che a me piace.
    Ma è legittimo che non piaccia, quello sì.

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    1. Lo so, infatti ammetto di non amare una certa spietatezza, almeno nel cinema. Nella letteratura già il discorso cambia e sono più flessibile. Forse perché il cinema ti obbliga a guardare, il libro no. ;-)

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  6. A me è piaciuto ma io sono il primo a dire che non è un capolavoro e che soprattutto non tengo mai in considerazione premi di giurie o altro, quella di Cannes in primis, perché le giure intellettualistiche le odio, comunque ci sta che non ti è piaciuto, e sì, bello a volte è un po' soggettivo come termine. In ogni caso paraculo un po' lo è ;)

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    1. Odio le giurie intellettualistiche. ;-)
      Mi fa piacere comunque parlarne e scoprire pareri diversi dal mio. ^_^

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  7. Pensa che io invece l'ho trovato troppo poco disturbante. :)

    Da Lanthimos, dopo il fenomenale Kynodontas, mi aspettavo qualcosa di ancora più estremo e folle.

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  8. Ancora di più? Ma com'è possibile, umanamente parlando, chiedere di più? XD
    Non ho visto Kynodontas (che mi pare la marca di una dentiera ) ma a sto punto salterei. =D

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  9. Forse l'ultima scena rivaluta un paio d'ore di irritantissimi nervi.. di disturbante c'era il mio perdere tempo a sorbirmi questa sorta di esaltazione dell'amore, infine. Tutto il film a ibernarlo in un sistema "per farsi compagnia" con la messa al bando della solitudine come scelta di vita. Però ad una cosa è servito... ora so' che quando le aragoste urlano mentre le cuociono vive, è perché nella vita precedente magari erano tenori o soprani, o semplicemente canticchiavano sotto la doccia. Piuttosto.. un tostapane per Lanthimos?

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    1. Oddio non guarderò mai più un'aragosta con gli stessi occhi. XD
      Be' sì, un tostapane, ecco... anche. =D

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  10. Ed ora, visto che ho rotto il ghiaccio con l'eccentrico, mi sparo Mr. Nobody (sempre grazie a MySky..)

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    1. Sì ma non ti voglio sulla coscienza poi eh?
      Sii cauto. ;-)

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  11. Vabbè... sono solo contro tutti :)
    Signori, questo per me è un capolavoro. E' IL MIO FILM DEL CUORE DELLA SCORSA STAGIONE.

    Lanthimos sarà anche un regista estremo, fuori di melone (e per certi versi lo è davvero) ma a me pochi film come questo hanno scatenato tanto dolore e tante emozioni.
    E' vero: disturbante non vuol dire bello. Ma in questo caso sì.

    "incollo" qui sotto il link con la mia recensione: non per farmi pubblicità, ma semplicemente perchè non posso scrivere in poche righe di commento quello che penso di questo film. Se vi va, ne possiamo parlare...

    http://solaris-film.blogspot.it/2015/10/the-lobster.html

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  12. Sauro sei sempre il solito... =D
    Fuori di melone, hai detto bene. E' stato il mio primo pensiero, dopo i primi tre minuti, non appena la donna dal cuore di pietra ha sparato al somarello. *_*
    Vado a leggere la tua recensione molto volentieri. =)

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  13. Io e Sauro siamo sulla stessa lunghezza d'onda. Per me non un capolavoro assoluto, ma oltre agli squartamenti c'è di più. L'ho anche trovato divertente, di quel senso dell'umorismo cattivo e malvagio (ma ho un senso dell'umorismo malsano che ci posso fare, colpa di Arcibaldo alla TV quando ero piccola lol), dove la solitudine non è più socialmente accettabile e si è puniti per questo (vedi diventare un'aragosta, o un coniglio). E la 'setta' può anche essere un cliché (si fa la rivoluzione e alla fine si finisce dalla padella alla brace per citare Sauro), ma alla fine è un cliché che rispecchia la realtà: cerchiamo di vivere la nostra vita combattendo per la libertà (anche di amare), ma alla fine non ne siamo capaci perché ne abbiamo paura e i compromessi da accettare sono un prezzo da pagare molto alto (vedi il finale). P.s. A me piacciono anche i film di Zalone, non è essere popolani, è avere un'ampio raggio di gusti cinematografici differenti! :-D

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    1. Secondo me sei una persona troppo malsana. Ecco. XD
      Scherzi a parte, forse sono io troppo suscettibile 'sto periodo. Bah. Magari gli concedo una seconda visione...
      Se, come no. =P

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    2. E' colpa del politicamente scorretto degli anni Ottanta, che ce vuoi fà. :-D

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  14. Io non l'ho visto... mi state spaventando però XD Credo dalle reazioni -bipolari- che sia uno di quei casi che inducono a amore o odio assoluti XD (Mica per niente, io sto leggendo La scuola cattolica di Albinati > stesse reazioni!)
    E magari lo recupero e poi ripasso ^^

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    1. Ahahahah. Ci credo XD
      Il bipolarismo è in noi.

      Insomma Ti sei buttata sul mattone di Albinati? Sei coraggiosissima, ti ammiro molto. Ora come ora io non ce la farei mai. Aspetto la tua recensione sul blog.
      Bacio! ^_^

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  15. Quando sei spietata sei ancora più brava! Mi sa che non lo vedrò...

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