Questa è la storia di un critico che arriva a Parigi e, ancor prima di capire sulla mappa dove si trovi l'albergo prenotato, cerca disperatamente la prima e irrinunciabile tappa. Che ve lo dico a fare... La Cinémathèque française . Una volta messa a fuoco la meta, tutti i problemi legati alla lingua e alle terrificanti improvvisate linguistiche, sempre a metà tra l'inglese scolastico e un francese mai parlato, passano in secondo piano. "In fondo il linguaggio del corpo è universale". Ho pensato. Così mi sono fatta forza e ho rassicurato il mio compagno di viaggio, mio marito, che in un modo o nell'altro ce l'avremmo fatta. Be' lui non avrebbe mai pianificato un itinerario come il mio, ma vi posso garantire che dopo le occhiate disperate e i passi rassegnati di un turista italiano, trovatosi lì per caso, anzi, per "colpa" della moglie malata di cinema e di una città da sempre sognata, la bellezza ha avuto la meglio e ha conquistato a...
Storia di un avverbio ostinato