Sono tempi difficili, i nostri. L'amarezza ormai sembra essere l'unica fidata compagna della disperazione. E i disperati siamo noi, sì. Quelli nati nel momento sbagliato, nel posto sbagliato. Di noi si parla quando ci si ricorda di un paese allo sbando - il nostro - arrivato a un punto di non ritorno. E a un passo dal capolinea, organizzati in fila indiana sulla linea gialla e con l'indifferenza negli occhi, noi , la generazione del piano B. Edoardo Leo segna la sua terza regia partendo proprio da qui. Un dato di fatto, una consapevolezza che ti porti dentro e che, seppur tu non la voglia affatto, ti prende alla sprovvista come un crampo, una gomitata improvvisa allo stomaco. Ed è come raccontare una storia che si ripete, identica. In Italia ci sono i giovani laureati che emigrano con i sogni coltivati nella propria terra, e poi ci sono i quarantenni falliti, quelli per cui partire è impossibile e allora ripiegano tutto su quella che sembra...
Storia di un avverbio ostinato