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Il giorno in cui diventai omofoba

  Questa è la storia di come diventai omofoba. Inizia così: C'era il sole e c'era il pc aperto sul tavolo. La bacheca di facebook non aveva da raccontare nulla di interessante. Finché... Un articolo mi incuriosisce. Titolo: "Davide e Alessia, la coppia trans che va in Ucraina per affittare l'utero". Nemmeno una volta, in vita mia, ho storto il naso davanti a un concetto d'amore che non fosse identico al mio. Mai. Ma questo cos'è? Amore? No. Quando Oriana Fallaci ammetteva di essere "fissata con la maternità", molti le ridevano in faccia. Io non rido. Io la capisco. Questo non è amore. La maternità è un'altra storia, non mi fa riflettere sulla legittimità di un amore, sull'intimità tra due corpi, su una vita fatta di due. Piuttosto, mi fa riflettere sul corpo che abito, che io amo e maledico spesso. Il problema, vedete, è che io ho una cosa che molti non hanno. Certo, parlo degli uomini. Io ho l'utero. L'a...

Cara Galatea, io non ce l'ho con te perché hai il posto fisso.

        Questa mattina mi imbatto in un articolo molto accattivante, a partire dal titolo. Prendete accattivante con tutte le possibili interpretazioni del caso, e provate a comprendere le mie ragioni. L'articolo recita così: " Elogio del posto fisso (e di chi ce l'ha) " Ok. Sono curiosa e vado a leggere. L'autrice è una certa Mariangela Galatea Vaglio . Non la conosco. Il blog si intitola Il mondo di Galatea, e a giudicare dalla home si direbbe che l'autrice è anche una scrittrice. Bene. Cara Galatea, ho letto con molta passione il tuo pezzo, ma devo dirti con tutta umiltà che alcuni passaggi, mi hanno lasciata davvero interdetta. E non parlo da critico, parlo da donna italiana precaria. Potrei dire anche disoccupata, ma un po' me ne vergogno. Anch'io scrivo. Non ti dico che sono una giornalista freelance perché da quel poco che ho intuito, a voi che avete il posto fisso, dà un tantinello fastidio. Vero? Ecco, partiamo da ques...

Caro scrittore in erba - Gianluca Mercadante

    Mi siedo davanti al pc e una reazione insolita mi travolge. L'attimo che precede il primo tasto battuto sulla tastiera, vuole che la mia attenzione svolti in basso - che nemmeno si può dire, ma rende l'idea. C'è un dolore che viene da dove a malapena arrivo con gli occhi, e le ginocchia mi dolgono. Faranno male tutte le volte, d'ora in poi. Menomale! E questo pensiero mette a tacere molte paranoie, riaccende in me la voglia di insistere come quando rileggi le prime due righe e capisci di avercela fatta, ancora una volta. Cominciare mi dà vita, e mi suggerisce la più essenziale delle verità: " che un libro non si pubblica, ma si scrive".   Parte proprio da questa premessa Gianluca Mercadante , e mette in guardia con sfrontatezza e ironia quel povero disgraziato che, da grande, vuole fare lo scrittore. Vuole farlo a tutti i costi, probabilmente dopo aver tentato tutto o scartato, col senno di poi, la primissima scelta. L'autore di...

Paura di essere donna

      Mia madre mi ha sempre detto che il rapporto con me, rispetto a quello con mio fratello, è stato vissuto in maniera diversa fin dal principio. Chi la capiva allora... ma oggi mi è tutto più chiaro. La battuta più frequente dei miei amici più cari mi fa tornare a quei discorsi strani di mia madre, a quelle sue prime confessioni ad alta voce, di donna e madre di una figlia. "Ma insomma quando la facciamo la femminuccia?"   Da madre di due figli maschi, non lo nego, il desiderio di una femmina si fa sentire. Ma a conti fatti c'è solo la paura di mettere al mondo una donna. Perché?   Perché se ci penso ho già mille paure per me. Non si tratta di immaginare una vita simile alla mia, di arrivare già al primo giorno complicato, al primo colloquio di lavoro, alle prime domande che suonano male "Ma lei è sposata? Ha figli?" Si tratta di guardare come progredisce male il mondo oggi, come si va avanti tornando indietro. Questa mattina ...

Scusate se esisto!

    Di recente il cinema italiano si fa guardare molto volentieri. Una premessa del tutto personale, ovvio, ma anche ad essere pignoli, rischieremmo un cartellino rosso per questo? Per aver pensato e detto che, degli ultimi cinquanta film italiani visti, forse tre o quattro ci hanno davvero delusi? Io dico di no, e mi bastano pochi nomi per avvalorare quanto detto. Be' non li dico perché detesto le classifiche e le liste in generale. Tanto lo sappiamo tutti, quali sono i nostri migliori registi. No?   Ad esempio a me Riccardo Milani non fa impazzire. Tutte le sue fiction non le ho mai guardate, al contrario, qualche film sì, e il solo che ricordi con vero piacere è Il posto dell'anima. Un dramma tutto italiano ambientato a Vasto, dedicato agli operai precari degli inizi del XXI secolo. Anche lì c'era una maestosa Paola Cortellesi , in un ruolo niente affatto comico. In Scusate se esisto! Paola Cortellesi si esibisce invece in una delle sue mai banali perfor...

Big eyes - Visioni oltre lo schermo

    A distanza di vent'anni esatti, Tim Burton torna dietro la macchina da presa per dirigere un film biografico. Big Eyes narra la vera storia di Margaret Keane , pittrice degli anni '50-'60 e vittima di una delle più note frodi artistiche in campo pittorico.   Come nel 1994, anno di Ed Wood , la stesura del soggetto viene affidata alla coppia Scott Alexander e Lerry Karaszewsky. Dalle sfumature di un bianco e nero grottesco e nostalgico, Tim Burton sembra essersi molto allontanato, si dissolve dietro la macchina, con il solo e unico scopo di raccontare. Senza metterci del suo, forse non troppo, tanto che nessuno se ne accorge e a stento si direbbe che è un vero e proprio film del regista di Burbank. Dicono... Questo distacco, tuttavia, è necessario. Come spesso accade nel percorso di un artista, la visione del mondo che si vuole raccontare cambia, insieme a lui. E Burton è cambiato, lo hanno detto in tutte le salse, con fin troppa arroganza e ...

Banana Yoshimoto, Sonno Profondo

      Quando ti abbandoni allo scorrere del tempo non ti importa di nulla. Lo capisci quando nemmeno i rumori più assordanti ti arrivano all'orecchio, quando l'apatia e il malessere ti bloccano, definitivamente. E ti blocca l'orrore lasciandoti inerme, finché la meraviglia che ti circonda ad un tratto non ti rimette in moto. Non puoi opporti al sonno, nemmeno alla morte, alla solitudine. Ma puoi ricominciare a vivere e a stupirti della bellezza, di quanta ancora ne abbiamo a disposizione. In un tramonto, davanti al mare, nella notte in festa, nella notte brilla senza alcol, perché ti cura e respira, proprio come te.   Con Sonno profondo , Banana Yoshimoto indaga nell'anima di tre giovani donne, a ciascuna delle quali riserva una storia, un racconto. Sonno profondo, Viaggiatori nella notte e Un'esperienza. La Yoshimoto torna a stupirmi e a ribadire quel suo talento innato nel prendere la morte e l'orrore degli stati d'animo più oscuri, e farne...

Bilanci, buoni propositi e Elena Ferrante

    Se dovessi fare un bilancio di questo 2015, tutto ricondurrebbe alla mia prima grande gioia professionale e personale. La pubblicazione del libro e le parole di stima e affetto che piovono sui miei giorni rendendoli unici, nondimeno surreali. Ancora me lo guardo sopra la mensola ormai piena, della sala, che fa da capofila e spesso mi cattura gli occhi, come a dire:"Guardami, e dimmi che si prova!" Apre e chiude una serie infinita di colori e pagine scritte da altri e altre, per me, per allietare le mie notti più scure. E lui se ne sta lì, beato e fiero, al posto giusto. Caramelle al gusto arancia chiude un anno meraviglioso e la mia speranza è che ne possa inaugurare numerosi altri. Vorrei inaugurasse domani, e tutti i domani che verranno. Vorrei che fosse sempre presente, affinché io possa ricominciare partendo proprio da lì, da dove siamo arrivati io e lui, insieme. Senza dimenticare da dove siamo partiti, i giorni e le notti pieni di entusiasmo, e qu...

Quell'angolino tranquillo a sinistra - Mehdi Rabbi

  Un progetto editoriale davvero interessante, quello della casa editrice Ponte 33 : “Portare in Italia la letteratura contemporanea iraniana”. L’idea nasce a Tehran, nel 2008, grazie a Felicetta Ferraro e Bianca Maria Filippini.   Il nome Ponte33 richiama il persiano Si-o-se pol , bellissimo ponte di Isfahan fatto di 33 arcate, dove da sempre giovani e meno giovani si incontrano, parlano, discutono, recitano versi e leggono libri. Credo sia doveroso partire dal principio, perché quando si scopre un mondo nuovo e fitto di storie, ci si deve se non altro interrogare. L’Iran è una realtà complessa, che arriva da noi attraverso leggende stereotipate, storie filtrate dal mezzo cinematografico e mediatico. Ma la letteratura riesce sempre a compiere quel miracolo sottile, che incontra i luoghi più intimi e li riporta, così come sono. I racconti di Mehdi Rabbi svelano i rapporti giovani e disillusi della società iraniana. “Nel Khuzestan disseccato dal sole”, lontano dalla ca...

Più qui del qui

    Dicembre ti mette sempre alla prova, anche se non vuoi. Dicembre ti ricorda che tutto quello che è stato, a breve, diventerà passato, vecchio. Ma tanto di quel vecchio e passato, torni a rivivere le stesse cose. Torna l'euforia e l'angoscia, il dubbio e la certezza a proposito della tua vita.   Quest'ultimo mese mi è passato sopra come un treno, senza fare male. La pubblicazione del libro, la prima volta che l'ho toccato con mano, i primi commenti e la gente che scrive per dirmi: "Vale, ho appena preso il tuo libro", oppure "Vale, sto leggendo il tuo libro". E vuoi mettere un "ti amo" con "sto leggendo il tuo libro"?   Nel giro di pochi mesi la mia vita è diventata un susseguirsi di gioia e gratitudine, mai come in questo momento tutto gira, e tutto concilia. Con me stessa, con il mondo intorno, compresi i tic e le voglie degli altri, anche le mie. Eppure spesso mi rendo conto di non essere pronta. L...

Fuori dal tempo e dalle convenzioni, benvenuta Atlantide!

    Fiocco libroso nei pressi della Capitale! Domani, 2 dicembre alle 18:00, alla libreria Koob (Via Luigi Poletti 2, Roma), verranno presentati in anteprima i primi tre libri della neonata Casa Editrice Atlantide .   I protagonisti sono, il saggio storico-critico di Adriano Tilgher  Filosofi Antichi , uno dei capolavori dimenticati della letteratura americana del Novecento,  Ritratto di Jennie  di Robert Nathan e la graphic novel  ante litteram  di Vittorio Accornero  Tomaso , splendido romanzo illustrato degli anni Quaranta. Prenderanno parte all’incontro Simone Caltabellota (direttore editoriale con alle spalle milioni di copie vendute durante la sua carriera di editor e di scopritore di talenti quali Melissa P. e Stephanie Meyer), la scrittrice Flavia Piccinni (già vincitrice del Campiello Giovani, che si occuperà del coordinamento editoriale), lo scrittore e giornalista Gianni Miraglia (marketing manager) e Francesco Pe...

Donato Carrisi - La donna dei fiori di carta

    " Quando la nave è salpata solo un matto può continuare ad insistere. Ma la verità è che io sono sempre stato un matto! "   E questo era Edward Bloom, nella meravigliosa versione cinematografica firmata Tim Burton , ispirata all'omonimo romanzo di Daniel Wallace . Perché Big Fish? Per la nave, per il matto che insiste, e perché io ci credo davvero, che a dare sapore alle cose siano le storie. Conosco Donato Carrisi nella sua veste insolita, e scopro un narratore in grado di prendere la storia e farne un dato di fatto, credibile e imprescindibile. Come la guerra e il Monte Fumo, gli italiani e i tedeschi e le trincee. Ma Carrisi è anche quello che, una volta chiuso il libro, ti porta a inseguire mete orientali alla ricerca di una montagna che canta. Così è, se non ci credete allora leggete La donna dei fiori di carta , e poi ne riparliamo. Ah, mi raccomando. Se avete intenzione di smettere di fumare magari meglio di no, fidatevi di me. Datevi gius...

Due righe scolorite e un tulipano

      I libri hanno quella dote innata di smistare storie. Le portano con sé, perché non potrebbero fare altrimenti. Chi le incontra non può certo sottrarsi a questo scambio di anime e sangue, perché anche quello si scalda o si gela.   Al mercatino dell'usato ho preso questo libro, La donna dei fiori di carta. A pagina 82 ho trovato una lettera sigillata. Sarà una trovata editoriale? Me lo chiedo, mica sarebbe surreale. Però non credo... Presa dalla curiosità la apro. Mi sento un po' ladra, in fondo non sono io la destinataria, ma chi sarà? E chi può dirlo, ormai? Apro, e una trama a fiori semplice in fondo alla lettera già tocca il mio cuore morbido. Due righe scolorite e un tulipano. " Cara mamma, sappi che ti voglio bene ".    Ripongo la lettera nella busta e la metto esattamente dov'era. A pagina 82. Quanta tristezza in quella dichiarazione d'amore mai arrivata, penso. Per rimediare mi fingo la mamma di quel bambino, e lo r...

Dietro la scena del crimine - Morti ammazzati per fiction e per davvero

    "Si fa presto ad ammazzare un personaggio", dice Cristina Brondoni , giornalista, criminologa e dipendente seriale. Be', ha anche un debole sfacciato per Kiefer Sutherland , ma questa è un'altra storia... Diciamo che Cristina è soprattutto l'autrice di questo piccolo gioiello dal colore giallo. Una guida pratica, può sembrare folle (e un po' lo è!), su come rendere credibile un povero morto ammazzato - per fiction, sia chiaro - e su come evitare le solite sviste.   Dietro la scena del crimine - Morti ammazzati per fiction e per davvero , edito da Las Vegas Edizioni , analizza la fiction con sguardo esperto, appassionato, e offre al lettore spunti di scienze forensi senza cadere nella noia di un discorso troppo tecnico o esoterico. Voglio dire, il rischio di risultare pesanti, quando si parla di robe come tanatologia, algor mortis, rigor mortis e livor mortis (c'entra Harry Potter? Ehm... NO!) è dietro l'angolo. Ma l'autrice si...

Caramelle al gusto arancia - In bocca al lupo a me!

    "Perché magari alla fine quel sogno s'avvera". E io non ho mai smesso di dirlo a me stessa, nonostante tutto. Tutto che vuol dire paura, sfiducia, giorni aridi di parole. Tutto che vuol dire il paese in cui vivo, e le incertezze, la faccia della gente quando ti presenti e dici "piacere io scrivo!" I sorrisi storti, l'entusiasmo che non c'è. Ma le pagine a un certo punto hanno iniziato a riempirsi davvero. A un certo punto, si è fatto oggi. E stento a crederci, ve lo giuro, me ntre mi sforzo di trovare un qualcosa che sia d'impatto, che funzioni...   La verità è che quando finisci di scrivere, è come se alle parole volessi concedere una tregua. Ci guardiamo senza più pretese, ora, senza colpe né meriti. È il momento che attendevamo. Tipo pianeti allineati, stelle che non sono più né poche né troppe. Tipo che non so più che dire perché mi sta farneticando il cuore. Il 10 novembre uscirà il mio romanzo, Caramelle al gusto arancia...

Inside Out

  Le cose sorprendenti sono due: la prima è che ho visto Inside Out , la seconda è che gli italiani hanno fatto altrettanto. L'incasso globale raggiunge gli oltre 842 milioni di dollari!   Ma a noi le cifre non piacciono. E poco importa della corsa agli Oscar e dei record al botteghino. Se parliamo di Inside Out oggi, con questo entusiasmo un poco smorzato dalla nostalgia, è soprattutto grazie a una storia semplicissima e straordinaria.   La storia di una bambina, che nel film procede dall'infanzia all'adolescenza, viene raccontata a partire da tutto ciò che accade dentro. Ed è questa la cosa straordinaria. Non siete d'accordo? Abituati a vivere e a vedere le emozioni solo per ciò che ne consegue all'esterno. Fuori e mai dentro. Prima o poi doveva accadere, e chi meglio di un Pete Docter avrebbe potuto realizzare una simile impresa?   In realtà, considerata la mole delle critiche degli ultimi giorni e...

Bessie Smith, l'imperatrice del Blues

    La HBO porta in tv la storia dell'Imperatrice del Blues, Bessie Smith . Imponente e graffiante, Bessie incarna il miracolo dell'ascesa. Dalla miseria alla fama, seppure la storia ha da esibire le solite carte e getta ovunque pregiudizio e discriminazione. La pelle, e il colore che più di tutti spaventa, quello di donna. E Bessie era una mina vagante, voce maestosa e leggera, un luccichio incostante che sfiora il cielo per poi schiantarsi a terra. Bessie Smith fu da esempio a grandi artiste come Janis Joplin, Norah Jones, Ella Fitzgerald e molte altre, ma la sua storia, che ripercorre quella di un paese come l'America degli anni '20 e '30, è destinata al tramonto. A riempire lo schermo è la regina Dana Elaine Owens, meglio nota come Queen Latifah . Indomabile e perfetta, la sua performance riceve una candidatura agli Emmy e ai Critics' Choice Television Award, e porta a termine un'impresa complessa. Lo fa con eleganza e maestria, sen...

Giacomo Festi - Vita da scarabocchio

  La fuga e l'insoddisfazione, l'odio verso il mondo e verso tutti. Si chiama adolescenza, sì. Ed è quello che ci racconta Giacomo Festi nel suo terzo romanzo, Vita da scarabocchio ,  Leucotea Edizioni .   Fuggire dalla propria immobilità, alternando al desiderio di evasione, la paura dell'ineluttabilità. Perché la vita che fai, porta il tuo nome, ed è vero. Ma a volte a guidarci sono gli eventi e, che lo vogliamo o no, persino le azioni e il volere degli altri. Vita da scarabocchio è l'avventura drammatica e rocambolesca di una ragazza obesa, poco in sintonia col resto del mondo, e con se stessa. Elena ama disegnare, ma non ama il suo corpo e la sua vita, tanto da ridurre tutto ad uno squallido show: ingurgitare cibo di ogni genere. I problemi legati alla propria identità, alle relazioni sociali e la sfiancante corsa verso la risposta più ambita: "Cosa ci faccio io al mondo?", fanno di lei l'ennesima vittima di un sistema...

Suburra

    Suburra era la Roma antica, sita tra i colli e diventata poi, per antonomasia, il quartiere più malfamato di una città. Era Roma, e col tempo rimane, la città eterna bagnata dalla pioggia e sporcata dalla criminalità.   Ma l'acqua non leva via tutto... Dalle pagine di Carlo Bonini e Giancarlo De Cataldo , prende vita per mano di Stefano Sollima , un conto alla rovescia grigio e bagnato, che anticipa l'Apocalisse.   Nei giorni della Suburra nessuno piú è innocente. «Il Libanese era morto. Tanti altri erano morti, qualcuno era diventato infame, qualcuno si faceva la galera in silenzio, sognando di ricominciare, magari con un lavoretto senza pretese. Il Samurai era ancora là. L'antico nome di battaglia denunciava ormai soltanto sogni abbandonati. Ad affibbiarglielo era stato il Dandi, ma lui aveva cercato di esserne degno. E il potere, quello, era concreto, vivo, reale. Il Samurai era il numero uno». Carlo Bonini, Giancarlo De Cataldo, Sub...