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Il rosso e il blu

Quando la macchina da presa entra nelle aule scolastiche, a me capita spesso di indossare occhi diversi. Mi capita ad esempio di ricominciare a guardare quegli alunni e quei professori, come se stessi ancora vivendo gli anni della scuola. I miei periodi difficili, quelli in cui il futuro si poteva ancora maneggiare con cura e fantasia, come si fa in cucina con la pasta di zucchero. A quei tempi, nonostante la paura di sbagliare spesso aveva la meglio sulla nostra sfrontatezza e tenacia, tutto ci appariva grande e ancora possibile. Era bello. Ecco perché tornare su quei banchi, talvolta è necessario. C'è sempre da imparare, recuperare qualche lezione persa, tornare a prendere appunti. E chi impara non è mai soltanto l'alunno, perché "imparare" deriva da uno scambio prezioso che esiste a partire da un numero mai inferiore a due. Questo immagino sia alla base del "credo" di ogni insegnante, almeno quelli che insegnano davvero. E un regista come G...

Viaggio sola - "Con io, con me e me stessa"

A differenza dei fratelli Ricky e Gianmarco, Maria Sole Tognazzi preferisce stare dietro la macchina da presa. Dopo la morte del padre inizia a testare le sue doti come assistente alla regia, a teatro. Girando poi videoclip, fino ad esordire come regista nel 1997, con il cortometraggio Non finisce qui . Nel 2003 arriva il primo lungometraggio, Passato prossimo , insieme al Nastro d'Argento alla regista esordiente. Come suggerisce il titolo, il film è un'opera che vive il presente con instancabile sguardo al passato. Una villa che funge da luogo/non luogo, vecchi amici che si ritrovano e si perdono continuamente, attraverso ricordi, flashback. Una prima prova da regista tutto sommato non male, anzi, rimane il film che ho apprezzato di più della Tognazzi. Ma torniamo al film di oggi, l'ultimo lavoro di Maria Sole Tognazzi, Viaggio Sola . Protagonista è un'ispettrice di alberghi, Irene/ Margherita Buy e già qui qualcuno potrebbe tremare e pensare:"Od...

Magnifica presenza

Per quanto uno si sforzi di rimanere piantato coi piedi saldi all'obiettività e alla difficile accettazione del fatto che, nel momento in cui ci mettiamo a scrivere, i gusti personali debbano restare fuori, l'impresa è piuttosto complicata. Non ci credo alla critica fiscale, quella che non fa nemmeno uno strappo alla regola. E poi perché regole...qui parliamo di Arte, e nella mia concezione di Arte tutto è concesso e niente è proibito. Premesso ciò (colei che scrive si deve pur tutelare in qualche modo, no?), parliamo dell'ultimo film di Ferzan Ozpetek , Magnifica presenza . Addirittura qui fioccano candidature e riconoscimenti da ogni dove, ben otto ai David di Donatello e nove ai Nastri d'argento . Ma gli elogi troppo ufficiosi a noi non convincono, io lo dico sempre...Come il film stesso, anche la storia di Pietro/ Elio Germano , è ambientata nel 2012. A far da sfondo la Roma di oggi, nello storico quartiere di Monteverde alto. Una casa da riassestare un ...