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Visualizzazione dei post con l'etichetta fumetti

Ant-Man, piccolezza e dovizia

    Di Peyton Reed ricordo con piacere la commedia diretta nel 2008, Yes Man , che aveva come protagonista Jim Carrey , nei panni di Carl Allen. Mi affascinò l'idea di portare sullo schermo la storia vera dell'umorista inglese Danny Wallace , e poi quella cosa del sì incondizionato...   E ricordo Barbara Novak, interpretata da Renée Zellweger in Abbasso l'amore . Molto femminista, o femminile, come film. Mi piacque! Oggi parliamo di Peyton e della cosiddetta Fase Due dell'universo Marvel. Parliamo di Ant-Man .   Avevo pensato a questo titolo:"Ant-Man, piccolo ma grande", però mi sembrava banale. Tuttavia è ciò che penso, e provo a spiegarvi perché. Se penso ai numerosi film Marvel visti negli ultimi anni, penso a qualcosa di "gigantesco". Tipo bomba atomica sullo schermo, un'esplosione di action e comicità, di battute pregne di un fare gigionesco mai fastidioso eppure imponente. Penso a New York invasa dai Chitauri, a Hulk in...

Ma tu di che ti occupi, di sorrisi? - Ciao Lorenzo...

Io c'ho un brutto vizio, quello di aprire bocca e sparare a zero, a volte. Quello che si chiama "impulso", l'istinto primordiale che ci rende ignoranti e privi di controllo di fronte a qualunque cosa. Se poi fai il critico e col tempo ti abitui a dare giudizi e a scrivere di ciò che vedi, pensi, senti, la situazione si complica e i casi in cui ti ritrovi ad essere stronza, aumentano notevolmente.  Lo scorso luglio ho dato una delle migliori prove di me, del mio essere stronza per l'appunto, a Lorenzo. Ricordo che si parlava tra amici e colleghi, di qualcosa a proposito di Tim Burton e della sua recente filmografia. Chi mi conosce sa, immagina. E infatti io sono intervenuta nella discussione con il mio solito fare cafone e pedante, tant'è che un tale mi stuzzica e prova a capire meglio il senso del mio intervento. Io capisco subito che in fondo gli piace il mio essere diretta, seppur in netto contrasto con il suo pensiero. Lo capisco perché ve...

Un fumetto per spiegare il "licensing". Il ritorno del Signor Rossi.

Avete mai sentito parlare del Bologna Licensing Trade Fair ?  Io lo scopro solamente quest'anno, anche se è un evento giunto già alla sua settima edizione. Parliamo di una Fiera, unico appuntamento italiano nel settore della compravendita di licenze e dello sviluppo di prodotti, basati su marchi e property affermati. A fare notizia è soprattutto il ritorno del mitico Signor Rossi , personaggio nato negli anni '60 dalla matita di Bruno Bozzetto , il quale, ha voluto omaggiare l'evento con una esclusiva striscia a fumetti. Il Signor Rossi è l'italiano medio, con tutti i suoi difetti e quelle contraddizioni che gli appartenevano anche cinquant'anni fa. "Ma cosa sarebbe 'sto licensing?".  E' questa la domanda del Signor Rossi, buffo personaggio vestito di rosso, il quale tra satira e riflessioni, finirà per diventare egli stesso un "marchio". Un concetto non sempre molto chiaro, semplificato in quattro vignette, dal noto au...

Dylan Dog, il film. Ogni cinefilo ha il suo incubo.

Licantropi e vampiri , direi che ne abbiamo fin sopra ai capelli di queste trovate alla Meyer , almeno nel mio caso, il primo pensiero finisce inesorabilmente lì. Non so quanto e come poi, questo abbia influenzato il mio giudizio. Solamente posso dire che, quando decisi di vedere Dylan Dog, il film , non immaginavo (al di là delle comuni perplessità) che avrei avuto a che fare con quello che, a tutt'oggi, io considero: il peggior film della mia vita!!! Abbandoniamo il rimando al film di Giovannesi , che qui a confronto è una boccata d'ossigeno per ogni cinefilo, e torniamo al film di Kevin Munroe . Il regista canadese aveva esordito nel 2007 con TMNT  (Teenage Mutant Ninja Turtles), dopo aver scritto e coprodotto nel 2001, un altro film d'animazione del regista Tony Shutterheim , Donner . Non è chiaro, tuttavia, quale malsano meccanismo sia scattato nella mente di Munroe quando, nel 2010, decise di portare sullo schermo la storia di un personaggio tanto popola...