Non lasciatevi ingannare dal titolo, se potete non fatelo mai! Io cerco sempre di "andare a pescare" un significato diametralmente opposto a quanto potrebbe evocare il titolo di un libro. E se quello che ne viene fuori mi incuriosisce, allora vuol dire che potrebbe piacermi. Così è stato con il libro di Marcela Serrano , L'albergo delle donne tristi . Comprato prima di partire per la Calabria questa estate, messo in valigia insieme a Il libro dell'inquietudine di Pessoa . La mia famiglia e alcuni amici mi guardavano sbarrando gli occhi, alcuni facevano l'espressione preoccupata, di quelle che vorrebbero dire: "poveraccia, chissà com'è depressa". Ma la realtà è che chi si trova al di là del libro, e di quella copertina che ricorda molto le donne Tahitiane di Gauguin, non ha idea di cosa raccontino quelle pagine. Non è un libro per donne tristi, è un invito profondo e sincero, a riflettere sulle questioni più note e allo stesso tempo i...
Storia di un avverbio ostinato