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Visualizzazione dei post con l'etichetta lavoro

Cara Galatea, io non ce l'ho con te perché hai il posto fisso.

        Questa mattina mi imbatto in un articolo molto accattivante, a partire dal titolo. Prendete accattivante con tutte le possibili interpretazioni del caso, e provate a comprendere le mie ragioni. L'articolo recita così: " Elogio del posto fisso (e di chi ce l'ha) " Ok. Sono curiosa e vado a leggere. L'autrice è una certa Mariangela Galatea Vaglio . Non la conosco. Il blog si intitola Il mondo di Galatea, e a giudicare dalla home si direbbe che l'autrice è anche una scrittrice. Bene. Cara Galatea, ho letto con molta passione il tuo pezzo, ma devo dirti con tutta umiltà che alcuni passaggi, mi hanno lasciata davvero interdetta. E non parlo da critico, parlo da donna italiana precaria. Potrei dire anche disoccupata, ma un po' me ne vergogno. Anch'io scrivo. Non ti dico che sono una giornalista freelance perché da quel poco che ho intuito, a voi che avete il posto fisso, dà un tantinello fastidio. Vero? Ecco, partiamo da ques...

Il conto salato dell'ignoranza

  Ricorderò sempre le parole della spilungona della classe, quella con le tette grosse e i capelli lunghi. Quel fare altezzoso di chi cammina a due metri da terra, convinto di sputare su tutto e tutti e non inciampare mai.   Era la mattina degli orali, l'ultima prova della maturità. Il futuro sulla bocca di tutti, il mio invece cresceva silenzioso, nella mia testa, in mezzo alle lacrime di un pianto isterico, liberatorio. " È finita - dicevo a me stessa.  È finita davvero". Dentro quella scuola, sbagliata e illuminante, ho seminato il mio futuro. Ho iniziato a farlo senza rendermene conto, senza prevedere nulla. Il mio professore di Lettere che diceva "Valentì, zitta e scrivi!", io che lo guardavo e già sapevo che non avrei potuto dirgli "grazie" abbastanza. In quella scuola sbagliata, fatta di derivate e sistemi, circuiti complessi e linguaggi alfanumerici, io ho trovato me stessa.   Già, quella morta di fame che si permette ...

Curriculum Vitae

        I datori di lavoro in Italia, si dimostrano da subito interessati al tuo curriculum. Eccerto . Come potrebbe essere altrimenti? "Caspita! Questa tizia si è data da fare, addirittura una laurea in Lettere".   I datori di lavoro in Italia, si affrettano a sbirciare quella data e cominciano a muovere le dita contando gli anni. Le muovono e ci giocano, si toccano il mento, fanno finta di pensare e poi...   Valentina Orsini, nata a Roma il 10/08/1985. ----FEMMINA----. Mmm, 85 + 20 e arriviamo al 2005. Aggiungi 10 e quant'è che fa? TRENTA.   Be' inizia ad essere vecchiotta. Sì ok, sarà pure qualificata ma...con quella laurea magari ha pretese troppo alte e l'azienda non può permettersela...   Ci ragionano, ci provano poverini, fanno del loro meglio. E poi dì pure che ti chiamano. Cioè chiamano te, la vecchiotta laureata con strane e ipotetiche "alte" pretese. Ti chiamano, e la telefonata di lavoro tip...

Di Peppa Pig e altre storie - La Signora Coniglio

    Dopo giorni di ingiustificata e ingiustificabile (nonché inspiegabile) assenza, torno a riempire queste pagine. Meglio o peggio, chi lo sa... Periodi strani, ho provato a scriverne tempo fa e molti di voi hanno compreso il momento senza nemmeno chiedersi: "che fine ha fatto Olivia Pope - ehm, scusate, Valentina Orsini?". Bene, torniamo a scrivere e proviamo a dare un senso a questo mercoledì piovoso. Ah, io aaamo il mercoledì!   La rubrica Di Peppa Pig e altre storie è stato un inspiegabile e clamoroso successo, tanto da ritrovarmela costantemente in vetta nella classifica degli articoli più letti e di conseguenza - deduco/immagino, amati da voi lettori. Così ho pensato di tornare a scrivere proprio con lei (ti piace vincere facile?), non so, è che la mia vita da blogger a volte si inceppa, ma la mia vita da mamma continua, scorre nonostante gli imprevisti come un fiume in piena, che non conosce ostacoli e inonda tutto ciò che trova. Ebbene vita da mam...

Workers - Pronti a tutto

Giusto qualche giorno fa, lamentavo i pochissimi film visti in questo ultimo periodo. Presa soprattutto da un amore ritrovato per i libri e un'esigenza che, a quanto pare, non mi ha mai abbandonata. E come spesso accade, quando si ha poco tempo per starsene comodi e spaparacchiati sul divano, lo si spreca all'insegna delle nostre peggiori decisioni prese davanti alla tv. Una sera in cui la calura estiva sembra darti un pizzico di ossigeno e di speranza, tu che fai? Vedi Workers - Pronti a tutto . Ma siamo davvero pronti a tutto? Certo che no! Premetto che la visione del film, ha fatto sì che io lasciassi sul comodino Cent'anni di solitudine , immaginate i numerosissimi mea culpa sopraggiunti...che ve lo dico a fare. Però a volte ci sta che tu veda un film leggero, poco impegnativo e niente affatto promettente. No? Lorenzo Vignolo è un regista italiano classe 1973, il quale ha alle spalle una fruttuosa carriera nel mondo dei videoclip musical...

I rapporti umani vestono bene

Dopo questo primo mese passato a lavorare in un negozio, posso dire di aver capito tante cose.  Ho capito di non avere l'indole della venditrice incallita, che ti sorride e ti sòla. Quella che ti chiede se " serve aiuto? " solo per agguantare il premio vendita, con un fiero e sentito " porto in cassa ?". No, sia mai io non sono capace. Io sono quella che al massimo ti passa accanto e ti sorride, e si aspetta che sia tu, a chiedere aiuto. Io sono là tanto mica scappo. Sono la tipica commessa che preferisce sistemare, magari a volte mettersi da una parte del negozio dove non passa nessuno, e pensare un po' a cosa accade fuori. Se piove, se c'è il sole, a cosa fare per cena... Sono molto probabilmente ciò che una commessa ideale non dovrebbe essere. Però quant'è bello vedere una signora che ritorna, e chiede di te. Quella che insieme al marito, nel tempo passato insieme a scegliere una tuta, aveva raccontato a me un po' della sua vita. De...

Cambiamenti

Non so se qualche filosofo/pensatore lo abbia già detto prima di me, sicuro. Ma credo che la stoffa di ogni essere umano, che sia uomo o animale, si possa valutare dalla sua capacità di "adattarsi" ai cambiamenti. Io, come credo molti di noi, sto iniziando a convivere con un'altra me. Da un mese a questa parte la mia vita è cambiata, nulla di sconvolgente. Beh potrebbe esserlo, visto che ho trovato lavoro e oggi, a dirla con disinvoltura questa frase, potrebbe fare un certo effetto. Perché il commento più naturale si sa qual è. "Oddio lavori? Cioè ti pagano?". Ebbene, sì. Era questo che mancava nella mia vita, nonostante io avessi tante cose da fare e tutte preziose per me. Per andare avanti, e l'ho capito in questi anni, bisogna avere motivi che vadano al di là di tutto ciò che serve per "campare". Non siamo stupidi, è chiaro che bisogna prima campare e poi, se possiamo, alleggerire il tutto con qualcosa che sappia farci scappare all...

Inizio domani.

No, non è il titolo di un film e non è nemmeno di un libro che voglio parlarvi oggi.  Questo è forse uno dei post più importanti che appariranno su queste pagine. Un pezzo di me e della mia vita che si mescola all'amore per il cinema e a tutte queste recensioni e news che ci hanno fatto discutere, scontrare. Perché quello di domani è un inizio che mi vede come una donna che lavora e non immaginate (anzi immaginate eccome) quanta gioia e soddisfazione ci sia, in queste due parole. Non ho firmato nulla che duri in eterno e non ho certezze che vadano a tempo indeterminato. Ma voglio godermi comunque questo attimo che riempie un vuoto che mi corrode da dentro, da troppo tempo. Per placare almeno la rabbia e nascondere la delusione e l'odio per un paese che sembra non dare speranza a nessuno ormai. Ecco, questa sensazione volevo condividerla con voi. Volevo fissare questo momento ripensando alle parole del direttore mentre leggeva il mio curriculum. " No. Vabbè. Ma...

Siamo Choosy. Siamo bamboccioni. Siamo "inoccupabili".

Cari " ciovani ", questo articolo è rivolto a voi... Ragazzi andiamo male, molto male. Possibile mai che al giorno d'oggi, io ancora debba sentire che l'Italia sia un paese di capre analfabete? E' chiaro poi che il povero Giovannini rimanga basito e non trattenga l'interminabile turbamento. Pensate a cosa avrà patito il nostro caro ministro del lavoro, nel momento in cui scrutava timidamente i dati Ocse . A seguire poi, il fatale verdetto.  Inutile stare qui a discutere o a tentare di salvarci con la storiella della nonna che ci ha lasciato l'altro ieri, no. Quella funzionava qualche decennio fa. Oggi la realtà del nostro paese ci vede sul banco degli imputati (ci = noi giovani) senza possibilità di salvezza. Siamo colpevoli!!! Ultimi (o quasi) per scarse competenze linguistiche e matematiche, e non lo dico io, lo dice l'Ocse. ( Ma cos'è sta Ocse? ) E' l'organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, comprende ...

Mi dimetto e ballo! (USA) - Se mi assumi, io, ti rinnovo il Notre Dame de Paris...(ITALIA)

Come mia abitudine vuole, il risveglio mediatico e giornalistico che inaugura le giornate, porta la firma di Massimo Gramellini. Non perché sia io una lettrice fedele del quotidiano La Stampa, in realtà non sono fedele a nessuna testata nello specifico. Vado un po' dove mi porta l'istinto e poi, diciamo che attraverso i social, sarà capitato un po' a tutti di approdare ai più assurdi e impensabili siti di informazione e quant'altro il mondo della rete abbia da offrire. Insomma la mia mattina riceve e ricambia il  Buongiorno di Gramellini . Quello di oggi è all'insegna della "libertà", almeno così vorrebbe che si leggesse, l'autore del Buongiorno. In effetti c'è un nuvolone che fa scendere un senso di libertà stamattina, vedendo questa ragazza autofilmatasi a ritmo di musica, mentre lascia definitivamente il proprio ufficio. Libertà se pensiamo e vediamo una giovane, probabilmente molto creativa, disinibita e pronta ad improvvisarsi b...

Storie di un'Italia moderna - "Colloquio in Svizzera".

Carissimi lettori, annuncio anche qui, come fatto in precedenza sulla pagina facebook,  l'avvio ufficiale della nuova rubrica di CriticissimaMente . La realtà della crisi nel nostro paese, è un fattore troppo importante da poter sottovalutare, noi qui parliamo fondamentalmente di Cinema, di Arte. Oggi come non mai però, mi sento in dovere di fare qualcosa, anche solo dare voce a chi vorrebbe raccontare la propria storia. Per discutere insieme, confrontarci e magari sostenerci a vicenda. Vi invito pertanto a scrivermi, se volete, all'indirizzo di posta (appena nato) del blog redazione.criticissimamente@gmail.com Il nome della rubrica è " Storie di un'Italia moderna ".  Ciao, non ha niente a che fare con il cinema, spero non sia un problema....ma volevo approfittare di questa occasione per sfogarmi!  Sono laureata in Architettura con tanto di Master, mi sono occupata di allestimenti, vetrine ecc....e ora mi trovo a fare la barista....  Mando tantissimi...

"Se ti laurei non vali". Le storie di un'Italia moderna.

Finisce sempre così, ci si ritrova a scrivere per sopravvivere, per legittimare quasi, la propria esistenza. Per giustificare agli altri questo disagio eterno col mondo intero. Disagio poi, chi può dirlo? Diventa sempre più complicato stabilire "chi" è inadeguato in questo gioco a più parti, oppure due. Tu e il mondo. A un certo punto ti ritrovi a metabolizzare storie tanto assurde quanto reali. E ripensando a tutte queste storie poi ti rendi conto che non hai molte alternative. Nel senso che, puoi permettere che queste ti annientino completamente, che ti buttino a terra, e amen. Oppure puoi prenderle, raccontarle ed esorcizzare tutto ciò che di inverosimile e vomitevole esse rappresentino. La situazione ovviamente si complica, dal momento in cui il soggetto in questione sei "tu". Non parli in terza persona, racconti quello che ti capita, che ti affligge e che ti fa incazzare, soprattutto. Oggi, è una giornata come tante o forse no. Ma è di sicuro una di quelle...