Durante questi giorni passati senza scrivere, perché non potevo proprio, ho letto molto. Direi che non tutti i mali vengono per nuocere, e ci credo pure, ma giusto un po'. Quel po' che viene spedito e salvifico, da una delle letture più piacevoli di questi giorni di abbuffate e svariati nulla. Anna. Storia di un palindromo , una storia d'amore che in realtà non lo è. Conosco Francesco D'Isa come scrittore, lo conosco ora, con la storia di Anna. Curiosa incongruenza la mia, vista la sua già ben affermata fama di artista, soprattutto visuale, la cui ascesa tocca e si lega con gli ideali del connettivismo. Precisiamo però che D'Isa non può considerarsi esponente del suddetto movimento. Be', non chiedetemi cos'è perché a spiegarlo è davvero complicato. Io l'ho capito anche leggendo Anna, libro anche surreale, a tratti, e potrei azzardare dicendo che, si tratti con buone probabilità, di un movimento o di un ensemble di artisti - suona meglio...
Storia di un avverbio ostinato