Un progetto editoriale davvero interessante, quello della casa editrice Ponte 33 : “Portare in Italia la letteratura contemporanea iraniana”. L’idea nasce a Tehran, nel 2008, grazie a Felicetta Ferraro e Bianca Maria Filippini. Il nome Ponte33 richiama il persiano Si-o-se pol , bellissimo ponte di Isfahan fatto di 33 arcate, dove da sempre giovani e meno giovani si incontrano, parlano, discutono, recitano versi e leggono libri. Credo sia doveroso partire dal principio, perché quando si scopre un mondo nuovo e fitto di storie, ci si deve se non altro interrogare. L’Iran è una realtà complessa, che arriva da noi attraverso leggende stereotipate, storie filtrate dal mezzo cinematografico e mediatico. Ma la letteratura riesce sempre a compiere quel miracolo sottile, che incontra i luoghi più intimi e li riporta, così come sono. I racconti di Mehdi Rabbi svelano i rapporti giovani e disillusi della società iraniana. “Nel Khuzestan disseccato dal sole”, lontano dalla ca...
Storia di un avverbio ostinato