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Visualizzazione dei post con l'etichetta genitori e figli

Quando cercavamo la neve

Questo fine settimana siamo stati in montagna. A Rocca di Mezzo, nella provincia dell'Aquila. Siamo partiti con le immagini davanti agli occhi di un albergo travolto dalla neve, con i titoli dei tg e le voci dei parenti - preoccupate, isteriche - che si raccomandavano. "Non potete partire. Non dovete". Ma noi questo fine settimana siamo stati in montagna. Perché lo aspettavamo da una vita, questo week end. Perché i bambini contavano i giorni, e già sentivano la neve. Io che pensavo a bassa voce: "Tre giorni senza fare nulla, servita e riverita. Una signora!" Finalmente un po' di riposo, meritato. E un po' di buona compagnia, sorrisi, bicchieri di vino in tavola e una comitiva di bambini a riempire la hall dell'albergo. "Mamma ma l'albergo dove andiamo noi finisce sotto la neve come quello che abbiamo visto in tv?" Prima dei sorrisi tante domande, e la paura di privare i nostri figli di tutto.  Perché t...

Consapevolezza

Cosa pensa una donna durante i nove mesi di gravidanza? Cosa pensano le altre donne quando vedono una donna incinta? Cosa penso io mentre aspetto mia figlia? Prendetela come una storia di primavera, come una pagina di vita personale o come una riflessione ad alta voce. Però prendetela... Si chiama consapevolezza . Il quinto mese di gravidanza lo considero il migliore. Perché si trova a metà, non manca troppo al termine e non manca nemmeno poco. E questo stare nel mezzo un po' ti aiuta, ti suggerisce di fare le cose con calma e aumenta in te la consapevolezza. Amica intima e crudele, la consapevolezza, ti ricorda che tanto da lì deve uscire e potrebbe far male, tantissimo o forse molto meno dell'ultima volta. O forse molto di più. Ma tanto a te non importa... (stoca**o!) Il quinto mese è bello perché la pancia si vede e la gente non pensa più che ti sei scofanata abbestia senza alcuna ripresa dall'abbuffata natalizia. E poi la pancia del quinto m...

Tu le sai le generazioni?

    Significato o etimologia? Io ho sempre pensato le generazioni come un gruppo di sfigati nati all'incirca nello stesso periodo, tipo noi. Ho sempre immaginato lo scorrere del tempo e con esso, le generazioni che si danno il cambio. Un gesto che lascia ai posteri un po' delle vecchie usanze, moda e costumi, manie e debolezze. Il fenomeno che ha segnato la mia vita, vorrei che segnasse anche la tua, "oh mia nuova generazione che ti accingi a succedere la mia". Certo devo volerti proprio male... se voglio a tutti i costi lasciarti le mie sventure. Ma non è questo il punto.   Il punto è, che io ho iniziato a pormi certe domande in età piuttosto avanzata. Ripeto, la generazione era semplicemente tutto ciò che riguardava me, il tempo presente e le cose comuni. Se un bambino faceva le stesse cose che facevo io, ero certa che quello fosse un sintomo, inequivocabile, della mia stessa e identica generazione. Non le davo un nome proprio, era l'idea. Se ...

Il primo giorno di scuola, e le mamme come me

  Stamattina, le mamme con i loro bambini restituivano al mondo l'ordine e il caos. Nello stesso momento. Chi lo sa poi come gli riesce, alle mamme, e ai lori bimbi... Tutta quella bellezza che sa di disordine e profuma l'aria. Tutto molto poetico, eh? Poi però ci sei tu che sbagli orario. Inverti l'ordine degli orari di entrata dei tuoi figli così porti prima il piccolo, che invece doveva entrare dopo e porti dopo il grande, che doveva entrare prima. Le mamme e i loro bambini ...   E le mamme come me. Sempre un po' fuori tempo. Fuori luogo. O semplicemente fuori.

Del dopo e del domani

    Del dopo e del domani si ha sempre un po' timore. Perché il tempo racchiude in sé l'ignoto, e non puoi nemmeno prepararti. Nonostante ciò, noi continuiamo a vivere la nostra vita in funzione di tutti i dopo e tutti i domani che ci aspettano.   Domani ricomincia la scuola. Oggi piove, e in casa regna l'odore del bucato del giorno precedente, sullo stendino ciondolano zaini pronti per esser riempiti e portati sulle spalle, insieme alle tovagliette per la merenda. Le divise della scuola che aspettano di essere indossate, e due figli con la testa ancora in vacanza, poco rassegnati all'idea di dover dire basta all'estate.   Sul tavolo le ultime pagine del libro delle vacanze, i colori sparsi e tu che corri alla ricerca dell'ennesima gomma che non si trova, il temperino che non tempera più, la matita consumata e la più frequente delle promesse riservate ai tuoi figli: "Domani mamma ne compra una nuova". Domani mamma compra la matit...

I nostri ragazzi

    Ivano De Matteo mi aveva già convinto con il film del 2012, Gli equilibristi . Una convinzione che arriva dal saper sfruttare il mezzo cinematografico e, con esso, il dramma della vita vera. Con I nostri ragazzi , il regista romano torna a delineare, con mano ferma e spietata, la caduta dell'uomo contemporaneo, sempre più incapace di affrontare le conseguenze dell'inaspettato, eppure reale.   Inaspettato per chiunque. Perché chi se lo aspetta, un figlio "normale" e violento? Un figlio che ti guarda e sorride, e poi la notte diventa rabbioso.  Quel figlio che hai messo al mondo e per il quale vorresti dire ogni giorno, con orgoglio e pace: "che bravo il mio ragazzo!" Ma il mio ragazzo è una bestia. Un ragazzino danneggiato, contagiato dal male del mondo. Un assassino. E io non ho potuto fare niente. Come se lo vedessi ora per la prima volta. Quel figlio che è mio, che ho riconosciuto per caso in un programma che ...

Quando ti fermi, e guardi indietro.

Non sono del tutto certa che esista la concreta possibilità di riflettere, sull'essere madre. Nel senso che, non credo fino a che punto si possa analizzare questo istinto, questo dono, questa missione per la quale noi donne, siamo giunte qui sulla terra. A volte mi convinco che non ci è dato concederci più di "troppe" domande al riguardo, altre invece credo che sia impossibile non autolesionarci il cervello. E penso a tutta quella raffica di domande così confuse, così ben precise.  Forse la vera natura di una madre si trova qui, nel punto in cui certezza e dubbio - non ditemi come, né perché - si incontrano. Quando diventi madre tutto si intensifica, le cose che vivi, o meglio che hai vissuto, sono destinate a rivivere (reincarnazione degli attimi?). A tornare, insieme a un déjà vu, a un ricordo che sei certa di avere, perché lo senti sulla pelle, oppure insieme a quelle cose che avresti voluto vivere davvero, e non ne hai avuto l'occasione.  Mi...

Sai che mamma ha inventato Thor?

Sono al computer e sto scrivendo.  Sarebbe più giusto dire che ci stia provando con tutta me stessa, contro la gravità delle mie responsabilità e dei miei doveri. La mia è una postazione insolita, per scrivere intendo. Alla destra ci sono i fornelli quasi sempre accesi, il che vuol dire che qualcosa sempre bolle, nelle mie pentole. Giusto il tempo di accertarmi che nulla vada a fuoco davanti ai miei occhi, sotto il mio naso gli odori confermano quanto appena visto, e poi posso finalmente...Aspetta aspetta, quasi dimenticavo - "Luuuca, Franceeesco, basta tirarsi le sedie con i tavolini l'uno contro l'altro. Su, fate i bravi... ammamma ". Ecco, ora posso farlo.  Sì, posso cominciare a scrivere! Be', quando una mamma scrive accade esattamente questo. Ci avete mai pensato? Scommetto che in questo momento, tra le risate di quanti staranno provando a immaginarsi la scena, c'è chi sorride e grida contro lo schermo: "è veeeero!". Ora, per...

La signorina che aspetta l'autobus

Delle tante complicazioni riguardanti il mondo, quella delle "signorine che aspettano l'autobus" non è che una delle tante, delle più scoperte, sotto gli occhi di tutti. Quei tutti che ormai sono vittime di omertà forzata, di silenzi che una volta spezzati, urlerebbero l'ennesima vergogna della quale l'uomo riesce ad essere spettatore e protagonista insieme.  Inutile chiedersi come sia possibile, basta uscire di casa almeno una volta al giorno per imbattersi lungo quelle strade ai cui bordi, come tanti cantoni piazzati qua e là, donne di ogni età e colore, aspettano di vendere il proprio corpo al miglior offerente. Accettare realtà sgradevoli eppure così edificate, non è mai facile, seppur noi tutti ormai proviamo a conviverci. Ma come le spieghi certe cose a un bambino?  Le difficoltà ci sono, quando si toccano certe questioni. Ci sono, esistono per noi grandi, e spesso si crede che per i bambini c'è ancora tutto il tempo di questo mondo perc...

Voce del verbo NO!

Un paio di sere fa, mi è capitato di riordinare il mio cassetto del comodino, accanto al letto. Ritrovo per caso un libro acquistato circa un anno fa, scritto da questa psicoterapeuta infantile Asha Philips , I no che aiutano a crescere . Le mamme e i papà che seguono questo blog, potrebbero prendere questo post come un piccolo consiglio pratico, ancor prima che letterario. Quasi mai mi fermo davanti allo scaffale "psicologia" o educazione infantile, nonostante il mio essere madre di due bambini. Ho sempre visto questa avventura con i figli come qualcosa che non può essere insegnato a mo' di corso, così come ho sempre creduto che l'essere genitore sia un meccanismo naturale che si avvia e si migliora (almeno si spera) nel corso degli anni. Quella volta, caso strano, mi va l'occhio su questo libricino dalla copertina azzurra, sarà stato il volto di una bambina in bianco e nero e la sua linguaccia a richiamare la mia attenzione, credo. Certo anche il tito...