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Visualizzazione dei post con l'etichetta marvel

Deadpool, l'antieroe che non fa per me

Grazie ai film Marvel ho capito due cose:  Il film è un sacco bello se fedele al fumetto. Il film è bello se il supereroe è un sacco cazzuto. Le tette di Scarlett Johansson. Le tette di Scarlett Johansson! Ok. Facciamo tre. Sapevo che Deadpool sarebbe stato un personaggio atipico, e che le parolacce e la violenza l'avrebbero fatta da padrone. Ma non sapevo che questa sua cifra stilistica e caratteriale mi avrebbe letteralmente urtato il sistema nervoso e anestetizzato il senso dell'umorismo e del bello. Guardare questo film è stato complicato, colpa mia o dell'idea di voler fare a tutti i costi un film su Wade Wilson (?) Ché diciamoci la verità, il successo di un film dipende pure dai dettagli che ci fanno stare incollati allo schermo e quelli che ci spingono in sala.  Nel mio caso né da uno né dall'altro. E poi ho visto Deadpool perché glielo dovevo alla Marvel, tutto qui. (Anche perché mio marito era una trottola assillante "Hai visto ...

Big Hero 6

    Con Big Hero 6 , la Disney si ispira per la prima volta a un fumetto Marvel. Una sfida che richiede coraggio e originalità, se solo si considera il precedente Frozen . Eppure, parliamo di questo 54° lungometraggio firmato Disney, come del "capolavoro dopo il capolavoro". Qualcosa che nessuno o forse pochi, si sarebbero aspettati.   E la risposta è semplice, come lo è perdersi nei colori accoglienti di una città surreale, che fonde i tratti d'Oriente e Occidente, San Fransokyo . Ci si perde poi nel dolore e nel tentativo di superarlo. Come accadde per Bambi o Il Re Leone (il più grande trauma cinematografico della mia vita!). L'amore fraterno e la forza di una famiglia semplice, e poi un operatore sanitario personale...   Disegnato con il solo e unico intento di commuovere chiunque, e vi sfido, uno ad uno, se doveste affermare il contrario. Baymax è la voglia di un abbraccio, la dolcezza che si sposta e si sente talvolta ingombrante, ep...

Ant-Man, piccolezza e dovizia

    Di Peyton Reed ricordo con piacere la commedia diretta nel 2008, Yes Man , che aveva come protagonista Jim Carrey , nei panni di Carl Allen. Mi affascinò l'idea di portare sullo schermo la storia vera dell'umorista inglese Danny Wallace , e poi quella cosa del sì incondizionato...   E ricordo Barbara Novak, interpretata da Renée Zellweger in Abbasso l'amore . Molto femminista, o femminile, come film. Mi piacque! Oggi parliamo di Peyton e della cosiddetta Fase Due dell'universo Marvel. Parliamo di Ant-Man .   Avevo pensato a questo titolo:"Ant-Man, piccolo ma grande", però mi sembrava banale. Tuttavia è ciò che penso, e provo a spiegarvi perché. Se penso ai numerosi film Marvel visti negli ultimi anni, penso a qualcosa di "gigantesco". Tipo bomba atomica sullo schermo, un'esplosione di action e comicità, di battute pregne di un fare gigionesco mai fastidioso eppure imponente. Penso a New York invasa dai Chitauri, a Hulk in...

The Amazing Spider-Man 2. "È complicato".

Vi siete mai chiesti quanto sia difficile recensire un C inecomic ? Io sì. In una scala da 1 a 10 direi che siamo sul "quasi" nove. Si cade ancora nel luogo comune, perché a molti evita gatte da pelare non indifferenti, che cataloga questi film come robetta destinata a super nerd incalliti. In alternativa, pappa buona per piccoli spettatori non proprio bambini, ma nemmeno tanto grandi.  Eppure a me continua ad affascinare in maniera sorprendente, questo universo tenuto in piedi da migliaia di fumetti, consumati nelle notti e nei giorni, dagli occhi affamati di appassionati di ogni parte del mondo. La prima cosa che faccio, appena visto un film Marvel (o derivati ), è una bella chiacchierata con gli amici nerd fidatissimi, quelli che, in poche parole, hanno letto di tutto e di più, di quel mondo. E quasi sempre, io ho la mia idea, e loro, una che è diametralmente opposta. Ma quante discussioni riescono a venir fuori da queste incongruenze critiche? Tante. Le migli...