Dove andiamo c'è sempre una strada. Oppure no. E mentre camminiamo il tempo spesso decide. Oppure... be' potrebbe anche accadere che "dove stiamo andando non c'è bisogno di...strade". Doc docet! Sulla scia di questo folle pensiero, prende forma il nostro presente. Le basi del nostro essere, generazione nata negli anni '80, noi. Quelli che, davanti a uno schermo prendono le decisioni più importanti della loro vita. Generazione per sua stessa natura privata della possibilità di scrivere il proprio futuro. Eppure tutto continua a ruotare, nel tormento e nella gioia effimera, attorno alla più affascinante e sfuggevole impossibilità che è propria del genere umano: viaggiare nel tempo. Cambiare le cose, riscrivere il presente, sistemare il futuro come più ci aggrada. E più capiamo che questa impresa è impossibile, più noi ci ostiniamo nel portarla a termine. La macchina del tempo aspetta solo di essere scoperta davvero. Lo crede...
Storia di un avverbio ostinato