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Visualizzazione dei post con l'etichetta ferzan ozpetek

Allacciate le cinture

    Premetto di non amare Ferzan Özpetek , e lo dico un po' perché io adoro le premesse tirate lì così, in maniera brutale, schietta. E un po' perché voglio rendere pubblica la mia inaspettata reazione al film, il quale, ve lo devo dire: mi è piaciuto!   La prima conclusione tratta, a caldo, è stata questa: "non c'ho più il fisico per fare il critico". Poi ho provato a ricollegare le visioni precedenti, le stesse che, nell'arco di qualche anno, hanno definito un'idea più o meno generale a proposito della filmografia del regista. Ritengo da sempre, che un regista abbia tutta la libertà e il diritto di riempire lo schermo e la trama narrativa dei suoi film, servendosi di quegli stati d'animo che più gli appartengono. E per stati d'animo intendo un po' tutto ciò che anima e allo stesso tempo tormenta, un essere umano (non per forza un artista). Ma credo sia necessario calibrare un po' il tiro, e far sì che lo s...

Quando il talento diventa passione

Questa mattina mi sono svegliata pensando a questa cosa. Cioè a quanti abbiano scelto di fare del proprio talento, la propria passione. Ed è una cosa terribile a pensarci. Nessuno dovrebbe mai farlo. Eppure capita sempre più spesso. Soprattutto oggi, in un paese incapace di metterti nella condizione di scegliere. O meglio, scegliere ha senso quando si hanno alternative. E se le alternative non ci sono? Mi vengono in mente le parole di Davide a Giovanna, nel film La finestra di fronte . Un regista che nemmeno amo particolarmente. E' strano, ma è così. Il discorso sulle scelte che facciamo ultimamente mi attanaglia. Possibile che non sappiamo renderci conto di quanto la nostra vita dipenda dalle scelte che facciamo? Forse lo sappiamo sempre, ma ci spaventa la consapevolezza di questo dono/responsabilità. Il più delle volte ce la prendiamo con il destino che sceglie per noi, senza chiedere il permesso. Continuiamo a sognare e restiamo immobili, sperando che è così che si re...

Magnifica presenza

Per quanto uno si sforzi di rimanere piantato coi piedi saldi all'obiettività e alla difficile accettazione del fatto che, nel momento in cui ci mettiamo a scrivere, i gusti personali debbano restare fuori, l'impresa è piuttosto complicata. Non ci credo alla critica fiscale, quella che non fa nemmeno uno strappo alla regola. E poi perché regole...qui parliamo di Arte, e nella mia concezione di Arte tutto è concesso e niente è proibito. Premesso ciò (colei che scrive si deve pur tutelare in qualche modo, no?), parliamo dell'ultimo film di Ferzan Ozpetek , Magnifica presenza . Addirittura qui fioccano candidature e riconoscimenti da ogni dove, ben otto ai David di Donatello e nove ai Nastri d'argento . Ma gli elogi troppo ufficiosi a noi non convincono, io lo dico sempre...Come il film stesso, anche la storia di Pietro/ Elio Germano , è ambientata nel 2012. A far da sfondo la Roma di oggi, nello storico quartiere di Monteverde alto. Una casa da riassestare un ...