Ivano De Matteo mi aveva già convinto con il film del 2012, Gli equilibristi . Una convinzione che arriva dal saper sfruttare il mezzo cinematografico e, con esso, il dramma della vita vera. Con I nostri ragazzi , il regista romano torna a delineare, con mano ferma e spietata, la caduta dell'uomo contemporaneo, sempre più incapace di affrontare le conseguenze dell'inaspettato, eppure reale. Inaspettato per chiunque. Perché chi se lo aspetta, un figlio "normale" e violento? Un figlio che ti guarda e sorride, e poi la notte diventa rabbioso. Quel figlio che hai messo al mondo e per il quale vorresti dire ogni giorno, con orgoglio e pace: "che bravo il mio ragazzo!" Ma il mio ragazzo è una bestia. Un ragazzino danneggiato, contagiato dal male del mondo. Un assassino. E io non ho potuto fare niente. Come se lo vedessi ora per la prima volta. Quel figlio che è mio, che ho riconosciuto per caso in un programma che ...
Storia di un avverbio ostinato