A volte basta trovare una storia, non per forza originale e, subito dopo, trovare il "modo" di raccontarla. C'è chi riesce in una delle due imprese, chi fa cilecca in entrambe. E poi c'è Wes Anderson ... Sì, quello che non sbaglia mai un colpo. Difficile da credere, almeno fin quando non si è appurato che, così è. Per il Grand Budapest Hotel Wes Anderson, si ispira allo scrittore austriaco Stefan Zweig , autore di novelle e numerose biografie. E' negli anni trenta infatti che, il regista statunitense, vuole ambientare la sua storia. Quella che fondamentalmente vede un'amicizia solida e grottesca, instaurarsi tra il concierge del rinomato Gran Budapest, Monsieur Gustave/Ralph Fiennes e il suo "garzoncello", Zero Moustafa . C'è la perfezione geometrica e l'armonia che pervade lo schermo, a partire dalla Hall dell'albergo fino alle singole stanze. Da sfondo e per contrasto, l'avvicinarsi di una guerra che ...
Storia di un avverbio ostinato