Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta carlo verdone

Sotto una buona stella

    Dopo aver raccontato fallimenti e peripezie varie, dei tre coinquilini "per caso" in Posti in piedi in paradiso , Carlo Verdone torna con fare tragicomico, all'interno delle mura domestiche. Questa però è una famiglia abbiente, Federico Picchioni ha tutto ciò che gli serve. Una bella casa, soldi, una donna affascinante...finché la vita non decide di metterlo duramente alla prova.   E per un uomo si sa, la prova più dura è quella della paternità. Così Federico si ritrova i suoi due figli in casa, vent'anni e voglia di fare pari a zero. D'altronde nessuno poteva immaginare un evento tragico, come la morte della madre di Lia e Nicolò, nessuno. Tantomeno Federico... Fare il padre all'improvviso con l'aggravante di un lavoro perso e una reputazione in pericolo. E la bella donna...be' anche lei, quando le cose si mettono male si fa prima a fare le valigie. Così è stato.   Da solo con due figli che non riesce a comprendere né a domar...

L'ultimo saluto a Angelo Bernabucci - Il compagno di scuola "teribbile".

Per una ragazzina cresciuta tra Garbatella e Cinecittà, è praticamente impossibile evitare il colpo. Se ne va uno più noti caratteristi del cinema italiano degli anni '80 e '90, Angelo Bernabucci . Degli anni '90 ricordo soprattutto la gioia e la leggerezza che contraddistinguevano quei film visti la domenica. Dalle risate in casa, divenute più belle e numerose con l'arrivo di mio fratello, si passa poi a quelle più spavalde, insieme agli amici sulle panchine dei giardinetti nel parco Serafini, quando ancora quel posto custodiva i nostri sogni. Per me quell'uomo dalla voce roca e smisurata, era semplicemente il "Teribbile". Non lo avevo mai pensato e conosciuto con un nome proprio di persona, un nome vero insomma. Bernabucci era il comico guidato dalla propria natura, era quel che era e non credo avesse mai avuto bisogno di studiare una parte. Me lo ricordo per tutte le battute che poi a scuola e in casa, tornavano a colorare le conversazioni di ...

In viaggio con papà

Non so dire con precisione cosa accada, quando sentiamo all'improvviso il bisogno di tornare su certi film. Forse avrà aiutato in questo senso il giochino di ieri, per il quale ho ripercorso in una mezza giornata, i film della mia vita, dal 1985 ad oggi. Il film di cui vorrei parlare oggi però in quella lista non c'è, causa "incongruenze anagrafiche". E' del 1982 In viaggio con papà , uno dei quasi venti titoli che videro Alberto Sordi , non solo come interprete della commedia italiana, ma anche sceneggiatore e regista. Perché tornare su questo film, vi starete domandando...per me è molto più semplice di quanto possa sembrare. Due nomi, impressi e marchiati col fuoco nella mia vita, sommati a un pezzo di storia cinematografica e personale che segna il cosiddetto, fatidico, passaggio generazionale. Sì, è vero, nel 1982 dovevo ancora nascere, ma la prima significativa prova della riuscita del film risiede proprio qui. Quando vidi In viaggio con papà, ...

La grande bellezza

Sarà che prima di addormentarmi guardo il soffitto, e cerco il mare... E' stato il primo pensiero esploso in me, ancor prima di abbandonare la sala. L'immagine di quel mare visto con gli occhi, l'immaginazione, di Jep Gambardella e quel rumore inconfondibile, netto. La sola certezza nei momenti più vaghi del protagonista così come dello spettatore. Quasi a voler dire che nel caos più devastante e disorientante, quel rumore lì, sia l'unico appiglio. L'unico modo possibile per tornare in superficie. Ed è così anche per Jep, uno scrittore, giornalista, critico e acuto osservatore disilluso, uno dei padroni della mondanità romana, delle feste in terrazza e dei salotti esclusivi della Roma più grottesca. Jep / Toni Servillo , autore di un unico romanzo, L'apparato umano , si dichiara uomo deludente e ambizioso. Ormai sessantacinquenne capisce che non può più perdere tempo con cose che non vuole fare. La sequenza che lo vede abbandonare la camera da letto ...

Borotalco, fotoromanzo timido e smargiasso degli anni '80.

Gli anni '80...che meraviglia e quanto rammarico per non averli vissuti davvero. Ci penso sempre, e l'idea di immaginare la mia vita proprio in quegli anni mi fa sognare tutto ciò che purtroppo, per me, resterà solamente l'età dei miti, contraddistinta dal sapore della scoperta; nascono i cd negli anni '80 e la gente andava al cinema a vedere The Blues Brothers , oppure Blade Runner , Shining o il Batman di Burton ... Anche in casa nostra però, quegli anni hanno segnato una delle epoche più belle che si ricordi. Ognuno ha i propri miti, parliamo di cinema in questo caso e con questa parola "mito" io mi riferisco a tutto ciò che ha accompagnato la nostra infanzia e ci ha visti crescere. A Roma solitamente quando si parla di miti cinematografici, si pensa a loro:  Alberto Sordi e Carlo Verdone . Oggi voglio parlare di Carlo però, di uno dei film più riusciti del regista e attore romano, Borotalco . Questo film esce nel 1982, è il terzo lungometraggi...

Posti in piedi in paradiso

Qualcuno amava definire la commedia, quella italiana, come un genere in grado di trattare e raccontare con ironia, delle storie drammatiche. Quell'uomo si chiamava Mario Monicelli... Non è mai facile parlare di un film che vuole appartenere a quel filone, radioso e così terribilmente compianto, che ha fatto del nostro cinema un assoluto protagonista. Quando si pensa alla Commedia all'italiana si torna a ripercorrere quello splendido "scorcio" che si svela sul finire degli anni '50 e si rimargina pian piano negli anni '80. Dopo i grandi Mario Monicelli , Pietro Germi , Luigi Comencini , Antonio Pietrangeli , Luciano Salce , Luigi Zampa e altri non meno importanti, questo genere è andato lentamente a "morire" insieme ai loro "padri". Così, oggi, nel mezzo di questa incomprensibile e triste spirale di nulla e volgarità, fatta di Cinepanettoni e obbrobri senza stagioni, c'è qualcuno che riesce ancora a risollevare le attese di pubbli...

Sogno di una notte di mezza estate "romana"...

Quando penso alla mia città mi vengono in mente infiniti fotogrammi che raccontano una storia, la più bella che un libro, oppure i nostri nonni, sappiano raccontare. E tra le gesta e le rivoluzioni degli uomini che hanno fatto di Roma la città dalla "trimillenaria" bellezza, vi è qualcosa di magico, qualcosa che ai miei occhi appare come un mondo "altro", fatto di sogni e di celluloide, un sogno chiamato CINEMA... A rendere Roma una vera e propria "icona" cinematografica sono stati i grandi registi che con la loro macchina da presa e le loro idee hanno pensato bene di fare di questa grande città il set più bello. Pensiamo a Roma e subito salta alla mente il volto della Ekberg tra gli schizzi e il fascino architettonico della Fontana di Trevi, nel capolavoro degli anni '60 realizzato da Federico Fellini , La dolce vita . Oppure l'espressione spensierata e romantica di Gregory Peck su quella vespa, protagonista delle più celebri " Vacan...