mercoledì 19 marzo 2014

La vita di Adele



Del regista tunisino Abdellatif Kechiche, non so davvero nulla. Non conosco la sua filmografia, dunque non posso tracciare un continuum e farmi un'idea globale del suo cinema. Prima de La vita di Adele, c'erano La schivata 2003, Cous cous 2007 e Venere nera 2010. Prima della Palma d'oro a Cannes. Prima che io provassi ad elaborare in queste righe, tutta l'incomprensione e un "mezzo" sconforto, legati alla vita di Adele.

Prima che io iniziassi a chiedermi: "capolavoro?". Non mi torna qualcosa, non ho un'immagine nitida che risponda e calzi a pennello con l'aggettivo universale che fa di un film, un grande film. Un capolavoro è un film perfetto sotto ogni punto di vista, oppure è il film che avremmo voluto vedere, proprio in quel preciso momento della nostra vita (noi)? E' una domanda che un po' tutto dovremmo porci, almeno ogni tanto così, tanto per...

La vita di Adele nasce dal romanzo a fumetti di Julie Maroh, Il blu è un colore caldo.
Ma di quel blu, caldo come l'autrice ha voluto che fosse nel suo libro, cosa rimane? Non ho letto il fumetto, ma so che la Maroh ha avuto da ridire, almeno riguardo ad alcune scelte registiche che probabilmente, e sottolineo probabilmente, sono andate a stravolgere lo spirito della sua storia. Me lo immagino anche per il semplice fatto che dagli occhi di una donna, passiamo allo sguardo maschile e già tutto mi cambia. Ed è questo uno dei pesi più insostenibili che gravitano durante la visione, te li senti costantemente addosso, finché non ti travolgono, appena conclusa la storia. Sì è così, perché la storia di Adele dovrebbe (e non è) essere la storia della scoperta, delle insicurezze, della ricerca del proprio posto nel mondo. Una ragazzina di sedici anni (pochi più pochi meno) che non capisce la propria sessualità, la sta cercando con tutte le sue forze e non capisce perché, nonostante il ragazzo che la corteggi da un po' sia davvero carino, qualcosa non vada. Qualcosa la blocca e per Adele inizia il percorso lungo l'accettazione della propria identità. 


Incontrare una ragazza, mai vista prima, per strada; i capelli corti e blu e il tempo, che pare fermarsi a immortalare quell'attimo. A riempire poi, la notte stessa del fortuito incontro, i sogni e le fantasie che invadono tutti i sensi. Adele sente una forte attrazione, qualcosa che mai aveva provato prima. Desiderare una donna, una sconosciuta. Finché non trova il coraggio di "ricercare e ricercarsi" fino in fondo. Ritroverà la ragazza dai capelli blu, Emma. E dalle prime battute nel locale gay, passando alla luce delle prime sensazioni esplose soavemente su una panchina, si finisce in sequenze lunghissime, sfiancanti, dove il sesso e la fisicità bruciano la passione.


Sfiancanti, sì, ho detto così. Perché il pretesto che tu (tu regista) voglia dare credibilità e verità al tuo film, non ti può convincere che dieci minuti (ora non ricordo di preciso la durata) di sesso e preliminari, facciano bene al tuo film. Non è così che convinci chi guarda, "io" sono distante anni luce dalle pretese di quella che può essere una giuria di un ceVto tipo (loro a quanto pare hanno gradito!). Parlo da spettatrice normale. Sono una donna, sono una mamma, mi piacciono gli uomini, almeno fino ad oggi mi va così...
Sì, sono una donna e per quanto a volte io abbia un certo rifiuto nei confronti della mia "specie", mi sono sentita "usata", un animale da circo per occhi e pensieri disinibiti (per non dire altro). Mi è sembrato che tutto in questo film sia un fallimentare tentativo, imperfetto e sporco, disonesto, di voler rappresentare la sessualità di una donna omosessuale. Ma è davvero così l'amore? E' davvero così che vuoi far arrivare al pubblico la "tua" idea di amore omosessuale? Gridando a chi guarda: "ma sì tranquilli, non illudetevi che le donne gay sono troie tanto quanto le donne etero!". No, a me non sta bene. A me non piace, anzi offende nel profondo tutto questo ridicolo insistere sulla necessità di un cinema che deve eccedere in tutto. Che ti deve dire per forza il sottinteso. Come quel sesso esplicito, ingombrante sullo schermo. Ingombrante forse meno per Kechiche e per tutti i maschietti "arrapati" in sala o altrove. Perdonate il tono un po' vivace, ma è la verità. Vogliamo che tutto sia senza mezza misura, no? E allora diciamo le cose come stanno e non giriamo intorno alla verità di questo film, evitando l'inevitabile.


La vita di Adele è un film vestito da cosiddetto viaggio di formazione, alla ricerca di sé, e invece altro non è che un disonesto e fallimentare affresco che non ha colori. Li ha, ma sono spenti, freddi come due corpi perfetti che si incontrano se non nell'amplesso. Ma oltre quel sesso, quella passione destinata a morire, cosa rimane? Cosa rimane oltre a quei capelli scomposti, tirati su con distrazione. Oltre quelle smorfie da ragazzina che finge insicurezza e poi "cavalca" le emozioni e i bisogni, senza badare se di uomo o donna si tratti. Oltre i nostri bisogni, oltre quel piatto di spaghetti e subito dopo quel primo piano insistente, sulle labbra di Adele. Appena sveglia, appena addormentata...
Ma davvero crediamo che basti questo?
Adele sprigiona tenerezza e compassione. Anche se poi ti chiedi se ne abbia bisogno più lei o tu. 

Il film si divide in due parti, crolla ad un tratto pure la credibilità temporale, ma questo ci sta, fa parte del cinema e della sua stessa natura. Passano diversi anni, Emma ha lasciato Adele (perché Adele è la donna gay che ama una donna e, quando si sente sola, si fa i maschietti) e lei ora insegna in una scuola. E cosa cambia in lei? Come capiamo che è diventata più "grande", più donna? 
Beh ha gli occhiali e ha cambiato acconciatura.
-Aaaaah.
Nulla va come dovrebbe, la credibilità che io sto deridendo è anche quella della ragazzina che vuole a tutti i costi modificarsi per sembrare più donna. Senza tuttavia riuscirci, dai ma quanto fa ridere Adele nella scuola?

Tenerezza sì. Anche un po' rabbia. Perché pensi che con questa storia si sarebbe potuto dire tanto e meglio. L'unico momento vero è stato il massacro delle compagne fuori dal Liceo, la prima volta che Adele fa i conti con la brutalità della gente, degli altri. Oltre questo davvero io non ho visto nulla. Se non gli occhi di un uomo che guarda e ne vorrebbe ancora, e ancora.

37 commenti:

  1. Non ho visto il film e non ho letto ancora il fumetto ma presto vorrei farlo. Certo, se tu me lo stronchi così un po' la voglia mi passa...

    RispondiElimina
  2. Bolla è difficile raccomandare a qualcuno la "non" visione di un film. Io sono sempre per il "vedere per credere", quindi mi aspetto curiosa il tuo parere in merito. A me ha deluso troppo...=(
    Ora voglio, anzi devo, leggere il fumetto. =)

    RispondiElimina
  3. Bellissimo pezzo Valentina! Io ancora non ho visto il film per cui non posso giudicare ma la domanda che mi faccio è: quanto pesa sul tuo giudizio finale essere donna? Nel senso che mi sembra che tu, come donna, ti senta pesantemente tirata in ballo da questo film, molto coinvolta e anche molto offesa...l'unica cosa che non ho capito:;ma secondo te quale era il reale intento di Kechiche?

    RispondiElimina
  4. Non so come spiegarti Bradipo. E' vero, il mio essere donna ha influito parecchio in questo giudizio complessivamente negativo e amareggiato. Però la cosa che mi ha fatto più male credo sia stato questo sguardo del regista, non mi pare di aver letto la storia come un invito a conoscere senza paure, l'amore "diverso". Mi è sembrato più un freddo e spietato sguardo nella passione più misera di due corpi che si incontrano ma non arrivano da nessuna parte. Mi dà dell'occhio che guarda senza pietà, desideroso solo di assaporare con lo sguardo quel piacere e quell'eccitazione circoscritta in quella sequenza lunghissima, piena di sesso. Ma non mi sta bene che si dica che il sesso fa parte della nostra vita ed è così nei tempi, nella fisicità e bla bla bla...ma che vuol dire? Certo che il sesso c'è, è sempre presente fa parte della nostra vita. Ma qui non ne viene l'aspetto migliore, anzi. Viene fuori solo che una donna gay è tanto troia quanto una etero. Viene fuori uno spettacolo da baraccone per uomini arrapati. Il regista ha sfruttato la donna, ha fatto finta di dare priorità alle sue debolezze, ala sua fragilità. E invece non ha fatto che pugnalarla, che metterla a nudo e umiliarla. Sì lo so, l'ho presa molto a cuore...che vi devo dire. Sono molto amareggiata...mi succede pochissime volte.

    RispondiElimina
  5. Io invece l'ho trovato estremamente formante e formativo, e pur non essendo il meglio di Kechiche - per quello c'è Cous cous - lo considero davvero un grande film.

    RispondiElimina
  6. Ma che c'entra "sono una donna, sono una mamma"... Anche io sono una donna etero ma ho trovato le scene di sesso, anzi d'amore, bellissime ed intense. Nulla di offensivo. Poi ti chiedi se è davvero questo l'amore? Certo!! Passione, intensità, ma anche errori che portano ad inevitabili perdite. Il termine troia viene utilizzato in un'unica scena per esprimere una sacrosanta rabbia. Tutto il resto è delicato e sincero. Un ottimo film.

    RispondiElimina
  7. Anonimo, anzi anonima: c'entra eccome! Tutto c'entra quando guardiamo un film. Ho sottolineato questo perché nonostante io possa non comprendere fino in fondo l'amore omosessuale, trovo scorretto raffigurarlo in questa maniera. Mi è sembrato che il sesso tra due donne fosse solo il pretesto più facile per fare un filmetto e accontentare tutti. Certo non me! Io non faccio la bigotta, ma questo è amore? Ma amore de che? Vuoi dirmi che l'amore è uguale per tutti? Ok, ci sto. Ma evita di farmi la sequenza che dura due ore e che somiglia a un porno qualsiasi. Evita di farmi i primi piani sulla faccia di Adele che la fa sembrare pure mezza tardona, solo col chiodo del sesso. Evita di farle toccare in continuazione i capelli, evita gli orgasmi improvvisati non appena uno o una la sfiori perché è patetico! Dai. Passione? Non ne ho vista. Delicatezza? Ma scherziamo??? Ho visto più delicatezza e poesia in Pietà, e non so se rendo l'idea. A me sta bene tutto, ma davvero qui non trovo nulla di più di quanto ho appena detto. Io riconosco la mia sensibilità, e ammetto che possa aver pesato molto. Ma ormai il cinema mi sta insegnando a guardare e a prendere tutto. Qui però si supera ogni limite. Un capolavoro? No. mi spiace. I capolavori vanno a finire altrove, non nelle scopate da film porno.Scusate. E' più forte di me.

    RispondiElimina
  8. Ford ma formativo in che modo? Ah, quando Emma le dice: "hai ancora da imparare"...
    Beh sì, abbiamo un po' tutti da imparare da quel punto di vista, ecco perché dovremmo farlo sempre, e bene. ;-)
    Ma detto questo, scherzandoci su, no. Io non sono affatto d'accordo. Ma sai quanto rispetti il giudizio degli altri. =)

    RispondiElimina
  9. Di Kechiche ho visto solo "Cous cous" e... mai più! Di questo però ne hanno parlato così in tanti che dovrò vederlo anche controvoglia.
    Intanto ho letto il fumetto e... dai, bello, ma non mi ha entusiasmato.

    RispondiElimina
  10. Scusate, ma mi pare ci fosse anche un film, oltre alle scene di sesso. O sbaglio?
    Nessuna provocazione eh, ma qui mi sembra che si stia riducendo il giudizio complessivo di un film (bello, brutto non importa: grande) a un suo frammento.

    RispondiElimina
  11. Stefano hai centrato il problema del film! Cosa rimane oltre quella lunga sequenza, oltre il sesso e i capelli di Adele? Il nulla. Di cosa dovremmo parlare? Hai ragione, non stai provocando, ma ti giuro che se tu mi trovi altre argomentazioni e tutto ciò che si possa definire "altro" in questo film, beh, te ne sarei riconoscente. ;-)

    RispondiElimina
  12. Giacomo io devo leggere il fumetto ora. Per quanto riguarda il regista, boh. Dovrò farmi forza e vedere dell'altro...
    ;-)

    RispondiElimina
  13. io devo vedere assolutamente vedere questo film...

    RispondiElimina
  14. Mi trovo d'accordo con quanto hai scritto. Il film non scava in profondità e lascia inevasi molti interrogativi: come hanno reagito i genitori di Adele alla notizia dell'omosessualità della figlia? Come affronta le accuse da parte della sua compagna? e tanti altri.
    Io scrissi questo:
    "La vita di Adele è un porno lesbo-soft con intermezzi di esistenza quotidiana e avanzi drammatici di quint'ordine interpretato da una una Bugs Bunny ebete dagli occhioni pronunciati perennemente con i capelli incollati sul viso dotata però di una sua particolare ed evidente sensualità, e un'androgina di marmo che si accorge nella seconda metà del film che ha un colore di capelli improponibile e rimedia con un biondo paglierino. "

    E aggiungo che mi incazzo quando la critica considera questo filmetto un capolavoro e snobbano altamente un film meraviglioso come "L'altra metà dell'amore" che tratta in maniera splendida l'amore adolescenziale tra due studentesse. Te lo consiglio caldamente.

    RispondiElimina
  15. Per me è stato il film dell'anno 2013, un film che è riuscito davvero ad entrarmi dentro mostrando semplicemente la vita di una ragazza. Ecco perchè i momenti di sesso non mi hanno disturbato, fanno comunque parte della sua vita, mentre ho trovato molta universalità nei timori di Adele, nella sua crescita e nel suo inevitabile dolore.
    Kechiche ha messo tutto questo in scena con onestà, secondo me, e soprattutto con un'estetica davvero emozionante.

    RispondiElimina
  16. @Valentina: "Di cosa dovremmo parlare?" Anche di niente. Tu dici: cos'altro c'è oltre Bocca, Capelli, Spaghetti, Sesso, Moccio, non molto, almeno tematicamente, a parte una storia d'amore, di crescita e tutto quello che ci vuoi trovare dentro. Se riduciamo il film alle sole componenti tematiche, non è che ci sia molto di cui parlare. Facendo ciò, si commette l'errore (in cui ci casco, spesso e volentieri, anch'io, perchè è la strada più facile da intraprendere) tipico del critico che recensisce il film che ha in mente (che avrebbe voluto vedere) e non quello che si trova di fronte. Vedi il commento di Denny B. (ripeto, commetto anch'io lo stesso errore, ma me ne rendo conto, almeno), che recensisce un film che probabilmente ha visto solo lui, enunciandone solo determinati elementi che lo hanno colpito (negativamente), col risultato di dare un'idea superficiale, oltre che distorta, e, come risultato, inutile per chi legge, dell'opera. Ecco, soffermandomi su questo aspetto, il film non è piaciuto neanche a me.

    Se invece, oltre a concentrarci sul tema (gli interrogativi inevasi, la scarsa profondità: e allora? Perchè, mi dovrebbe interessare un trattato scientifico sulla crescita di una ragazza? Leggerei un saggio, mica andrei al cinema), ci concentrassimo sull'estetica del film, spalancheremmo le porte a considerazioni splendide. Un'estetica che, attenzione, non è da analizzare e si spera (la bellezza estetica di questo film è inoppugnabile, è quella che "rende la vita" nel film) possibilmente apprezzare "a parte" del film, ma "è" il film, e ciò è estremamente evidente nel cinema di Kechiche, troveresti gli elementi che gli hanno dato il successo (meritato) di molti critici che, saVanno anche molto snob, ma quello che dicono lo argomentano molto bene.

    RispondiElimina
  17. Di questo film ho visto fino alle scene di sesso e poi sono rimasta disgustata... I motivi sono quelli che hai descritto perfettamente tu (avrei usato anche lo stesso tono) non sono riuscita a finirlo di vedere e sinceramente ne sono contenta. Mi dispiace in fondo perché la storia di base merita molto ho dato un'occhiata alla graphic novel è tutta un'altra cosa, ma dopotutto "lo sguardo femminile" è decisamente un'altra cosa.

    RispondiElimina
  18. Sì Patalice, al di là del mio turbamento complessivo, direi che va visto. ;-)

    RispondiElimina
  19. Denny, come spesso capita, siamo d'accordo su tutta la linea di pensiero. ;-)
    Sai che davvero questa cosa delle facce di Adele mi ha fatto pensare troppo a una ragazzina mezza ritardata, le facce da "ebete" almeno potevano risparmiarcele. Perché poi è in ridicolo contrasto con quanto lei fa. Una ragazzina mezza tardona e insicura non si fa maschi e femmine indistintamente e con una certa "dimestichezza". Voglio dire...mi segno questo titolo allora. E ne parlerò appena visto. Grazie del consiglio! =)

    RispondiElimina
  20. Lisa a me non fa che piacere confrontarmi con pareri diversi e lontani anni luce dai miei. Quindi è bene che voi sappiate che io li rispetti. Ma non li condivido! =P
    Non so che dire, a me non ha dato nulla. E tutto ci ho visto tranne che dell'onestà. Stessa cosa vale per le emozioni e per l'estetica.

    RispondiElimina
  21. Stefano, tematiche ed estetica vanno di pari passo. La riuscita di una, non prevede in automatico l'esclusione dell'altra. Anche se a me rimane difficile trovare persino una bellezza meramente visiva, non so, parlo delle inquadrature, dei primi piani, delle luci che sembrano voler dare purezza e castità ai sentimenti. Non è la strada più semplice la mia, è la "mia", semplicemente. Credimi non me ne viene nulla a fare la parte di quella che vuole imboccare la strada più semplice, anzi. Considerato il successo del film non credo sia il caso questo. Per quanto riguarda il commento di Denny, non che voglia fare l'avvocato del diavolo ;-) anche perché sa difendersi da solo, lo dico per continuare a discutere, ma credo ogni film sia visto da "noi stessi", chi altro dovrebbe parlarne? E' normale poi scontrarsi con pareri diversi, ben venga, ma non mi sta a cuore dare un giudizio che accusi di superficialità così tanto per il gusto di farlo. A me questo film ha fatto male per i motivi che spero, si siano capiti nella recensione. Mi ha lasciato interdetta, delusa nella maniera di aver raccontato le sofferenze di una giovane donna e non mi ha fatto male il suo fallimento, bensì la sua presunzione. La sua sfacciata esigenza di mostrare e, morbosamente da inguaribile voyeur, di vedere. Non mi è sembrato un problema di estetica, che tra l'altro non c'è a mio avviso, nemmeno di tematiche. E' l'approccio, sbagliato, secondo me.

    RispondiElimina
  22. Anima scarlatta mi solleva in parte, sapere che le mie sensazioni vengano condivise da una donna. Perché sai poi magari il dubbio ti viene, ti chiedi: "ma sono io sbagliata?". Sono solamente io a pretendere, in un certo senso, l'onestà e il rispetto anche se è finzione, se è cinema? Per me è importante, soprattutto quando si vogliono affrontare questioni delicate come la ricerca di sé stessi e della propria identità, sessuale e non. ;-)

    RispondiElimina
  23. Vale purtroppo (perché sono onnivora e non perché mi ispirasse particolarmente) il film me lo sono perso...in genere però quando ci sono film sbandierati ai quattro venti come capolavori, io vado sempre controcorrente! E quello che hai scritto tu non mi spinge a correre a prendere il dvd...aspetterò se mai lo passeranno su Sky e ti farò sapere! :D

    RispondiElimina
  24. Giorgia tendo anche io ad andare un po' controcorrente, infatti l'ho visto ora e con tutta calma. Dai aspetto curiosa la tua sul film poi. =)

    RispondiElimina
  25. Per me, come ho scritto anche dalle mie parti, è uno dei film più sopravvalutati del secolo... però, allo stesso modo, credo non meriti una stroncatura così netta. E' come se fossero due film diversi, talmente è tanta la differenza tra i due spezzoni di cui è composto: e dico subito che, come mi è piaciuta tantissimo la seconda parte (quando Adele ed Emma ormai sono una coppia a tutti gli effetti e il film diventa profondamente umano, analizzando bene le difficoltà di amare e relazionarsi ai nostri tempi) ho trovato davvero incompiuta e inconcludente la prima, oltre che abbastanza pesante. Proprio a causa delle famigerate scene di sesso (ebbene sì, chiamatemi pure bacchettone) che appesantiscono il ritmo e impoveriscono la sceneggiatura. Che bisogno c'era, mi chiedo, di farle durare complessivamente quasi mezz'ora? Più che 'disturbare' direi che stancano, e soprattutto non spiegano nulla: il film rimane con degli interrogativi importanti e buchi di sceneggiatura clamorosi (vediamo le compagne di classe di Adele sospettare della sua omosessualità e scaricarla dal gruppo. E poi? Vediamo Adele portare Emma a casa sua senza dire nulla della loro relazione ai genitori. E poi? E, soprattutto, all'inizio della seconda parte si vede Adele insegnare tranquilla e felice ai bambini dell'asilo... siamo sicuri che le malelingue, le voci che corrono, la sua vita privata non inficino nemmeno un po' un mestiere così delicato? Siamo sicuri che tutto fili via liscio?). Ecco, personalmente avrei preferito vedere un quarto d'ora di amplessi in meno (che tanto il risultato sarebbe stato lo stesso) e un quarto d'ora di sceneggiatura in più dove si affrontavano queste questioni. Penso che la fruibilità ne avrebbe giovato.
    Ma non è solo questo: personalmente non amo Kechiche, lo trovo un regista assolutamente incapace di trattare certi temi proprio a causa della sua 'mascolinità' che viene sempre fuori... aveva fatto altrettanto con 'Venere Nera', il film precedente, dove alcune scene erano davvero al limite della sopportazione. Insomma, un argomento come questo richiederebbe un punto di vista più delicato e femminile (adesso uccidetemi pure, ma sono convinto che se questo film l'avesse diretto Sofia Coppola sarebbe diventato davvero un capolavoro). Kechiche si muove come un elefante in un negozio di cristalli e la sua (in)sensibilità nell'affrontare certi argomenti è palese. Non a caso le due protagoniste del film hanno giurato, dopo le riprese, di voler avere più nulla a che fare con lui ed escludendo da parte loro ogni possibilità di un sequel.

    Perdonate il papiro...

    RispondiElimina
  26. Ho visto anche io questo film di recente, e in quanto donna etero non ci ho trovato nulla di offensivo, anzi l'ho trovato molto realistico e sincero, anzi per me lo è fin troppo, è bello constatare un parere arrabbiato come il tuo, è anche significativo e istruttivo, non è una critica banale, ma schietta e obiettiva, per quanto riguarda il film per me è uno dei migliori di questa stagione, palma d'oro strameritatissima :)

    RispondiElimina
  27. Il regista è quello di Cous cous? Ecco, la voglia di vedere questo film è scemata all'improvviso...

    RispondiElimina
  28. sfiancanti le scene di sesso di lea e adele???
    si vede proprio che sei una donna eheh ;D

    RispondiElimina
  29. Credo che questa sia la miglior recensione sul fgilm che abbia mai letto
    Mi ritrovo molto d'accordo

    RispondiElimina
  30. Sauro ma quali scusa, sai quanto siano ben accolti qui i tuoi commenti, sempre davvero interessanti. ;-)
    Sai che non sapevo questa cosa delle attrici, beh, non mi stupisco, come mai?
    Per me infatti rimane quel grosso problema e, come dici tu, avrei davvero voluto vedere tutto filtrato con gli occhi e l'anima di una donna dietro la macchina. Chissà...

    RispondiElimina
  31. Arwen, quando ricevo commenti come il tuo, mi sento sempre molto orgogliosa di questo meraviglioso mondo che ci unisce e ci mette a confronto. Grazie! =)

    RispondiElimina
  32. Alessandra se dici così, a me passa la voglia di recuperare gli altri, che già è poca e stanca in partenza... ;-)

    RispondiElimina
  33. Cannibal attendevo il tuo commento... XD

    RispondiElimina
  34. Marco GRAZIE infinite!!! Un uomo che mi capisce... =)

    RispondiElimina
  35. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  36. Sono un uomo, e senz'altro sono d'accordo con la signora Orsini. Ammetto che una parte di me ha apprezzato certe scene, ma appena la ragione ha ripreso il controllo della mia mente ho avuto modo di ripensarci e di giungere alla stessa conclusione della blogger: pornografia.
    Anche il fumetto- che è ad ogni modo molto più intimistico, profondo, doloroso e commovente- presenta scene erotiche, ma non con questa insistenza. E soprattutto ne presenta di meno: il regista ne ha coscientemente aggiunte alcune.

    RispondiElimina
  37. Se cerchi un prodotto eccezionale... devi andare in un posto eccezionale. Scopri sveglia star wars. Vai su http://www.vitalbios.com/A/MTQ3NDc0MTYzNCwwMTAwMDA3NixzdmVnbGlhLXN0YXItd2Fycy5odG1sLDIwMTYxMDIyLG9r

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...