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Visualizzazione dei post con l'etichetta christoph waltz

Big eyes - Visioni oltre lo schermo

    A distanza di vent'anni esatti, Tim Burton torna dietro la macchina da presa per dirigere un film biografico. Big Eyes narra la vera storia di Margaret Keane , pittrice degli anni '50-'60 e vittima di una delle più note frodi artistiche in campo pittorico.   Come nel 1994, anno di Ed Wood , la stesura del soggetto viene affidata alla coppia Scott Alexander e Lerry Karaszewsky. Dalle sfumature di un bianco e nero grottesco e nostalgico, Tim Burton sembra essersi molto allontanato, si dissolve dietro la macchina, con il solo e unico scopo di raccontare. Senza metterci del suo, forse non troppo, tanto che nessuno se ne accorge e a stento si direbbe che è un vero e proprio film del regista di Burbank. Dicono... Questo distacco, tuttavia, è necessario. Come spesso accade nel percorso di un artista, la visione del mondo che si vuole raccontare cambia, insieme a lui. E Burton è cambiato, lo hanno detto in tutte le salse, con fin troppa arroganza e ...

Django Unchained

Da qualche parte nel Texas... Siamo nel periodo che precede la Guerra Civile, nel profondo Sud degli Stati Uniti. Esattamente il luogo in cui, Quentin Tarantino , desidera da sempre, realizzare il "suo" Western.  Sulla testa dei fratelli Brittle c'è una grossa taglia. La stessa che, porterà a un fatidico incontro fra due uomini, dissimili nell'aspetto imposto dalla storia ma "fratelli" per le comuni cause e per le qualità, "inverosimilmente", umane. Certo, "umano", è un aggettivo che appare fin troppo stonato nel contesto del Django Unchained di Tarantino. Certo, ad uno sguardo superficiale, è la più palese delle osservazioni. Per la prima volta qualcuno "si prende la briga" di raccontare (a suo modo), una delle macchie più infamanti e dolorose che gravano su tutta l'America, quella della schiavitù . Un'istituzione legale (?) esistita nel Nordamerica fino al 1776 e proseguita prevalentemente negli stati del...

Golden Globe Awards. Tarantino, Spielberg? Siete stati nominati...

Si si, è vero, ne stanno parlando praticamente in ogni dove e in ogni modo di questi Golden Globe . Ragion per cui, anch'io, da buona blogger cinematografica quale sono (spero...), non posso sottrarmi a tale dovere. Ma ve la farò molto breve, prometto. Dico solamente che, sulla fiducia che solo uno come Tarantino può ispirarmi "al buio", sarei ben felice di vedere Django tra i premiati di questa 70esima edizione dei Globe . Poi, sarebbe bello vedere sul podio degli Award anche il buon Leo , credo se lo meriti un premio quest'uomo... Certo tra Chris Waltz e Phoenix è una bella sfida, io mi troverei in difficoltà. Spostandoci sulla componente musicale, nonostante la delusione per il film, vorrei si riconoscesse il merito alla splendida voce di Adele e al suo pezzo, che da solo ha fatto valere il biglietto dell'ultimo 007 . Un musicista che quest'anno mi è particolarmente a cuore è Desplat , quindi, tifo per lui. Poi che dire, ah, Frankenweenie, o...

Christoph Waltz nel sequel del film dedicato ai Muppet

E come si direbbe nel secondo tempo di una grande partita di calcio, esce Jason Segel e entra Christoph Waltz . Non appena certi della non presenza di Segel al nuovo progetto/sequel sui Muppet , il regista James Bobin e lo sceneggiatore Nicholas Stoller (insieme anche nel primo)   non hanno avuto dubbi su come rimediare al vuoto lasciato da Gary/Segel . Ebbene, la scelta ricade su uno degli attori più richiesti del momento, in attesa di vederlo nell'ultimo lavoro di Tarantino , Django Unchained , oppure in  Reykjavik di Mike Newell nelle vesti del Premio Nobel per la Pace Sovietico  Mihail Gorbačëv , siamo davvero curiosi di vedere come se la caverà a spalleggiare Kermit , la rana più famosa del mondo.  

Carnage. Polanski/Dio del massacro..."ti odio"!

Maledetto il giorno in cui io vidi Carnage ... E continuerò a maledirlo almeno finché l'autore di questa carneficina da camera non venga da me e mi chieda umilmente "perdono". Deve farsi perdonare tante cose il signor Polanski , forse "troppe", e tutte così maledettamente vere da contorcerti l'intestino e squinternarti la vita, perché è così che succede, quando te le trovi "spiattellate" in faccia senza preavviso. Mi hanno detto che Carnage rientra probabilmente a pieno nella cerchia di quei film accettati all'unanimità dalla critica e dal pubblico. Ma, vedete, a me piace prendere ogni cosa così come la vedo "io" e non come viene (o meno) accettata dal resto del mondo, critica compresa. Io credo che per ognuno di noi esista qualcosa capace di stravolgerci, in vari modi e misure. L' arte (anche se le immagini che si muovono sul grande schermo hanno, per quel che mi riguarda, sempre "la meglio"), è un po' come...