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Visualizzazione dei post con l'etichetta riflessioni

Quel mostro di me

Certi giorni mi vanno stretti, ci sto dentro a metà. Altri mi sembrano grandi come l'oceano. Sguazzo, mi perdo, sto serena. Scrivere Madrepàtria - Racconti dell'umana sorte ha significato molto per me.  Fin dal principio ho capito che quello, era il mio modo di esorcizzare i mostri più radicati nell'anima. Forse scrivere è davvero un atto terapeutico ancor prima che creativo. Ma certi mostri non li puoi cacciare via definitivamente, devi imparare a conviverci.  Questi racconti hanno avuto la forza di tenerli lontano da me, quei mostri, almeno per un po'. Di guardarli con scherno, prima da dentro e poi a distanza di sicurezza. Ma quali sono davvero questi mostri? Cos'è che sto allontanando? Ho paura che si tratti di me.  Di un ruolo sbagliato (così dicono), che ho rincorso a fatica, che poi ho cambiato, che poi ho abbandonato. Mi adatto continuamente, e continuamente non mi ritrovo. Scrivo, metto da parte, allontano i mostri, allont...

"Voi avete gli orologi, noi abbiamo il tempo"

I Rolling Stones cantavano " Time is on my side ", il tempo è dalla mia parte, quando avevano vent'anni. E cantano ancora. Un antico proverbio afgano dice: " Voi avete gli orologi, noi abbiamo il tempo ", un motto contro la frenesia occidentale. Qualche capello bianco insegnerà anche a noi a ridurre la velocità e a investire nella saggezza. La prossima puntata sta per iniziare. Così Federico Rampini  introduce il lettore al suo " Voi avete gli orologi, noi abbiamo il tempo ", un libro che sembrerebbe più una scossa che porti a riflettere, "un manifesto generazionale per non rinunciare al futuro". Il titolo del libro (che leggerò a breve) si rifà a un motto afghano, e non cambia di una virgola, è esattamente così. Pensare che noi occidentali abbiamo tutto a disposizione, abbiamo la supermega tecnologia e una percentuale di successo che potrebbe (e non lo fa), garantire la migliore delle vite possibili, a chiunque. Facciamo passi da...

"L'onestità", l'evoluzione di un concetto perduto.

È pericoloso, data la facilità con cui si sbaglia, vivere puntando solo sull'onestà .  Questo è quanto sosteneva Tito Livio , voce storica di quella Ab Urbe condita che scandì gli anni della fondazione della città eterna in libri, o annali. Certo oggi è difficile agguantare con tanta lungimiranza e lucidità ,un concetto così complesso come quello dell' onestà . Oggi probabilmente si pensa all'onestà e ci si sente onesti fino al midollo quando con attenzione correggiamo la cassiera del supermercato, magari dopo aver visto che la poveretta, aveva sbagliato a fare i conti con il nostro resto. Oppure capita di sentirsi piccoli paladini dell'onestà, quando vediamo cadere qualcosa dalla tasca di un passante, se il malcapitato poi ha una certa età la nostra autostima cresce a dismisura, sì ammettiamolo. Ci sentiamo piccoli eroi per caso in queste occasioni... Però al di là delle nostre piccole imprese, più o meno normali, esiste davvero qualcosa che sappia rinno...

Non è al momento raggiungibile...

Carissimi amici e carissime amiche, come avrete notato in questi ultimi giorni, la mia presenza su queste pagine è abbastanza scarsina. Un po' colpa del caldo, l'estate rimane ancora una delle mie stagioni maledette. Un po' perché mi sto dando da fare, in altro modo, per arrotondare le "entrate". Mi sono specializzata nell'arte del fai da te (e non pensate male mi raccomando), anzi chiunque volesse saperne di più, mi contatti in privato... Ma, a parte questo mettiamoci pure (e soprattutto) che la scuola è finita...ecco. La mattina come mio solito, non appena il grande dei miei due maschietti andava a scuola, io avevo quel pezzetto di tempo per me. Per scrivere, anche perché uno è meglio "gestibile" di due, e nonostante i suoi svariati tentativi di manomettere il pc, sono sempre riuscita a portare a termine la mia "missione". In questi giorni caldi e caotici mi sembra di aver sconnesso i contatti con il mondo reale e non. Mi sembr...