Nel 1932 Mario Camerini dirige Gli uomini che mascalzoni , un lungometraggio dal sapore garbato e dallo spirito rivoluzionario. Sarà infatti la prima volta di un film non più realizzato negli interni allestiti dei Teatri di posa bensì in esterni. Sullo sfondo una Milano come non l’avevamo mai vista, ad animarla una commedia elegante, semplice, che vede un giovanissimo Vittorio De Sica emergere nel mondo dei divi cinematografici, fino ad allora impegnato nel Teatro leggero. Con questo film, presentato alla Prima Edizione della Mostra del Cinema di Venezia , Camerini dà il via alla cosiddetta “ pentalogia borghese ”, seguiranno poi i successivi quattro titoli: Darò un milione , Ma non è una cosa seria, Il signor Max e I grandi magazzini. Camerini si allontana dai “tipici” personaggi di quegli anni e dalle loro storie dai toni “eroici” per addentrarsi invece nella vita reale, quella di una Milano fatta di gente comune, di tutti i giorni. Immortalata tra le strade, pro...
Storia di un avverbio ostinato