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Visualizzazione dei post con l'etichetta storie di un italia moderna

Ciak - Santanchè - Motore e..."sbam". Svegliati Lois Lane.

Io oggi avrei voluto parlarvi di Gomorra, recuperando addirittura gli ultimi quattro episodi, rimettendomi così al passo con la serie trasmessa in tv. E invece no. Oppure avrei potuto continuare a parlarvi del mio viaggio a Parigi, insieme a Salvador Dalì, che meraviglia. E invece no. Insomma oggi sarebbe stata una giornata straordinaria e piena di sole, sì. Se solo non fosse giunta la conferma di quella tragica sventura che riguarda il cinema e il giornalismo in Italia, e che purtroppo è reale. Se fosse un film tutta questa storia, potrebbe essere tranquillamente il sequel di quel capolavoro incompreso diretto da Francesco Rosi, Cronaca di una morte annunciata . Sul finire degli anni '80 al Festival di Cannes sfilava anche questo film, nella categoria Fuori Concorso. Oggi sulla croisette spiccano borbottii attorno a una soffiata di vento e una gonna troppo corta. Ciak d'Oro sì, e tante belle cose. Ma il dato a cui dovremmo rivolgere tutta la nostra attenzione,...

La parola di oggi è "meritocrazia".

Vi capita mai di scoprire, durante una normalissima giornata, una parola nuova? Inconsueta, fuori dalla portata di tutti i giorni. Oppure, vi è mai capitato di trovare, all'improvviso, tanto bella una parola, anche se la si conosce da tempo? Per via del suono che emette quando lascia le labbra, ma anche solo per l'impatto che ha sulla nostra immaginazione. A me sì. Ho deciso che, di tanto in tanto, se possibile una volta alla settimana, scriverò di un vocabolo nuovo, o talmente bello da doverne parlare.  Come inaugurare questa nuova rubrica, se non con una delle parole più belle che la lingua italiana possiede, ma al tempo stesso, ahinoi , dimentica? * meritocrazìa s. f. [dall’ingl. meritocracy, comp. del lat. meritum «merito» e -cracy «-crazia»]. – Concezione della società in base alla quale le responsabilità direttive, e spec. le cariche pubbliche, dovrebbero essere affidate ai più meritevoli, ossia a coloro che mostrano di possedere in maggior misura in...

"Qui i bambini non sono graditi". Italia, 2014.

Giusto ieri si è celebrata la "Giornata della memoria", un giorno probabilmente tra i più strumentalizzati dell'anno.  Non voglio parlare di questo, anche perché non ne sarei capace. Ma la notizia di oggi mi fa riflettere, mi viene in mente quello slogan antisemita terribile "qui gli ebrei non sono graditi" e provo a pensare a quale progresso abbiamo assistito, civile, umano. Insomma un paese che tenta disperatamente/sfacciatamente di sensibilizzare l'intera popolazione, con le varie iniziative legate alla "memoria", mi appende, contemporaneamente, un cartello davanti a un ristorante, che vieti l'ingresso ai bambini. Ma come? A Brescia un ristorante vieta l'ingresso ai bambini al di sotto dei 10 anni e dopo le 21.  " È una regola che abbiamo adottato 7 anni fa e i nostri clienti sono felici così, quelli a cui non piace possono andare da qualche altra parte ". Complimenti al titolare del locale che a quanto pare ...

Quando il talento diventa passione

Questa mattina mi sono svegliata pensando a questa cosa. Cioè a quanti abbiano scelto di fare del proprio talento, la propria passione. Ed è una cosa terribile a pensarci. Nessuno dovrebbe mai farlo. Eppure capita sempre più spesso. Soprattutto oggi, in un paese incapace di metterti nella condizione di scegliere. O meglio, scegliere ha senso quando si hanno alternative. E se le alternative non ci sono? Mi vengono in mente le parole di Davide a Giovanna, nel film La finestra di fronte . Un regista che nemmeno amo particolarmente. E' strano, ma è così. Il discorso sulle scelte che facciamo ultimamente mi attanaglia. Possibile che non sappiamo renderci conto di quanto la nostra vita dipenda dalle scelte che facciamo? Forse lo sappiamo sempre, ma ci spaventa la consapevolezza di questo dono/responsabilità. Il più delle volte ce la prendiamo con il destino che sceglie per noi, senza chiedere il permesso. Continuiamo a sognare e restiamo immobili, sperando che è così che si re...

Mi dimetto e ballo! (USA) - Se mi assumi, io, ti rinnovo il Notre Dame de Paris...(ITALIA)

Come mia abitudine vuole, il risveglio mediatico e giornalistico che inaugura le giornate, porta la firma di Massimo Gramellini. Non perché sia io una lettrice fedele del quotidiano La Stampa, in realtà non sono fedele a nessuna testata nello specifico. Vado un po' dove mi porta l'istinto e poi, diciamo che attraverso i social, sarà capitato un po' a tutti di approdare ai più assurdi e impensabili siti di informazione e quant'altro il mondo della rete abbia da offrire. Insomma la mia mattina riceve e ricambia il  Buongiorno di Gramellini . Quello di oggi è all'insegna della "libertà", almeno così vorrebbe che si leggesse, l'autore del Buongiorno. In effetti c'è un nuvolone che fa scendere un senso di libertà stamattina, vedendo questa ragazza autofilmatasi a ritmo di musica, mentre lascia definitivamente il proprio ufficio. Libertà se pensiamo e vediamo una giovane, probabilmente molto creativa, disinibita e pronta ad improvvisarsi b...

Storie di un'Italia moderna - "Colloquio in Svizzera".

Carissimi lettori, annuncio anche qui, come fatto in precedenza sulla pagina facebook,  l'avvio ufficiale della nuova rubrica di CriticissimaMente . La realtà della crisi nel nostro paese, è un fattore troppo importante da poter sottovalutare, noi qui parliamo fondamentalmente di Cinema, di Arte. Oggi come non mai però, mi sento in dovere di fare qualcosa, anche solo dare voce a chi vorrebbe raccontare la propria storia. Per discutere insieme, confrontarci e magari sostenerci a vicenda. Vi invito pertanto a scrivermi, se volete, all'indirizzo di posta (appena nato) del blog redazione.criticissimamente@gmail.com Il nome della rubrica è " Storie di un'Italia moderna ".  Ciao, non ha niente a che fare con il cinema, spero non sia un problema....ma volevo approfittare di questa occasione per sfogarmi!  Sono laureata in Architettura con tanto di Master, mi sono occupata di allestimenti, vetrine ecc....e ora mi trovo a fare la barista....  Mando tantissimi...

"Se ti laurei non vali". Le storie di un'Italia moderna.

Finisce sempre così, ci si ritrova a scrivere per sopravvivere, per legittimare quasi, la propria esistenza. Per giustificare agli altri questo disagio eterno col mondo intero. Disagio poi, chi può dirlo? Diventa sempre più complicato stabilire "chi" è inadeguato in questo gioco a più parti, oppure due. Tu e il mondo. A un certo punto ti ritrovi a metabolizzare storie tanto assurde quanto reali. E ripensando a tutte queste storie poi ti rendi conto che non hai molte alternative. Nel senso che, puoi permettere che queste ti annientino completamente, che ti buttino a terra, e amen. Oppure puoi prenderle, raccontarle ed esorcizzare tutto ciò che di inverosimile e vomitevole esse rappresentino. La situazione ovviamente si complica, dal momento in cui il soggetto in questione sei "tu". Non parli in terza persona, racconti quello che ti capita, che ti affligge e che ti fa incazzare, soprattutto. Oggi, è una giornata come tante o forse no. Ma è di sicuro una di quelle...