Quasi quasi vi propino tutto ciò che mi scartano gli editori... Che dite? Aspetta però, Vale...tu ancora non hai scritto a nessuno, lo hai dimenticato? Fifona! Ok ok, quella è un'altra storia però. Lo farò. Giuro! Oggi vorrei proporvi il primo racconto del primissimo concorso a cui ho deciso di prender parte. Non è un racconto vero e proprio, o sì. In realtà è una lettera. A parlare è qualcuno, senza specificare chi. Destinatario...stessa cosa. Non specificato. Il mio intento era quello di rendere attraverso una lettera - il modo più diretto e sincero di entrare in contatto con l'altro e con sé stessi, a mio avviso - alcuni sentimenti universali. In particolare qui, si parla di nostalgia. E della fugacità dei rapporti. Soprattutto. Perché per quanto un rapporto abbia le migliori premesse e sembra immortale, è destinato comunque a spegnersi o, nella migliore delle ipotesi, a cambiare. *L'immagine che vedete è un olio su tela di M...
Storia di un avverbio ostinato