Il cinema italiano ultimamente sta regalando piacevoli sorprese. Almeno, per chi scrive su queste pagine, di esempi felici a confermare quanto appena detto, ce ne sono. A partire dal giovane Edoardo Leo , di cui ho sempre parlato con lo stesso entusiasmo (vedi Buongiorno papà e l'ultimo Noi e la Giulia ), fino ad arrivare al nome di colui che non è più un Cesarone da fiction all'italiana. Fiction con poche pretese, se non quella di intrattenere la famiglia tipo, quattro risate con tanto di intoppi propri della routine domestica. Dal piccolo schermo e dalla famiglia allargata, Claudio Amendola debutta e compie un passo decisivo. La regia di una commedia piuttosto amara, disegnata su un foglio ruvido che emana ironia, coraggio e speranza in tempo di crisi. La crisi di un paese intero, e di uomini semplici. Sognatori ostinati, magari un po' scemi, ma di sicuro necessari. Perché se dobbiamo mantenere quel tanto di sale in zucca che sappia farc...
Storia di un avverbio ostinato