venerdì 20 aprile 2012

Al Teatro San Genesio va in scena il Gastone di Petrolini






Per la terza volta consecutiva la compagnia di Sandro Leo presenta la commedia Gastone. Lo spettatore ha di fronte una storia che rispecchia assolutamente i nostri tempi “ed è l’attualità il valore più grande di quest’opera”, ammette il regista. Rendono l’atmosfera i brani di Caprera, scritti apposta per lo spettacolo.

Lo scorso 27 marzo c’è stata la Prima di Gastone, opera fra le più note di Ettore Petrolini, rivisitata dal regista e fondatore della compagnia «La tana dell’arte», Felice Sandro Leo. Questa è la terza volta che la compagnia si imbatte nell’opera dell’autore e attore romano. “Quest’anno mi sono divertito un po’ di più - ammette il regista - perché su quindici personaggi ne ho cambiati tredici”. Al Teatro San Genesio, nel cuore del quartiere Prati, prima dello spettacolo si pregusta un inconfondibile sottofondo musicale, è la voce di Petrolini nel suo celeberrimo monologo recitato dal protagonista della serata, Gastone Durville.
Nonostante siano passati molti anni dalla prima volta di Gastone in palcoscenico, era il 1924 al Teatro Arena del sole di Bologna, lo spettatore ha di fronte una storia che rispecchia del tutto i nostri tempi. Ed è proprio l’attualità il valore più grande di quest’opera, come afferma lo stesso Leo: “ Petrolini è riuscito a mettere a nudo un quadro direi completo di tutto il mondo dello spettacolo, naturalmente con l'occhio della sua epoca ma i riferimenti della vita vissuta sono disgraziatamente ancora di grossa attualità. Gastone, come recita il mio testo riadattato, è dentro tutti noi e ognuno, chi più chi meno, si porta un po' di Gastone dentro”. La sala diventa buia, lo spettacolo sta per iniziare e una chitarra sul palco introduce la storia. Ad accarezzare le corde è il chitarrista e interprete Gianni Leo che accompagna la voce di Valentina Ciaffaglione, nei panni di Lucia.
Nella rivisitazione della commedia, di cui sono stati mantenuti i due atti, spiccano i quattro brani scritti dal musicista e autore  Carmine Caprera. “Sono un po' i nostri gioielli. I brani raccontano quei personaggi, quei momenti, quell'epoca. Caprera ha voluto adattare i brani proprio alle corde di questi due interpreti, che danno a tutto lo spettacolo un’atmosfera originale. Non delude il giovane Luca Pennacchioni, per la prima volta in un ruolo così difficile. Il suo Gastone è meschino e farfallone, perfetto prototipo del mondo dello spettacolo degli anni 20. Una storia paradossalmente del tutto umana, così recita la locandina dello spettacolo che ritrae Gastone di spalle, col bastone e il suo amato frac (disegnato da Matteo Romano). Tra gli altri interpreti ricordiamo Barbara Mecucci nei panni di Teresa, sorella di Lucia. Paolo Bianchi, Federico Sozio, Fabiana Pagani, Sonia Emiliani, Valentina Genovesi, Sandro Felice Leo, Gabriella Cervelli, Jessica Dobici, Valeria Forlini, Samanta Volpe, Simone Milli e Massimo Urbani.

Di Valentina Orsini

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