mercoledì 11 giugno 2014

Prima che tu sia grande



Oggi è stato il tuo ultimo giorno di asilo. Ho bisogno di ricordarmene e di non perdere nulla, ecco perché ho deciso di scrivere. A te, a me.

Ricordati di ora, prima che tu sia grande.
Prendi il tuo sorriso e anche il mio, perché non torneranno. 
Almeno non così, non uguali a oggi.
Ricordati dei borbottii delle mamme più pacate, e ricorda pure le voci più vibranti e fastidiose 
e le rughe già disegnate, sui volti delle mamme più incandescenti.
Prendi se puoi gli sguardi di tutti i tuoi compagni. 
Piccoli uomini e piccole donne col mondo davanti.
Ricordati che se oggi un pensiero felice ti è passato nel cuore, è perché lo devi conservare per sempre.
Anzi ti chiedo, se puoi, mantienilo intatto e condividilo con me, nei momenti difficili. 
Già so che mi farà bene e mi rimetterà in piedi.
Prendi questo cappello di cartone e mettici dentro, con cura e pazienza, un sogno alla volta a partire da ora. Col tempo le cose piccole diventeranno grandi. 
Anche tu, anche io.
Ricordati dell'imbarazzo di oggi, quello che ti poggiava sul viso un sorriso a metà. 
Che poi sono i sorrisi più belli, quelli di cui non ti dimentichi mai. 
Prendi il bacio della maestra e gli applausi di tutti i genitori, e dei nonni.
Da qui comincia una nuova avventura, la vita si fa strana e inizia a cambiare continuamente.
Nella nuova classe non troverai più le costruzioni, 
non mi racconterai dei pezzi piccoli e rossi che Gabriel, il compagno un po' dispettoso, ti prendeva per dispetto e tu non sapevi come fare. 
Ricordati pure dei pianti per le navicelle spaziali che non hai potuto completare 
ricordatene soprattutto quando sarai più grande. Ti aiuterà a raggiungere i tuoi traguardi e saprai finalmente come affrontare, un Gabriel diventato uomo, che ancora non la smette di infastidirti e portarti via ciò che serve a te.
Come oggi.
Prendi le mie parole come quelle di una mamma che, guarda suo figlio, e vorrebbe che ogni piccola sensazione non se la rubasse il tempo.
E la sola possibilità che ho, penso, è quella di scrivere.
Ricordati dunque di me, davanti al computer che sbraito e mi muovo senza coordinate in cucina 
per la casa e spesso gridando, a te e a tuo fratello.
Promettimi però che di me ricorderai anche le chiacchierate in macchina, mentre si andava a scuola.
Vorrei che prendessi di questi momenti di noi due insieme, vicini come forse non lo saremo più, le mie domande e le tue risposte. 
Porta con te quelle più entusiasmanti, le più sincere.
E ricorda di quando ti ho chiesto se fossi solamente felice, oppure felice e triste insieme, e tu mi hai risposto nel modo che io forse immaginavo. 
"A ma', felice e basta!".
Ed è qui che vorrei che tu di tanto in tanto tornassi.
Nella tua felicità di oggi.
La felicità e basta.
Quella di cui parleremo tra vent'anni, ma non sarà la stessa cosa.
Approfittiamone ora.
Prima che io sia vecchia e stanca.
Prima che tu sia grande.


9 commenti:

  1. Tutto questo è bellissimo, Valentina ^_^

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  2. Gran bel post.
    Anche se il Fordino è più piccolo, sento molte di queste cose.

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  3. Giorgia...rido, scrivo e piango. =)

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  4. Grazie Ford! Quando arriverà quel momento allora, penserai a questo post, e mi dirai com'è. =)

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  5. Tenerissima, Valentina!! Brava!! :)

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  6. non sono mamma, ma intuisco :)

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