Chi può dire quanto duri un viaggio, e poi come lo misuri il tempo, le cose che ti capitano, la voglia di restare oppure partire... Non è nemmeno una domanda, piuttosto una riflessione ad alta voce. E non è la mia, di voce. A dirla tutta è una chitarra e voce . E la voce è quella di Simone Avincola . Di lui torno a parlare sempre volentieri, soprattutto oggi. Guardo la copertina del suo ultimo album KM28 e penso:"Simò, dev'essere così la vita di un cantautore, eh?". Una vita palleggiata di qua e di là, da una parte la lentezza, dall'altra la frenesia. Una vita guardata e vissuta ai margini, perché da lì si vede meglio, si vede tutto. Simone è un poeta moderno, attento, una via di mezzo tra il cuore solitario da saloon e il vecchio romantico. Una voce che viene dal futuro e guarda al passato, o viceversa. I dieci brani che compongono il suo ultimo disco, scritti davvero in autostrada, rubano al tempo odierno tutti i v...
Storia di un avverbio ostinato