Oggi voglio parlarvi di Antonio Prisco , un giovane graphic designer per la moda e regista sperimentale. Antonio ha realizzato un corto, uno shortmovie/denuncia rivolto a un mondo che sempre più tragicamente annega nei pregiudizi, nelle discriminazioni e sempre meno è pronto a rapportarsi con "l'altro". Dando per scontato che "l'altro" non sia mai egli stesso... Il giovane regista napoletano affronta con la stessa determinazione di un regista "maturo", tematiche forti, impregnandole di immagini che nel loro susseguirsi portano lo spettatore a scontrarsi con la realtà omofoba e ottusa, la stessa che troppe volte sfocia poi nella violenza e nelle barbarie di chi non è mai pronto ad accettare qualcosa di "non omologato". Protagonista del "piccolo" film è Lia Zeta , transgender che appare come la trasfigurazione di Gesù Cristo inchiodata al confine tra dea/santa e vittima da crocifiggere. Tra croci e passi del vangelo e fotogram...
Storia di un avverbio ostinato