Ho sempre creduto che gli artisti, fossero tutti accomunati da una rara ambizione e da un'altrettanto rara paura del mondo, quello reale. Come una strana dicotomia che include paura e coraggio. Questo potrebbe spiegare perché io, ad esempio, pensavo a Dante (da bambina), e sapevo che in qualche modo quelle strane foglie d'alloro, dessero a lui, e a me che lo guardavo sulle più note raffigurazioni, una su tutte quella del Botticelli, una forza enorme. Come fa la ragnatela con Spider-Man, per intenderci. Un'arma più che un vezzo "fashion". Una bolla magica all'interno della quale egli si rifugiava. Questo facevano gli artisti, per me. Si ritagliavano un pezzo di mondo, e con esso provavano a spiegarsi quello vero. A volte trattandolo con cura, altre rinnegandolo con la veemenza del combattente, oppure con ironia e provocazione. In ognuno di questi casi, ciò che ne viene fuori, è quasi sempre un'opera d'Arte. Bella o brutta, che si capisca o ...
Storia di un avverbio ostinato