giovedì 6 giugno 2013

Nino Manfredi, "l'uomo caduto da un pensiero".




So' io
che ho preso in pieno in faccia er celo,
so' io
che so' caduto da un pensiero,
so' io
che 'n ce speravo quasi più
e un giorno all'improvviso...
..Che bello sta' co' te


Sono passati dieci anni ormai, dal giorno in cui quell'uomo "caduto da un pensiero" se ne andò per sempre, verso quel cielo che gli è stato concesso a tempo indeterminato. Ateo da sempre, o quasi, Nino Manfredi  nasce a Castro dei Volsci, Frosinone, nel 1921 da una famiglia contadina. Saturnino era il suo vero nome. Uomo dedito completamente all'Arte, attore di cinema e teatro, cantante nonché voce radiofonica. Di lui si ricorda soprattutto quella maniera affabile di interpretare un personaggio. Un uomo che metteva l'anima ancor prima del corpo e arrivava al cuore dello spettatore attraverso due occhi che, da soli, bastavano ad attestare una grande carriera. Esordisce al Piccolo Teatro di Roma a venticinque anni, nella compagnia di Vittorio Gassman. Passando da Shakespeare a Pirandello e imparando l'arte del palcoscenico, Manfredi arriva poi al Piccolo di Milano con Giorgio Strehler, poi di nuovo a Roma all'Eliseo con Eduardo de Filippo. Verso al fine degli anni '50 arriva il successo televisivo, legato alla vasta gamma di personaggi rappresentanti l'Italia del Boom. Ricordate quel "E fusse ca fusse la vorta bbona"?

Dopo aver preso parte nel 1960 al film Audace colpo dei soliti ignoti di Nanni Loy, dove praticamente sostituisce il Mastroianni del primo film diretto da Monicelli, consacra la sua carriera come attore da commedia musicale. E' del 1963 l'indimenticabile Rugantino diretto da Garinei e Giovannini. Si contano più di cento titoli nella sua filmografia, e sarebbe banale ricordare (ma in fondo è bene farlo) la grandezza di questo interprete citando al tempo stesso il ricordo di un cinema nostrano ormai dissolto nell'aria, nei ricordi. Ecco perché parlare oggi di Nino Manfredi significa per forza di cose ritornare indietro. A quei film che hanno segnato il nostro amore per la settima arte e soprattutto, l'affetto e l'ammirazione che allora i nostri attori sapevano conquistarsi. 

Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l'amico misteriosamente scomparso in Africa? di Ettore Scola, Straziami ma di baci saziami di Dino Risi, Nell'anno del Signore... di Luigi Magni a cui seguirà In nome del Papa re, sempre di Magni. Nino Manfredi è stato mastro Geppetto nello sceneggiato televisivo di Luigi Comencini Avventure di Pinocchio, si tinge i capelli per il film di Franco Brusati Pane e cioccolata ed è il portantino Antonio nel film di Scola C'eravamo tanto amati. Sì, Manfredi è stato tante maschere, ha raccontato un pezzo del nostro paese guardando al di qua dello schermo con occhi sempre nuovi, sempre dotati di una espressività abbagliante. 

Dal film Per grazia ricevuta, diretto e interpretato da Nino Manfredi. 1970

C'è una cosa però di questo immenso attore che, più di ogni altra, ha segnato per sempre un amore che perdura nel tempo. Ovvero la sua voce calda e rassicurante. Ricordo una volta ascoltai alla radio una canzone, "Tanto pe' cantà" e mi entrò nella testa con una prepotenza inaudita. Il testo risale al 1932 ed appartiene al grande Petrolini. Dopo aver scoperto una sonorità nuova, diversa, in quegli anni iniziai a darmi da fare per recuperare repertori simili e in quel preciso momento la voce di Manfredi mi aveva rapita. Fu così che arrivai pure a un'altra canzone, ancora oggi una delle più belle dichiarazioni d'amore (alla vita, a una donna, a una qualsiasi entità tangibile e non), che le mie orecchie abbiano mai ascoltato. Spero Nino mi perdoni per non aver ricordato tutti i suoi grandi personaggi, i suoi indimenticabili film. Però sono convinta di una cosa, da lassù troverà senz'altro il modo di stupirsi di come una donna normalissima, riesca ancora a inciampare come la prima volta, su quelle parole e quelle note che le scombinano l'anima. In fondo è questo che l'Arte/il cinema fa, ci manda a sbattere contro il cielo, ci fa cadere dai nostri stessi pensieri e non appena rialzati, ci rendiamo conto che il nostro amore per lei, è ancora più grande...

Ciao Nino...




8 commenti:

  1. Immenso Nino...il mio amore per lui e per il grande Albertone vanno di pari passo. I miei miti di un cinema che si può solamente ricordare...;-)

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  2. A tutti, prima o poi, capita di pijà n'faccia il celo

    Era un grande

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  3. da bravo romanaccio non potevo non apprezzare questo post! grande ;)

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  4. E per me è un onore sapere che un romanaccio come te apprezzi...^_^

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