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Visualizzazione dei post con l'etichetta italia

Paura di essere donna

      Mia madre mi ha sempre detto che il rapporto con me, rispetto a quello con mio fratello, è stato vissuto in maniera diversa fin dal principio. Chi la capiva allora... ma oggi mi è tutto più chiaro. La battuta più frequente dei miei amici più cari mi fa tornare a quei discorsi strani di mia madre, a quelle sue prime confessioni ad alta voce, di donna e madre di una figlia. "Ma insomma quando la facciamo la femminuccia?"   Da madre di due figli maschi, non lo nego, il desiderio di una femmina si fa sentire. Ma a conti fatti c'è solo la paura di mettere al mondo una donna. Perché?   Perché se ci penso ho già mille paure per me. Non si tratta di immaginare una vita simile alla mia, di arrivare già al primo giorno complicato, al primo colloquio di lavoro, alle prime domande che suonano male "Ma lei è sposata? Ha figli?" Si tratta di guardare come progredisce male il mondo oggi, come si va avanti tornando indietro. Questa mattina ...

Scusate se esisto!

    Di recente il cinema italiano si fa guardare molto volentieri. Una premessa del tutto personale, ovvio, ma anche ad essere pignoli, rischieremmo un cartellino rosso per questo? Per aver pensato e detto che, degli ultimi cinquanta film italiani visti, forse tre o quattro ci hanno davvero delusi? Io dico di no, e mi bastano pochi nomi per avvalorare quanto detto. Be' non li dico perché detesto le classifiche e le liste in generale. Tanto lo sappiamo tutti, quali sono i nostri migliori registi. No?   Ad esempio a me Riccardo Milani non fa impazzire. Tutte le sue fiction non le ho mai guardate, al contrario, qualche film sì, e il solo che ricordi con vero piacere è Il posto dell'anima. Un dramma tutto italiano ambientato a Vasto, dedicato agli operai precari degli inizi del XXI secolo. Anche lì c'era una maestosa Paola Cortellesi , in un ruolo niente affatto comico. In Scusate se esisto! Paola Cortellesi si esibisce invece in una delle sue mai banali perfor...

1992, la serie - Sogni sporchi e falsi miti

    1992 mette in scena un pezzo di storia letta e vissuta. Oltre i libri di scuola intendo, quindi per le strade, in casa davanti alla tv durante l'ora di cena. La serie creata da Alessandro Fabbri, Ludovica Rampoldi, Stefano Sardo e partorita dalla mente di Stefano Accorsi, racconta il nostro Bel Paese proprio nel momento in cui si gettavano le basi - traballanti, corrotte, sporche, infette, sbagliate - del nostro futuro. Perché in fondo riguarda un po' tutti noi, generazione esplosa negli anni '90. Mentre noi esplodevamo infatti, l'Italia iniziava a perdere colpi, disseminando merda ovunque e mozzando di netto le nostre gambe.   Il pubblico più critico e accorto, certo non partiva con troppe pretese, visti i precedenti più che felici di Romanzo Criminale e Gomorra . Nell'accortezza e nel senso critico però, vi è sempre una vena meno lucida che porta gli occhi a guardare le cose in maniera meno distaccata e, di conseguenz...

La parola di oggi è "coerenza".

coerènza s. f. [dal lat. cohaerentia, der. di cohaerere; v. coerente]. – L’esser coerente, nel sign. proprio e fig., e nelle accezioni specifiche (per le quali, v. coerente): la c. delle parti nel tutto; c. d’idee; c. fra pensiero e azione; uomo di ammirevole c.; c. di organi, in botanica. In fisica, c. di un sistema di unità di misura, c. di radiazioni elettromagnetiche; c. temporale, c. spaziale, a seconda che ci si riferisca alla costanza della fase nel tempo oppure nello spazio; spazio di c. e tempo di c., espressioni in uso per indicare la lunghezza (lungo una direzione di propagazione) e l’intervallo di tempo di cui una radiazione si mantiene coerente. (Dal vocabolario Treccani ) Addirittura, se andate su Wikipedia e cercate "coerenza", vedrete una piccola lista fatta di voci che rimandano ai diversi campi in cui si muove la parola di oggi. Accanto a queste voci, è possibile aprire il link che, la nota enciclopedia del web, mette a disposizione. - pro...

Riflessioni di un'italiana media disillusa e incazzata, alla vigilia dell'ennesimo voto che...

...con buone probabilità, non cambierà un ciufolo di niente anche questa volta. Premetto che io non amo parlare di politica . Tuttavia, così come odio parlare di tumori e mali incurabili, prendo coscienza di un fatto imprescindibile: devo informarmi! È un mio diritto, un mio dovere e come tale, mi porta a riflettere spesso anche su questioni bizzarre e pallose , cose che eviterei tranquillamente, tipo campagne e dibattiti in tv. Nella travagliata e caotica ricerca di un'idea, giungo però quasi sempre a una conclusione. Provo a fare il punto della situazione, a valutare ogni singola " possibilità ", cercando l'alternativa, qualcosa che non somigli più a tutto ciò che è stato già visto, raccontato, sputtanato e dimenticato dai nostri cari vecchi politici. Bene. Allora, vedo vedo vedo... un pervertito pregiudicato ladrone con tanto di cerone. (scartato) Uno che prima dice una cosa e poi ne fa un'altra e quasi quasi mi si allea col pervertito ci...

Storie di un'Italia moderna - "Colloquio in Svizzera".

Carissimi lettori, annuncio anche qui, come fatto in precedenza sulla pagina facebook,  l'avvio ufficiale della nuova rubrica di CriticissimaMente . La realtà della crisi nel nostro paese, è un fattore troppo importante da poter sottovalutare, noi qui parliamo fondamentalmente di Cinema, di Arte. Oggi come non mai però, mi sento in dovere di fare qualcosa, anche solo dare voce a chi vorrebbe raccontare la propria storia. Per discutere insieme, confrontarci e magari sostenerci a vicenda. Vi invito pertanto a scrivermi, se volete, all'indirizzo di posta (appena nato) del blog redazione.criticissimamente@gmail.com Il nome della rubrica è " Storie di un'Italia moderna ".  Ciao, non ha niente a che fare con il cinema, spero non sia un problema....ma volevo approfittare di questa occasione per sfogarmi!  Sono laureata in Architettura con tanto di Master, mi sono occupata di allestimenti, vetrine ecc....e ora mi trovo a fare la barista....  Mando tantissimi...

"Se ti laurei non vali". Le storie di un'Italia moderna.

Finisce sempre così, ci si ritrova a scrivere per sopravvivere, per legittimare quasi, la propria esistenza. Per giustificare agli altri questo disagio eterno col mondo intero. Disagio poi, chi può dirlo? Diventa sempre più complicato stabilire "chi" è inadeguato in questo gioco a più parti, oppure due. Tu e il mondo. A un certo punto ti ritrovi a metabolizzare storie tanto assurde quanto reali. E ripensando a tutte queste storie poi ti rendi conto che non hai molte alternative. Nel senso che, puoi permettere che queste ti annientino completamente, che ti buttino a terra, e amen. Oppure puoi prenderle, raccontarle ed esorcizzare tutto ciò che di inverosimile e vomitevole esse rappresentino. La situazione ovviamente si complica, dal momento in cui il soggetto in questione sei "tu". Non parli in terza persona, racconti quello che ti capita, che ti affligge e che ti fa incazzare, soprattutto. Oggi, è una giornata come tante o forse no. Ma è di sicuro una di quelle...