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Il bambino con il pigiama a righe

    Lo scorso anno ho avuto la fortuna di riscoprire un piccolo capolavoro letterario come L'amico ritrovato di Fred Uhlman. In sole 92 pagine l'autore è riuscito a rievocare lo stato d'animo di uno dei periodi più neri della storia dell'umanità. Così come accadeva, con gli occhi persi e commossi, dinanzi all'opera di Uhlman, anche qui, ci si ritrova intrappolati dalla storia, dalla brutalità inconcepibile. Lo schermo riporta alla memoria l'orrore, come la carta e la storia fatta di ricordi narrati da un bambino.   Lo sguardo dell'innocenza trafitto dall'orrore. L'amicizia che parte per sua stessa natura, sbagliata e condannata a morire. In tutti i sensi.   Il regista inglese Mark Herman non sfrutta affatto i cliché, né tantomeno si abbandona a quella fastidiosa mania di fare il sentimentale o di cambiare rotta fino ad arrivare al mondo delle fiabe. Perché qui non è ammesso sognare, solo ricordare la storia e mantenere vivo lo schifo...