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Rosella Postorino, Le assaggiatrici

Ho deciso di leggere questo libro non appena mi è giunta la voce di una storia ambientata nella campagna tedesca, più precisamente nel quartier generale di Hitler, durante la Seconda Guerra Mondiale. Una storia molto al femminile, a partire dal titolo e dalla copertina. Un libro che parla di un gruppo di donne recluse in mezzo alla foresta, in una mensa forzata a mangiare cibo che potrebbe essere avvelenato, e che potrebbe uccidere il Führer. La sua ossessione, la paura di morire avvelenato, fa da trama narrativa a un romanzo storico del tutto atipico, poiché scardina in un certo senso gli archetipi del genere. Ispirandosi alla vera storia di Margot Wölk , assaggiatrice di Hitler nella caserma di Krausendorf, l'autrice indaga soprattutto le pulsioni più intime della protagonista e delle altre donne coinvolte in questa parentesi storica che, sempre di più dalla prima all'ultima pagina, diventa emblema della coscienza umana.  A differenza del classico romanzo sto...

Marco Missiroli, Atti osceni in luogo privato

Diciamo che il titolo inganna, lo dico per esperienza personale. "Questo Missiroli avrà romanzato gli impulsi primordiali e le porcate tipiche degli uomini", ho pensato. "Sai che palle!" - ho ribadito. Sì, da vera stronza femminista quale sono. Tuttavia, di quell'osceno dichiarato a partire dal titolo e da una copertina per niente equivocabile, un dettaglio mi rassicurava e, al contempo, mi seduceva. Il luogo privato. Ho deciso di leggere il libro di Marco Missiroli perché volevo delle risposte: "Cosa intende l'autore per luogo privato?" La paura iniziale, ovvero che il tutto riconducesse a una serie infinita di pompini e imprese onanistiche da urlo, l'ho superata dopo circa cinque secondi che ho iniziato a leggere. Missiroli, inizia con la storia dei pompini, vero. Ma nella stessa pagina ci sono i cappelletti in brodo. Non è mica un caso. L'ho capito subito. Atti osceni in luogo privato è un romanzo intimo e per ...

Scrittori e presentazioni - Quello che gli altri non dicono

Che presentare il proprio libro nelle librerie di catena sia un'impresa (intesa proprio come dizionario vuole, ovvero "azione di ampia portata"), è cosa risaputa. Scommetto che ne hanno parlato già tutti. Non è così? Impresa che, lo sappiamo, sale e scende in maniera del tutto proporzionale allo status dello scrittore. Più egli è disgraziato, più l'impresa cresce, cresce, cresce e così via. Avranno già detto, senz'altro, delle rocambolesche quanto umilianti entrate in scena dello scrittore emergente, quando, glorioso e ingenuo, scavalca quella soglia e, con fare da vero condottiero pronto a morire, guarda negli occhi il primo tizio che trova nella grande libreria e... "Salve, sono Topolino Woolf, e questo è il mio primo romanzo!" Il resto della storia lo conoscete tutti. Se così non fosse... "Sì, guardi, signor Woolf. Il suo romanzo sarà senz'altro meritevole. Ma vede, io sono lo stagista in prova e non so davvero co...

Stefano Benni - La grammatica di Dio

    "Non si dovrebbe parlare di Dio. Non conosciamo la sua lingua".   Con questa premessa Stefano Benni apre il racconto Frate Zitto , uno dei venticinque raccolti nel libro La grammatica di Dio . Scoprire Benni in "non più tenera" età, come ho fatto io, vuol dire reimparare a guardare la vita, con quella smania addosso di prendere storie ovunque si guardi e provare a raccontarle. A chiunque, in ogni modo. Spiegando la solitudine e l'allegria, senza cambiare mezzo né mano. Il mezzo è la scrittura, la mano è quella sempre ferma, cinica e soffice, che permette agli occhi di vedere altrove, quando ancora incagliati, tentano di liberarsi.   Gli occhi di Stefano Benni sono certo più disillusi, e le storie, seppur in maniera diversa, sembrano gridare tutte la stessa verità.   "L'universo si manifesta e scompare senza parole, siamo noi a inventare una voce al suo terribile silenzio". Non vi è verità più vera.   Ed è qui che si ...

Banana Yoshimoto - Kitchen " キッチン "

    Quando ci si trova in libreria, e si è sul punto di prendere un libro, pronti, decisi ad allungare la mano fino a raggiungere lo scaffale che ai nostri occhi appare come il più grande, il più bello, accade qualcosa di sorprendente. In teoria i fenomeni riscontrabili durante quei minuti decisivi, non possono essere selezionati e studiati a dovere, ritengo impossibile la cosa. Perché si verifica una serie infinita di coincidenze oppure semplicemente (si fa per dire), capita che tu vai in libreria con le idee ben chiare ma questo non basta a fare di te un campione affidabile per la disperata ricerca in fatto di gusti e decisioni del lettore poco più che medio, perché al 99% dei casi tu, uscirai con tutt'altro libro in mano.   Prendere un libro di Banana Yoshimoto ad esempio può significare due cose, che la si conosce fin troppo bene e dunque si torna su quello scaffale, oppure che è giunto il momento di scoprire questa scrittrice, fenomeno lett...

Alessandro Baricco - Una certa idea di mondo

Alessandro Baricco mi piace.  Di lui mi piace soprattutto la forza delle parole che prende e fa sue, pur di afferrare un concetto, un'emozione. Mi piace l'abilità linguistica, la sua parsimonia nel sincerare tra le righe, quel che borbotta la pancia e che, spesso, è impronunciabile. Ma il lettore a volte capisce addirittura il "non detto" di uno scrittore. Quando inizi a conoscerlo davvero. Quando inizi a sentirlo vicino come nessun altro. Capita così di leggere Una certa idea di mondo , e la prima cosa che ti viene in mente di fare o dire, è un doveroso e sentito "grazie". Pronunciato piano e guardando dritto negli occhi il tuo "migliore amico", quello che scrive libri e di libri, e pure bene.  Ma dove lo hai trovato un migliore amico cosi?  -Eh, a dire il vero nel mare .  I migliori amici sono quelli con cui non usciresti mai il sabato sera. Sono quelli che appena aprono bocca ti irritano e poi diciamolo, sono poco amabili e...

Gli sdraiati di Michele Serra

Gli sdraiati siamo anche noi. Non credo nell'evoluzione della specie, ai passaggi generazionali che portano e lasciano via via, nuove tavole scese dal monte Sinai. Perché vedere e vivere il mondo procedendo orizzontalmente, è anche affare nostro. Lo è stato, se preferite. "Ma dove cazzo sei? Ti ho telefonato almeno quattro volte, non rispondi mai. Il tuo cellulare suona a vuoto, come quello dei mariti adulteri e delle amanti offese. La sequela interminata degli squilli lascia intendere o la tua attiva renitenza o la tua soave distrazione: e non so quale sia, dei due "non rispondo", il più offensivo. Per non dire della mia ansia quando non ti trovo, cioè quasi sempre. Ho imparato a relegarla tra i miei vizi, non più tra le tue colpe. Non per questo è meno grave da sopportare". Con questo incipit Michele Serra , già si vuole spogliare della convenzionale virilità tipica del padre-soldato, quello che mai tentenna e nulla teme. Non esistono gradi o m...