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Visualizzazione dei post con l'etichetta sean penn

I sogni segreti di Walter Mitty

Si è parlato di Forrest Gump , di un uomo "strano" che si incanta a fantasticare sulla propria vita. Di un viaggio alla ricerca di sé stessi, dell'incapacità di prendere iniziativa e buttarsi nell'avventura. Di quanto sia importante il contatto con la natura, con quanto il mondo ci metta a disposizione, di tangibile, respirabile. Ben Stiller in questa sua quinta prova da regista, si adopera realizzando il remake di quel Sogni proibiti del 1974, diretto da Norman Z. McLeod . Lì avevamo nel ruolo di Walter Mitty , l'attore  Danny Kaye . Venne fatto il nome di Jim Carrey , poi quello di Owen Wilson e Sacha Baron Cohen per il ruolo da protagonista, un'avventura legata alla produzione di questo film, piena di colpi di scena e ripensamenti vari. Alla fine, nell'aprile 2011, viene fatto il nome di Ben Stiller, che lo avrebbe visto nel doppio ruolo di attore e regista.  V-J Day in Times Square, la foto di Alfred Eisenstaedt, pubblicata su Life...

This must be the place

Da una  Croisette  all'altra. E' così che  Paolo Sorrentino  passa per i  Festival di Cannes  proponendo, uno dopo l'altro, due film che danno al regista napoletano l'ufficiale conferma nel panorama cinematografico "mondiale". Nel 2008 fu la volta de  Il Divo , la biografia drammatica resa memorabile dall'interpretazione di  Toni Servillo , nei panni del senatore a vita,  Giulio Andreotti . Numerosi i riconoscimenti sia in Italia che all'estero,  Premio della giuria  a Cannes,  7 David di Donatello  e una nomination agli  Oscar 2010  per il Miglior Trucco. Pensare che proprio lì, tra la  Giuria di Cannes  (2008) il destino volle mettere come Presidente lo stesso  Sean Penn  che nel 2011, diede il "benestare" al primo film "all'Estero" di Sorrentino.  This must be the place  è il quinto lungometraggio del regista campano, un regista che ha già convinto pubblico e critic...

De Niro e Penn, "un compleanno per due"

Due stelle nate sotto lo stesso cielo, o quasi. A dividerli 17 anni di differenza, classe 1943 Robert De Niro , classe 1960 Sean Penn . Non ho mai dedicato un vero articolo per occasioni del genere, però qui ci sono in ballo due pezzi da "90", due attori che amo fin da bambina due uomini che da soli sarebbero bastati a farmi innamorare del cinema. Dico questo perché il primo reale colpo di fulmine, chiamiamolo così, che ebbi davanti allo schermo, fu proprio con De Niro , quando sulle note di Ennio Morricone lo vidi ripercorrere quel suo splendido viaggio nella memoria diretto magistralmente da Sergio Leone . Ero una bambina si, ma in quel momento mi si aprì un nuovo mondo...e io iniziai a seguire quell'uomo e con lui tutti quei personaggi che "calzava a pennello", sempre. Mi affascinava vedere quest'uomo passare da ruoli così drammatici ( Risvegli è stato uno dei più commoventi per quel che mi riguarda), a volte anche inquietanti ( Cape Fear su tutti)...