Non la ricordo nemmeno più, l'ultima volta che ho pianto leggendo una poesia. Anzi, chissà quanto tempo è passato dall'ultima poesia letta, mi domando io. Tanto, troppo forse. C'è chi dice che i giovani non siano fatti per i versi e che i versi non trovino un meritato riparo in un cuore giovane. Non sono d'accordo. Tutti hanno un piccolo ma inesorabile bisogno di "poesia", ma solo pochi riescono a sviscerare questo bisogno, a tirarcelo fuori, a denudarci delle nostre inconsapevoli esigenze primordiali. Pietro De Bonis è una piccola grande speranza, la quale porta a credere che, questo meraviglioso ciclo lirico-esistenziale possa, ancora oggi, "esistere". "Azzittate n'attimo ma'! famme vede se ce riesco a sognà quarcosa de bello magari de rivedette viva e zitta almeno là. A mà la senti sta musica? E' Venditti... ora che ce penso non t'ho mai chiesto i cantanti che te piacevano per me lui te garba...
Storia di un avverbio ostinato