L'indecisione delle mezze stagioni rende incerta l'esistenza. Porta a dubitare di ogni cosa. A partire da ciò che indossiamo fino ad arrivare, inevitabilmente, a tutto ciò che mandiamo giù, anche per vie traverse. Giù che vuol dire stomaco e cuore, anima e pelle. Aprile ricorda che la distanza è solo un vago attendere. Maggio sta nel mezzo e non fa che accrescere il desiderio di mare. Eppure, persino nei colori accesi e caldi dell'estate, rimane un soffio di malinconia e incompletezza. Lo capisci quando tiri fuori le scatole con i capi leggeri, quando tiri via dalle stampelle appese e silenziose, tutti quei mesi di cotone pesante e lana merino. Cambia stagione e ogni stato d'animo. Persino il tuo. Quello che metti via ti somiglia tanto, ti dice che in fondo anche questo inverno, hai fatto tante belle cose. Ti suggerisce di non rimpiangerti niente e nel mentre ti prende alle costole. Quando il cappotto non serve più, capisci che per o...
Storia di un avverbio ostinato