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Visualizzazione dei post con l'etichetta stephen king

Apri gli occhi, resta sveglio, non dormire questa notte...

Avrei voluto intitolare questo post "Cinema Horror, storia di un genere" o simili. Ma alla fine ho pensato fosse troppo banale, e ho preferito avviare il discorso in un modo più diretto e d'effetto. Almeno, spero ci sia, quest'effetto. Chi ha avuto a che fare almeno una volta nella propria vita, con un tale Freddy Krueger , sa, di cosa stiamo parlando. Addentrarsi nel cinema dell'orrore non è certo una cosa semplice, soprattutto se consideriamo il fatto che, chi scrive, ha da sempre un rapporto molto complicato col genere. Credo per certi aspetti dell'Arte, bisogna essere predisposti, preparati, trovare al momento giusto l'occhio non solamente critico, ma anche allucinato e lascivo (perché no?). Se così non fosse è chiaro che non comprenderemmo mai, per fare un esempio, la scelta di mettere in scena questi teenagers che vengono allegramente sfracellati da uno psicopatico pluriomicida. Bisogna essere un bel po' distanti dalla realtà e da tu...

Stand By Me - Ricordo di un'estate

Stephen King , con le sue novelle racchiuse in Stagioni Diverse , ha lanciato a più di un regista una grande occasione di "mise en scène" cinematografica. Pensiamo ai film Le ali della libertà , oppure L'allievo , rispettivamente adattamenti de L'eterna primavera della speranza - Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank e del secondo racconto L'estate della corruzione - Un ragazzo sveglio . Nel 1986 Rob Reiner porta sul grande schermo L'autunno dell'innocenza - Il corpo , realizzando una pellicola che a tutt'oggi può essere considerata una delle più significative, degli anni '80, sul tema dell'adolescenza. Stand By Me - Ricordo di un'estate è una voce che racconta, che ricorda appunto, una delle ultime volte in cui ci si sente davvero a un passo dal diventare grandi. Una delle ultime avventure vissute senza stare a pensare ai rischi e pericoli, vissuta solo per la voglia di viverla " fino all'ultimo respiro "....

Le ali della libertà

<< La paura può tenerti prigioniero, la speranza può renderti libero >> Sono le scelte che facciamo che ci contraddistinguono, di questo ne sono certa, e questa mia idea di scelta si alimenta ogni qualvolta mi capiti di ammirare sullo schermo la storia di quell' Andy Dufrense e della sua "redenzione" tra le mura dello Shawshank . Le ali della libertà (1994), diretto da Frank Darabont , (autore anche de Il Miglio Verde , secondo capolavoro dedicato al dramma carcerario uscito nel 1999) è tratto da uno dei racconti di Stephen King  racchiuso nella raccolta Stagioni diverse , dal titolo Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank . Ancora oggi, quando parlo di questo film penso (così fin troppo "retoricamente") a uno dei più "belli" che la mia memoria ricordi... Andy è un bancario dall'intelligenza fuori dal comune, un uomo colto convinto ancora che in un libro possa nascondersi la chiave della "salvezza". La sua vita ...

Letteratura o Cinema? Non si tratta di "scelta"...

Il polverone che ogni volta si alza tirando in ballo la questione   " letteratura o cinema" è forse figlio di uno dei temi maggiormente trattati dalla " semiologia" sia in campo linguistico che cinematografico.  La   semiologia   ( o semiotica), brevissimo accenno per chi non lo sapesse, è lo studio di "ogni tipo di segno", sia esso linguistico, visivo, gestuale, ecc...prodotto in base a un codice accettato e condiviso socialmente.   Dunque partiamo dalla consapevolezza che entrambe le "arti", perché di arte si parla, vantano un incredibile bagaglio di potenzialità, poi, che una si muova nella dimensione verbale e l' altra in quella visuale, voglio dire,  che differenza fa? Io credo di appartenere a quella cerchia di, spero, tanti appasionati di cinema convinti dell'  indissolubilità del rapporto "cinema-letteratura ". Quello che voglio dire è che tanto per una quanto per l' altra il nostro "fondamentale...