Non è la storia di un naufragio, questa. La prima sorpresa risiede esattamente qui, perché tu inizi a leggere Oceano mare e ti aspetti che tutto parta dal disordine e dalla perdita di ogni contatto con la terra. Una zattera, uomini che tentano di vincere il mare. E invece no. " Sabbia a perdita d'occhio, tra le ultime colline e il mare - il mare - nell'aria fredda di un pomeriggio quasi passato, e benedetto dal vento che soffia sempre da nord. La spiaggia. E il mare ". Sembra quasi di sentire il vento che soffia, la sabbia che si sposta e ti immagini tutto ciò che è destinato a mutare insieme al tempo, e poi ad un tratto vedi il mare. Effettivamente lui non cambia. Non ci è dato sapere né quando né come sia nato, eppure è lì, e non invecchia, e non muore. Il mare. Scrivere di Oceano mare è piuttosto complicato, forse parlarne un po' meno. Ad alta voce, con le mani che disegnano strane forme nell'aria e di sicuro aiuterebbero gli occhi ...
Storia di un avverbio ostinato